Nidi Artificiali: Guida e resoconto finale 2009

Le nidificazioni nei nidi artificiali che ho installato quest’anno sono andate meglio rispetto all’anno precedente, anche se non sono mancati gli incidenti. Il merito del minor numero di predazioni è da imputare probabilmente ad un posizionamento più attento dei nidi, all’utilizzo di nidi antipredazione e ad un pò di fortuna in più rispetto all’anno passato…
Da novembre scorso fino alla fine di marzo ho installato 15 nidi di vari tipi e con diverse grandezze del foro d’ingresso, di questi 6 sono stati occupati almeno una volta, ma nella maggior parte dei casi (4) i soggetti hanno nidificato 2 volte nello stesso nido.
I motivi per i quali gli altri nidi non sono stati occupati possono essere vari, in 2 di questi ho visto tardivamente che all’interno vi avevano costruito un’alveare i Calabroni, altri 2 li avevo costruiti con il foro dal diametro più piccolo del normale (2,6 e 2,4 cm) per la Cincia Bigia che però non li ha graditi, altri erano dei nidi sperimentali o per soggetti non particolarmente facili da ospitare, come quelli per l’Upupa, per il Pettirosso e per la Ballerina Bianca. Una descrizione più dettagliata dei nidi che ho installato è in questa discussione del Forum.
COME SONO STATE REALIZZATE LE FOTO CHE SEGUONO
Per disturbare il meno possibile i miei ospiti, le fotografie che trovate in questo articolo sono state realizzate con un telecomando a distanza: in pratica posiziono il cavalletto con la fotocamera a 7 -8 metri dal nido e mimetizzata dietro un albero o un cespuglio, imposto la messa a fuoco manualmente sul foro d’ingresso del nido ed attacco il ricevitore del telecomando alla fotocamera, poi mi allontano e mi nascondo o nel mio solito capanno mimetico fisso (già preesistente al momento delle nidificazioni) o nel capanno degli attrezzi e da lì osservo i movimenti intorno al nido. Gli uccelli prima di entrare nel nido osservano i dintorni ed al momento che decidono che tutto è sicuro saltano verso il nido, io schiaccio il pulsante del trasmettitore e la fotocamera scatta le foto.
Di solito i “CLICK” della fotocamera non passano inosservati e i pennuti si innervosiscono, quindi dopo una sessione di scatti di 10-15 minuti tolgo tutto ed eventualmente, se le foto non sono venute bene, mi ri-apposto qualche giorno dopo.
Ovviamente il periodo migliore per fare questo tipo di foto è quando i pulli sono nati, appostarsi prima, oltre ad essere inutile visto che gli adulti entrano ed escono molto raramente dal nido, rischia di essere molto pericoloso per l’incolumità delle uova, in questo periodo infatti ci sono molte più probabilità che i genitori abbandonino le uova perchè ritengono che il nido non sia più sicuro.

Questo è il telecomando che utilizzo per questo tipo di foto, è robetta cinese… si trovano su internet per 20-30 euro e probabilmente i 100 metri di copertura nominali sono sopravvalutati, ma è più che sufficiente per i nostri scopi.

L’attrezzatura fotografica con la quale ho realizzato le foto è sempre la stessa: fotocamera Canon eos 400D, obiettivo Canon 300 f4 L IS + moltiplicatore Canon 1,4X II
DESCRIZIONE E FOTO DEI NIDI OCCUPATI
Nido N° 2 :E’ una casetta standard per Cince posizionata ad un’altezza di 230 cm e con il foro d’ingresso del diametro di 2,8 cm adatto alla Cinciarella, ed infatti è stata propio lei a nidificarci, la nidificazione è andata a buon fine e inizialmente credevo che la Cinciarella avrebbe fatto una seconda covata nel solito nido, ma poi, grazie a questa discussione sul forum, ho scoperto che la Cinciarella difficilmente fa una seconda covata se la prima è andata bene.

Nido N° 7: E’ il modello specifico per il Codirosso con una mia sperimentale modifica interna che avrebbe dovuto renderlo antipredazione, è stato installato su una parete in lamiera di un capanno per gli attrezzi ad una altezza di cm 170, il nido è stato occupato dal Codirosso che vi ha nidificato ben 2 volte: la prima volta è andato tutto bene, durante la seconda nidificazione invece un predatore è riuscito a salire sul tetto del capanno degli attrezzi e poi è saltato sul tetto del nido e lo ha parzialmente predato, alla mia ultima visita, sul tetto del nido c’erano una gran quantità di penne, parte del tetto era stato rotto e poco lontano ho trovato quelli che sembrano i resti di un pullo, tuttavia ho visto che il maschio continuava ad entrare ed uscire dal nido, quindi ho deciso di aprirlo ed all’interno c’erano ancora 4 pulli sani e salvi, la madre però temo sia stata catturata… ho visto solo il padre portare il cibo ai superstiti.
Codirosso Femmina: 
Codirosso Maschio: 
Pulli di Codirosso sopravvissuti: 
Questo tipo di nido antipredazione sperimentale sembra aver funzionato seppur parzialmente, spero che con alcune modifiche, come l’aumento della distanza tra il foro d’ingresso e la nicchia per le uova, possa diventare ancora più sicuro, altre informazioni su questo soggetto e sul tipo di nido potete trovarle su questa discussione del Forum
Nido N° 8: è un nido standard per Cince con il foro d’ingresso dal diametro di 3,2 cm adatto per Cinciallegre e Picchio Muratore, è stato occupato da una Cinciallegra ma purtroppo poi ho trovato il nido abbandonato con 7 pulli morti e 1 uovo non schiuso. La causa imho più probabile dell’abbandono è stata il posizionamento scorretto del nido che avevo installato su un nocciolo molto flessibile, che poi ho notato oscillare parecchio con il vento, altre cause potrebbero essere state l’ingresso nel nido di un Calabrone o la cattura dei genitori da parte di qualche rapace.
Nido N 9°: – è un vecchio nido standard per Cince che avevo costruito ed usato anche l’anno precedente e che ho riutilizzato facendo alcune modifiche per renderlo antipredazione: ho aggiunto sul al foro d’ingresso altre 2 tavolette di legno con il foro, una all’interno e una all’esterno del nido, rendendo quindi il foro d’ingresso un tunnel lungo 7 cm che dovrebbe renderlo antipredazione, ho fissato il tetto con 4 viti e l’ho installato ad un’altezza di cm 260. Il nido antipredazione sperimentale è stato utilizzato da una coppia di Cinciallegre per 2 volte.
Nido n° 10: - E’ un nido Antipredazione per Cince, dal foro di 3,2 cm, ho installato questo nido abbastanza in basso ( a cm 180) perché era nella zona preferita dal Torcicollo… il quale ha l’abitudine di svuotare i nidi occupati da altre specie per utilizzarli lui e avevo letto che il Torcicollo non gradisce i nidi troppo bassi. Tutto è andato per il meglio e una coppia di Cinciallegre vi ha nidificato per 2 volte, un videoclip e altre foto e informazioni interessanti sulle Cinciallegre potete trovarle in questa discussione.

Nido N° 12: – è un nido antipredazione con il foro di cm 3,5cm per il Torcicollo posizionato ad un’altezza di cm 320. Ho installato questo nido più tardi degli altri (il 23 marzo) perchè speravo che le Cince si fossero già tutte accasate e che non tentassero di occupare anche questo nido, purtroppo una Cinciallegra cominciò ad imbottirlo il giorno successivo all’installazione e come prevedevo è stata poi sfrattata dal Torcicollo che vi ha nidificato per ben 2 volte. Altre foto e informazioni su questo soggetto potete trovarle in questa discussione del forum.

CONCLUSIONI:
Se volte installare dei nidi artificiali nel vostro giardino e volete aumentare le probabilità che questi vengano occupati, vi consiglio di iniziare posizionando delle mangiatoie ad inizio inverno e rifornendole regolarmente di cibo in modo che i pennuti si abituino a frequentare regolarmente il vostro giardino, così quando installerete i nidi artificiali (dicembre-gennaio) gli interessati conosceranno già il vostro giardino come le loro tasche e li noteranno subito, inoltre avranno già raggiunto un certo grado di confidenza nei confronti vostri e del luogo. I nidi vanno installati rivolti verso sud-est, ad un’altezza variabile dai 2 ai 4 metri a seconda del soggetto, e ad una distanza di almeno 12-15 metri tra loro, inoltre vi raccomando di seguire tutte le seguenti precauzioni per evitare spiacevoli sorprese come la predazione o l’abbandono del nido:
PRINCIPALI PRECAUZIONI DA PRENDERE
1) installare il nido in punti difficilmente accessibili a gatti, faine ecc. e assicurarsi che sotto al nido non ci siano punti di appoggio che permettano ai predatori di appoggiarsi e infilare le loro zampacce dentro al nido, anche il classico rametto sotto al foro d’ingresso può essere usato come appoggio dai predatori! quindi è meglio evitarlo.
2) Usare nidi del tipo antipredazione: nel caso che i predatori raggiungano comunque il nido, i nidi antipredazione dovrebbero rendere molto più difficile ai predatori raggiungere i nidiacei con le loro zampe.
3) Se il nido è apribile, le cerniere e i ganci di chiusura devono essere di metallo, robusti e apribili solo dall’uomo onde evitare che i predatori li scoperchino con la forza o con l’astuzia
4) Un altro inconveniente sono i Calabroni: questi possono costruire il loro alveare dentro i nostri nidi e quindi gli uccelli eviteranno di nidificarci, inoltre è possibile che i Calabroni entrino nel nido quando questo è già occupato dagli uccelli che per questo possono abbandonare le uova o i pulcini. Una possibile soluzione a questo problema è di installare appena inizia la primavera delle trappole come queste, da posizionare nel vostro giardino non troppo vicino ai nidi (10 metri penso siano sufficienti) altrimenti potrebbero fungere da spaventapasseri con i soggetti più diffidenti, come esca ho notato che i Calabroni gradiscono particolarmente la Birra Moretti.
5) Altra precauzione importantissima è quella di installare i nidi su rami sufficientemente rigidi da non oscillare troppo in caso di forte vento e per lo stesso motivo fermare bene il nido agganciando sia la parte alta che quella bassa affinchè non dondoli.
6) Non disturbate troppo i vostri ospiti, soprattutto durante il periodo di cova che è il più delicato, se eventualmente volete osservare l’interno del nido aspettate che i pulcini siano già nati (lo si capisce dai frequenti viaggi che i genitori fanno con il becco pieno di insetti) aspettate che i genitori siano fuori dal nido ed andate a dare un’occhiata rapidissima all’interno. Se infastidite troppo i vostri inquilini c’è il rischio che questi abbandonino la covata, o che non utilizzino i vostri nidi l’anno successivo!.
7 ) non utilizzate nel vostro giardino antiparassitari o altri prodotti chimici che sono velenosissimi anche per gli uccelli e la loro prole.
8 ) non mutate troppo l’ambiente vicino al nido ed evitate di lasciare nelle vicinanze oggetti nuovi ed estranei che potrebbero spaventare i nostri amici.
Se volete condividere le vostre esperienze o chiedere consigli potete iscrivervi e partecipare al FORUM
giugno 30 2009 01:27 pm | Guide

Anna on 06 lug 2009 at 14:02 #
Bellissime le foto del codirosso! Anch’io ho installato un nido specifico pressoché uguale al tuo sulla parete del terrazzo nella speranza di vederlo occupato proprio da questa specie. Tuttavia, se i codirossi non l’hanno scelto come dimora, con mia grandissima sorpresa, una coppia di storni aveva cominciato ad imbottirlo di materiale vegetale, rinunciando però dopo qualche giorno all’impresa. Probabilmente se avessero continuato, prima dell’involo dei giovani, sarebbe esploso il tetto, date le modeste dimensioni della casetta in rapporto ad uccelli come loro..! Un saluto e complimenti.
Alessandro Landi on 06 lug 2009 at 18:12 #
Grazie Anna
, anche da me gli Storni sono sempre indecisi se nidificare o no in un vecchio nido che ho sul terrazzo, qui trovi un simpatico videoclip
ciao!
marco on 27 lug 2009 at 08:33 #
foto bellissime!!!!
Alessandro Landi on 28 lug 2009 at 15:21 #
Grazie Marco
Paolo on 06 gen 2010 at 19:49 #
Bellissimi i nidi ke hai costruito !!! e bellissime le foto, molto nitide poi…..io ho appena installato una cassetta-nido oggi…..spero ke venga occupata da qualche specie!-)….saluti Paolo
Alessandro Landi on 06 gen 2010 at 21:50 #
Grazie per la visita Paolo,
e mi raccomando… poi facci sapere come è andata con il nido che hai installato
Paolo on 09 gen 2010 at 15:45 #
Non mancherò !!:)
EMANUELE on 02 feb 2010 at 16:24 #
Complimentissimi per le superlative fotografie: ti scaldano il cuore.
Io ho creato qui, in piena pianura padana, un bosco che oramai ha 15 anni di circa 50000 mq con tutte le essenze idonee per attirare gli uccelli. Purtroppo la gazze e le ghiandaie stanno distruggendo qualsiasi essere vivente cerchi di insediarsi compresi gli sparvieri che hanno nidificato per alcuni anni ma. Iloro piccoli sono preda dei corvidi.
Alcuni mesi fa ho installato una mangiatoia sopraelevata con girasoli, bacche di sambuco, grasso animale, pane ecc.: in quasi 2 mesi non si è avvicinato nessuno, nemmeno le gazze.
Sarà perchè è troppo vicino ala pollaio? Mah!
Ciao
Emanuele
Alessandro Landi on 02 feb 2010 at 21:06 #
Ciao Emanuele, complimenti a te per la realizzazione del tuo bosco, anche da me ci sono molte Gazze Ghiandaie e Cornacchie Grige, ma non le vedo così devastanti, puoi provare ad installare dei nidi artificiali che almeno per alcune specie di uccelli che li utilizzano renderebbe impossibile la predazione dei nidi da parte dei Corvidi, Per quanto riguarda la frequentazione delle mangiatoie i tempi e i modi sono molto variabili da zona a zona… devi solo perseverare, il pollaio non è un problema, anche io ne ho un paio vicini
Adriano on 05 mar 2010 at 22:35 #
Carissimo Alessandro,
stavo cercando su Internet dei progettini per nidi artificiali e mi sono imbattuto nel Tuo sito. Davvero complimenti! Tutta la famiglia è rimasta affascinata dalle Tue immagini.
Domani, con un amico, costruiremo alcuni nidi artificiali e faremo tesoro dei Tuoi consigli.
Ho già installato da un paio di anni or sono un mangiatoia aperta che mi sono costruito. A Trento, d’inverno, è frequentatissima …
Ciao e grazie
Adriano
Alessandro Landi on 06 mar 2010 at 19:54 #
Grazie Adriano, per la visita e per i complimenti
sei un po in “extremis” con i nidi, cerca di istallarli prima possibile