<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Alessandro Landi &#187; Racconti</title>
	<atom:link href="http://www.alessandrolandi.com/category/racconti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.alessandrolandi.com</link>
	<description>Nature Photography</description>
	<lastBuildDate>Tue, 27 Dec 2011 16:27:03 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Birdgarden: Diario di una calda estate all&#8217; abbeveratoio&#8230;</title>
		<link>http://www.alessandrolandi.com/2011/12/11/birdgarden-diario-di-una-calda-estate-all-abbeveratoio/</link>
		<comments>http://www.alessandrolandi.com/2011/12/11/birdgarden-diario-di-una-calda-estate-all-abbeveratoio/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 20:29:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Birdgarden]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrolandi.com/?p=706</guid>
		<description><![CDATA[L’idea di realizzare un abbeveratoio per uccelli, che io chiamo “pozza artificiale”, nasce come naturale evoluzione delle mangiatoie&#8230; un modo per continuare a far avvicinare gli uccelli selvatici al mio appostamento fotografico nel periodo in cui il cibo è ampiamente disponibile in natura e sarebbe poco fruttuoso, oltre che dannoso, continuare a fornirlo artificialmente. Come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/abbeveratoio/Verzellino - Serinus serinus - 1.jpg" alt="Verzellino - Serinus serinus - 1" /></p>
<p>L’idea di realizzare un abbeveratoio per uccelli, che io chiamo “pozza artificiale”, nasce come naturale evoluzione delle mangiatoie&#8230;<span id="more-706"></span> un modo per continuare a far avvicinare gli uccelli selvatici al mio appostamento fotografico nel periodo in cui il cibo è ampiamente disponibile in natura e sarebbe poco fruttuoso, oltre che dannoso, continuare a fornirlo artificialmente.<br />
Come per le mangiatoie ho iniziato con un certo scetticismo, non ricordo esattamente i tempi ma nell’estate del 2007 sistemai un sottovaso pieno d’acqua nella zona in cui in inverno rifornivo le mangiatoie e  poco dopo, probabilmente le solite Cince e Passeri inizieranno ad utilizzarlo, seguite via via da altri soggetti, alcuni già visti alle mangiatoie, altri visti per la prima volta frequentare il birdgarden, e ad ogni anno l’affluenza è aumentata sia per il numero di soggetti che di specie, il che mi ha portato nel 2009 a sostituire il sottovaso con una costruzione in cemento dotata di pompa solare come descritto <a href="http://www.alessandrolandi.com/forum/mia-nuova-pozza-artificiale-abbeveratoio-t75.html" target="_blank">in questa discussione del FORUM</a></p>
<p>Il successo che attualmente sta riscuotendo l’abbeveratoio del mio birdgarden è probabilmente imputabile non tanto alla presenza del solo abbeveratoio, quanto all’insieme di elementi che compongono la piccola oasi (che in realtà non è altro che un angolo di un’orto-frutteto), ovvero:</p>
<p>- la presenza di mangiatoie durante l’inverno che rendono la zona amichevole agli occhi di molti soggetti stanziali (Cince, Passeri ecc.,),</p>
<p>- la presenza di <a href="http://www.alessandrolandi.com/2011/07/28/nidi-artificiali-2011-foto-video-consigli-e-riflessioni-varie/" target="_blank">numerosi nidi artificiali nelle vicinanze</a>, utilizzati sia dalle specie stanziali che dai migratori nidificanti e dai quali escono numerosi baldi giovani che poi saranno i principali frequentatori della pozza,</p>
<p>- alla fitta siepe di more selvatiche che oltre ad essere probabile luogo di nidificazione di molte specie, (e quindi altri baldi giovani che rimarranno nella zona e frequenteranno la pozza) sono anche un ottimo rifugio dai predatori, luogo di ritrovo per specie gregarie e inoltre producono prelibate bacche  che rendendo il luogo ancora più attraente per molti soggetti,</p>
<p>- la presenza di alcune piante nate più o meno spontaneamente come Radicchione, Colza, e Girasoli, che producono semi molto graditi ai granivori</p>
<p>Tutti questi elementi attirano numerose specie sia di uccelli stanziali che di migratori nidificanti, e probabilmente propio la numerosa presenza di questi soggetti attira anche l’attenzione di altri uccelli che sono solo di passaggio (come vedremo in seguito) e che usufruiscono dell’abbeveratoio solo per qualche giorno per poi ripartire per il loro lungo viaggio.</p>
<p>I risultati che ottengo appostandomi alla pozza artificiale sono sicuramente più irregolari e imprevedibili di quelli alle mangiatoie invernali dove durante tutto il giorno c’è la presenza costante di alcune determinate specie e dove raramente ci sono novità.<br />
Alla pozza possono capitare giornate con totale assenza di avvistamenti, (generalmente le giornate nuvolose o ventose&#8230; ma non c’è una regola precisa) o giornate con affluenze record o dove sono riuscito a fotografare numerose nuove specie mai viste prima .</p>
<p>Gli appostamenti effettuati durante questa particolarmente fortunata stagione estiva 2011, dove mediamente sono riuscito ad appostarmi 1-2 volte a settimana, sono durati da poco prima dell’alba a 2-3 ore dopo. Infatti, secondo la mia esperienza, è questo il periodo di maggiore affluenza, dopo il quale oltre ad un forte calo di presenze la luce diventa poco fotogenica  e il capanno si trasforma in una poco piacevole sauna. Questo non esclude che l’abbeveratoio possa essere stato visitato da numerosi altri soggetti e specie, oltre a quelle descritte e fotografate nel seguente resoconto, nei giorni e negli orari di mia assenza.</p>
<p><strong>- 31 Maggio 2011 -</strong></p>
<p>Quest’anno ho restaurato la pozza artificiale (danneggiata dal gelo durante l’inverno) con largo anticipo, soprattutto perché diversamente dai 2 anni precedenti, il nido artificiale a pochi metri di distanza non è stato occupato dal Torcicollo ma da una coppia Cinciallegra, e mentre il Torcicollo è sicuramente un soggetto più diffidente e sensibile al disturbo, le Cince oramai mi conoscono fin troppo bene, quanto posiziono i nidi artificiali vengono sull’albero a controllare che sia tutto Ok e non faccio a tempo a scendere dalla scala che vanno subito a ficcare il becco nel buco, pertanto non mi sono fatto troppi problemi a smanettare con cazzuola e cemento nelle vicinanze (7-8 metri) durante il periodo delle nidificazioni.<br />
E’ il primo appostamento dell’anno e non mi aspetto granché visto che ancora non è particolarmente caldo e non siamo in “emergenza siccità” ma vengo subito smentito.<br />
Il primo avvistamento è un giovanissimo Codirosso Comune (Phoenicurus phoenicurus) , sicuramente nato da uno dei due nidi artificiali occupati quest’anno da questa specie, ed entrambi installati nel raggio di 50-70 metri dall’abbeveratoio.  Secondo i miei calcoli dovrebbe essere uscito dal nido da non più di 15 giorni, ma nonostante questo già usufruisce della pozza con una certa disinvoltura: prima beve qualche sorso “alla fonte”, poi fa un bel bagno sul “bordo della piscina”.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/abbeveratoio/Codirosso Comune - Phoenicurus phoenicurus - 05-31-A.jpg" alt="Codirosso Comune - Phoenicurus phoenicurus - 05-31-A" /></p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/abbeveratoio/Codirosso Comune - Phoenicurus phoenicurus - 05-31-B.jpg" alt="Codirosso Comune - Phoenicurus phoenicurus - 05-31-B" /></p>
<p>Ho l’impressione che abbia ricevuto istruzioni ben precise dai genitori, probabilmente anche loro nati la primavera precedente in uno dei miei nidi artificiali e anche loro assidui frequentatori della pozza quando erano piccoli, tant’è che a marzo di quest’anno, al primo avvistamento del Codirosso Comune appena rientrato dallo svernamento in Africa, avevo avuto la netta impressione che la prima cosa che aveva fatto era quella di controllare se la pozza fosse sempre dove l’aveva lasciata l’anno scorso&#8230; come avevo già  raccontato in <a href="http://www.alessandrolandi.com/forum/volte-ritornano-t820.html" target="_blank">questa discussione del forum</a>.<br />
La mia ipotesi è che abituandosi sin da piccoli (questa e altre specie di uccelli) mantengano l’abitudine di utilizzare l’abbeveratoio anche da adulti e la tramandino ai lori figli, contribuendo al progressivo e sempre in crescita utilizzo dello stesso.</p>
<p>Ma le sorprese del primo appostamento non sono finite qui, poco dopo infatti arriva propio l’assente ingiustificato dei nidi artificiali: il Torcicollo (Jynx torquilla). Dopo una brevissima sosta su un posatoio si piazza nell’angolo meno fotogenico e nascosto (dalla penombra di alcune piante di colza) della pozza e sorseggia con calma l’acqua fresca e pulita dandomi il tempo di realizzare anche un breve filmato.  E’ la prima volta in assoluto che vedo questo soggetto utilizzare l’abbeveratoio&#8230; e quest’anno non sarà neanche l’ultima.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/abbeveratoio/Torcicollo - Jynx torquilla  - 05-31.jpg" alt="Torcicollo - Jynx torquilla  - 05-31" /></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="527" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/0_rn9v5-P4Y" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="527" src="http://www.youtube.com/v/0_rn9v5-P4Y"></embed></object></p>
<p><strong>- 01 giugno 2011-</strong></p>
<p>Giornata relativamente tranquilla come la precedente&#8230; nel senso che l’affluenza non è ancora particolarmente massiccia ma comunque l’appostamento non è andato a vuoto.<br />
La prima a farsi viva è una giovanissima Cincia Bigia ( Parus palustris), anche lei probabilmente uscita dal  nido da non più di 15 giorni. Nonostante la Cincia Bigia sia una delle frequentatrici più assidue delle mangiatoie e che quest’anno abbia anche occupato uno dei miei nidi artificiali, devo dire che non è mai stata particolarmente attratta dall’abbeveratoio, infatti dopo aver curiosato un po’ si disinteressa completamente dell’acqua e si dedica alla caccia degli afidi presenti nell’erba ai bordi della pozza.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/abbeveratoio/Cincia bigia - Parus palustris - 06-01-A.jpg" alt="Cincia bigia - Parus palustris - 06-01-A" /></p>
<p>Più tardi arriverà anche un giovane (o una femmina?) di  Zigolo Nero (Emberiza cirlus ).</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/abbeveratoio/Zigolo nero - Emberiza cirlus  - 06-01-A.jpg" alt="Zigolo nero - Emberiza cirlus  - 06-01-A" /><br />
Gli avvistamenti di questa specie all’abbeveratoio non sono molto frequenti e regolari ma ogni tanto anche lui viene a farmi visita e la cosa mi fa molto piacere visto che apprezzo particolarmente il suo canto, come avevo raccontato tempo fa<a href="http://www.alessandrolandi.com/2008/10/10/storia-di-una-fotografia-lo-zigolo-nero-emberiza-cirlus/" target="_blank"> in questo articolo</a>.</p>
<p><strong>-10 giugno 2011 -</strong><br />
Iniziano a farsi vedere in piccoli branchi i Passeri d’Italia (Passer italiae) e Passeri Mattugia (Passer montanus). Da qui in avanti, anche se non li citerò ogni volta, diventeranno una presenza costante e animeranno la piccola oasi con i loro schiamazzi e battibecchi&#8230; a volte  mettendo in imbarazzo i soggetti più schivi e solitari ma più spesso attirando la curiosità e rendendo maggiormente fiduciosi molti altri soggetti occasionali e di passaggio.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/abbeveratoio/Passero mattugia - Passer montanus -  06-10-A.jpg" alt="Passero mattugia - Passer montanus -  06-10-A" /></p>
<p><strong>-11 Giugno 2011 -</strong><br />
Di prima mattina si fa rivedere il Torcicollo, questa volta sembra più tranquillo e fiducioso&#8230; soffermandosi a lungo anche sui posatoi per asciugarsi e pulirsi le penne.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/abbeveratoio/Torcicollo - Jynx torquilla - 06-11-A.jpg" alt="Torcicollo - Jynx torquilla - 06-11-A" /></p>
<p>Arriva anche una giovanissima Cinciarella (Parus Caeruleus), probabilmente uscita da poco da  uno dei miei nidi artificiali. Le giovani Cinciarelle (ma poi anche gli adulti) diventeranno una presenza quotidiana alla pozza, spesso arrivando in piccoli gruppetti di 3-5 esemplari che a suon di acrobazie e mosse ninja si contenderanno il punto migliore da dove bere o fare il bagno, strappandomi spesso qualche sorriso. Le Cinciarelle sono le stacanoviste per eccellenza dell’abbeveratoio, anche in inverno quando le temperature sono sotto lo zero e l’acqua della pozza è ghiacciata, saltellano a lungo sul ghiaccio in cerca di un filo d’acqua ancora liquida in cui sguazzare</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/abbeveratoio/Cinciarella - Parus Caeruleus - 06-11-A.jpg" alt="Cinciarella - Parus Caeruleus - 06-11-A" /></p>
<p><strong>FINE PAGINA 1</strong></p>
<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_google1" style="width:90px;">
					<g:plusone size="medium" href="http://www.alessandrolandi.com/2011/12/11/birdgarden-diario-di-una-calda-estate-all-abbeveratoio/" ></g:plusone>
				</div><div class="really_simple_share_facebook" style="width:100px;">
					<a name="fb_share" type="button_count" href="http://www.facebook.com/sharer.php" share_url="www.alessandrolandi.com/2011/12/11/birdgarden-diario-di-una-calda-estate-all-abbeveratoio/">Share</a> 
				</div><div class="really_simple_share_twitter" style="width:110px;">
					<a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="horizontal" 
						data-text="Birdgarden: Diario di una calda estate all&#8217; abbeveratoio&#8230;" data-url="http://www.alessandrolandi.com/2011/12/11/birdgarden-diario-di-una-calda-estate-all-abbeveratoio/" 
						data-via="" ></a> 
				</div></div>
		<div style="clear:both;"></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrolandi.com/2011/12/11/birdgarden-diario-di-una-calda-estate-all-abbeveratoio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Fototrappola, la Faina e la Tana misteriosa&#8230;</title>
		<link>http://www.alessandrolandi.com/2011/03/27/la-fototrappola-la-faina-e-la-tana-misteriosa/</link>
		<comments>http://www.alessandrolandi.com/2011/03/27/la-fototrappola-la-faina-e-la-tana-misteriosa/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 18:52:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrolandi.com/?p=621</guid>
		<description><![CDATA[La ricostruzione dei fatti avvenuti in questi ultimi mesi intorno alla “Tana misteriosa” sono frutto  dei dati contenuti nelle fotografie scattate in quel periodo, oltre che di qualche ricordo residuo rimasto nella mia memoria&#8230;&#8230;  all’epoca non ritenevo necessario tenere un resoconto dettagliato di quelli che erano solo i primi esperimenti con le fototrappole artigianali, pertanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/fauna/Faina_Martes_foina_02.jpg" alt="Faina_Martes_foina_02" /></p>
<p>La ricostruzione dei fatti avvenuti in questi ultimi mesi intorno alla “Tana misteriosa” sono frutto  dei dati contenuti nelle fotografie scattate in quel periodo, oltre che di qualche ricordo residuo rimasto nella mia memoria&#8230;<span id="more-621"></span>&#8230;  all’epoca non ritenevo necessario tenere un resoconto dettagliato di quelli che erano solo i primi esperimenti con le fototrappole artigianali, pertanto si tratta di una ricostruzione incompleta visto che dei numerosi appostamenti andati a vuoto, e quindi senza le fotografie e senza  i dati in esse contenuti, non è rimasto traccia.</p>
<p>- Luglio 2010</p>
<p>Incuriosito da questa branca della fotografia, avevo acquistato alcuni congegni per antifurti, e nelle settimane successive li avevo adattati per collegarli alla fotocamera reflex per realizzare delle fototrappole con cui fotografare soggetti notturni e particolarmente elusivi, difficilmente fotografabili in altri modi.<br />
I due sistemi di fototrappolaggio realizzati e descritti in <a href="http://www.alessandrolandi.com/forum/fototrappole-artigianali-t530.html" target="_blank">questa discussione del forum</a> si dimostrarono abbastanza efficaci. Nelle prime prove notturne riuscii a fotografare un Riccio ed un Gatto&#8230; soggetti non particolarmente elusivi ma furono sufficienti per dimostrare che i meccanismi potevano funzionare, d’altro canto mi resi conto che costruire una fototrappola era il problema minore&#8230; la parte difficile di questo tipo di fotografia era quello di individuare un luogo frequentato dagli animali notturni, individuare il punto esatto in cui sarebbero passati, piazzare la fotocamera immaginando quale poteva essere una buona inquadratura ancor prima che il soggetto principale della foto fosse presente, impostare la fotocamera e il flash manualmente in modo da avere una buona messa a fuoco, e una buona illuminazione del soggetto (che ancora non c’è) e dell’ambiente circostante. Dopo i primi entusiasmi, tutto rimase dimenticato  in un cassetto per alcune settimane&#8230; fino a metà ottobre.</p>
<p>- Giovedì, 14 ottobre 2010</p>
<p>Vagando per il bosco alla ricerca di funghi da fotografare, notai casualmente un paio di cavità molto profonde nel terreno&#8230; forse delle tane. Una  era più piccola e sembrava scavata di fresco vista la gran quantità di terra smossa ai bordi, l’altra era più grande e poteva entrarci agilmente un mammifero di piccole-medie dimensioni ( Volpe, Faina, ecc) ma diversamente dalla prima non mostrava segni di utilizzo recente, decisi che finalmente era ora di rispolverare le fototrappole e di testarle seriamente sul campo. Prima dell’imbrunire piazzai il cavalletto con Canon 400d, 18-55, flash 580ex e sensore di calore  di fronte alla tana più piccola, impostando il tutto in modo che l’inquilino della tana venisse immortalato non appena fosse uscito dal nascondiglio</p>
<p>- Venerdì,15 ottobre 2010</p>
<p>Era la prima volta che la fotocamera passava la notte alle intemperie fuori del sicuro terreno recintato di mia proprietà.  La nottata passò tra momenti di eccitazione, pensando alle fotografie che avrei potuto trovare all’indomani, e momenti di preoccupazione per l’incolumità dell’attrezzatura stessa. La mattina, quando andai a recuperare la fototrappola, ad un iniziale stato di soddisfazione, per aver ritrovato tutta l’attrezzatura incolume , seguì uno stato di delusione profonda&#8230;.  purtroppo la compact flash era completamente  vuota</p>
<p>Non mi lasciai  scoraggiare e preparai tutto per la notte successiva. Questa volta, prima dell’imbrunire, mi recai a sistemare la solita attrezzatura davanti alla tana più grande, sperando sempre che la fototrappola scattasse le fotografie al momento in cui il sensore di calore rilevasse il soggetto uscire dal presunto rifugio.</p>
<p>- Sabato, 16 ottobre 2010</p>
<p>Questa volta, passate le preoccupazioni e i facili entusiasmi iniziali, passai la notte più tranquillamente e di buon’ora mi recai nel bosco a controllare la fototrappola. Con una certa sorpresa scoprii che questa volta la CF era tutt’altro che vuota anzi&#8230; aveva registrato un gran numero di fotogrammi&#8230;. ma le cose non erano andate esattamente come avevo programmato io.</p>
<p>Il primo di una sequenza di 25 immagini mostrava una Faina ( <em>Martes foina) </em>ripresa di spalle che dall’esterno si avvicinava alla tana (non ne usciva come avevo previsto io) , dopo lo scatto del flash la Faina si nascondeva in una zona in ombra poco<br />
lontana dalla tana ma i riflessi dei suoi occhi nell’oscurità comparivano anche in alcuni fotogrammi successivi, una decina di secondi dopo la fotocamera riprendeva di striscio un’altra Faina che passava tra la fotocamera e la tana per poi nascondersi anche lei nell’oscurità.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Faina_Martes_foina_A.jpg" alt="Faina_Martes_foina_A" /><br />
Nonostante le Faine fossero state fotografate di spalle e di striscio ero euforico. Entrambe erano fuggite allo scattare del flash ma non sembravano particolarmente impaurite, una si era nascosta dietro l’erba poco lontano, l’altra era passata davanti alla fototrappola pochi secondi dopo, anche se poteva tranquillamente tornare indietro o passare da più lontano rispetto al punto illuminato dal flash, comunque decisi di far passare almeno una settimana prima di riposizionare la fototrappola nel solito punto.</p>
<p>I giorni successivi, riguardando con calma la serie di fotogrammi elaborai una mia teoria sull’accaduto: La tana era il rifugio diurno dalle 2 Faine,  la fototrappola aveva fatto cilecca quando erano uscite dal rifugio per fare il loro giro notturno, ma aveva funzionato al loro rientro. Rimasi convito di questa teoria per un po’ di tempo, ma poi divenne chiaro che le cose non stavano così.</p>
<p>Dopo circa una settimana ripresi gli appostamenti provando delle inquadrature molto più ampie e che riprendessero bene i soggetti anche quando fossero rientrati  alla tana. Quasi subito ribeccai una Faina, questa volta però era ripresa mentre passava abbastanza lontano dalla tana&#8230; in una zona che nella foto appariva estremamente sfuocata, in seguito a questo ed a altri scatti non riusciti mi resi conto che il sensore di calore non era molto adatto al mio scopo, infatti aveva un raggio di azione troppo ampio e imprevedibile, faceva scattare la fototrappola anche se il soggetto appariva in una zona fuori fuoco o addirittura fuori dall’inquadratura della fotocamera, il risultato era che il soggetto alla<br />
prima flashata si dileguava e la trappola non riusciva a scattare foto decenti. Nonostante varie modifiche fatte al sensore, ad oggi, non sono ancora riuscito ad ottenere che scatti le foto solo quando il soggetto passa per il punto preciso dove è prevista la messa a fuoco.<br />
In seguito decisi di provare con il sensore di vibrazioni, questo congegno era sicuramente una soluzione più rudimentale, dovevo posizionare sul terreno il sensore attaccato ad una rete, con il rischio che  gli animali selvatici lo fiutassero e evitassero di toccarlo, tuttavia garantiva che la fotocamera scattasse la foto solo quando il soggetto toccava il punto preciso in cui avevo preventivamente impostato la messa a fuoco.</p>
<p>- Domenica, 14 Novembre 2010</p>
<p>La sera precedente avevo sistemato un pezzo di rete metallica  con legato il sensore di vibrazioni di fronte alla solita tana, avevo cercato di mimetizzare il tutto ricoprendola con delle foglie secche. Il piano era che le Faine, uscendo dalla tana, avrebbero calpestato o urtato il pezzo di rete facendo scattare la fototrappola&#8230; ma tanto per cambiare le cose non andarono come previsto. Quella  notte la fototrappola aveva si ripreso una Faina, ma anche questa volta non mentre usciva  dalla tana ma mentre si avvicinava. La mia teoria iniziale cominciava a vacillare e contestualmente cominciavo a domandarmi come mai le Faine gironzolassero così spesso intorno a  quella che non era la loro tana</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Faina_Martes_foina_B.jpg" alt="Faina_Martes_foina_B" /></p>
<p>Questa volta le foto scattate erano poche ma sicuramente migliori delle precedenti, il soggetto era inquadrato abbastanza bene e messo a fuoco con precisione, tuttavia si presentarono altri problemi&#8230; il flash montato sulla fotocamera causava un riflesso negli occhi del soggetto che nella fotografia risultavano completamente bianchi&#8230;. tipo zombie, pertanto avrei dovuto trovare il modo di staccare il flash dalla fotocamera e decentrarlo per evitare tale effetto. Inoltre nelle sessioni successive venne fuori che il canon 580EX non era adattissimo a questo tipo di fotografia, infatti se abilitavo la funzione sleep il flash dopo qualche ora si addormentava e non si risvegliava in tempo per il primo scatto della fotocamera che inevitabilmente risultava buio, se invece disabilitavo la funzione sleep il flash rimaneva sempre pronto allo scatto ma le batterie si scaricava completamente nel giro di 7-8 ore e gli scatti successivi risultavano completamente neri.<br />
Mi procurai a poco prezzo un vecchio flash usato e dei telecomandi wireless per posizionarlo lontano dalla fotocamera. Il flash era un vecchissimo modello a torcia che mi tirarono dietro su ebay per una trentina di euro,  era roba di 20-30 anni fa ma si dimostrò perfetto per il mio scopo. I suoi vantaggi erano che all’epoca la funzione sleep per il risparmio energetico non esisteva&#8230; tuttavia con il fatto che fosse sprovvisto del monitor lcd e di lucine varie accese, oltre al fatto di funzionare con 6 pile AA invece di 4, permetteva al flash di rimanere funzionante e pronto allo scatto per un periodo molto più lungo di quanto avessi bisogno, gli svantaggi erano che non era prudente collegarlo direttamente alla fotocamera in quanto il suo voltaggio poteva fulminare le moderne fotocamere digitali,  inoltre era privo di automatismi e doveva essere impostato manualmente, svantaggi ininfluenti per  i miei scopi visto che avrei dovuto utilizzarlo manualmente e staccato dalla fotocamera in ogni caso</p>
<p>- Domenica, 12 Dicembre 2010</p>
<p>La sera precedente avevo piazzato la solita 400d+18-55 con sensore di vibrazioni e avevo montato il flash su un altro cavalletto e posizionato in un punto rialzato a qualche metro di distanza dalla fotocamera. Quella notte la Fotocamera riprese una Faina che ancora una volta si avvicinava alla tana.<br />
Questa volta ero abbastanza soddisfatto del risultato, avevo risolto il problema del riflesso sugli occhi ma tuttavia avevo esagerato un po’ nell’allontanare il flash dalla fotocamera, la luce risultava troppo laterale e creava molte ombre,  in futuro avrei dovuto allontanare un po’ meno il flash o meglio ancora usare 2 flash per illuminare meglio la scena</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/fauna/Faina_Martes_foina_01.jpg" alt="Faina_Martes_foina_01" /></p>
<p>- Domenica, 16 Gennaio 2011</p>
<p>La mattina presto andai a recuperare l’attrezzatura che avevo sistemato la sera prima nei pressi della solita tana. Ad un primo e rapido sguardo sembrava che la fototrappola avesse scattato un fotogramma senza alcun soggetto ripreso se non la tana e l’ambiente circostante, mentre le foto successive riprendevano una Faina che si avvicinava con fare guardingo alla tana. Poi osservai meglio il primo fotogramma  e mi resi conto che non era stato scattato a vuoto ma anzi&#8230;. era lo scatto decisivo che finalmente svelava i misteri che avevano circondato la Tana fino a quel momento.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Topo_A.jpg" alt="Topo_A" /><br />
L’immagine ritraeva un piccolissimo Topolino con una castagna in bocca (quasi più grande di lui) che a zampe levate si dirigeva verso la tana. Dall’immagine sembrava che il topolino non fosse molto tranquillo e avesse una certa fretta di ritornare nel propio nascondiglio, tant’è che non accorgendosi della rete metallica (facilmente aggirabile  per lui) l’aveva urtata e aveva fatto scattare la fotocamera.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Topo_B.jpg" alt="Topo_B" /></p>
<p>Il motivo di tanta fretta apparve nei fotogrammi scattati poco dopo: la Faina stava seguendo le sue tracce e come ogni notte lo stava braccando.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/fauna/Faina_Martes_foina_02.jpg" alt="Faina_Martes_foina_02" /></p>
<p>Quella notte la fototrappola catturò 2 frammenti di tempo durati giusto il lampo di un flash, ma che da soli riuscivano a raccontare una storia che andava avanti da mesi&#8230; un duello per la sopravvivenza tra due creature appartenenti al selvaggio mondo notturno, un mondo parallelo al nostro&#8230; dove all’essere umano non è concesso partecipare o osservare direttamente con i propri occhi , ma che può solo intuire attraverso strani e macchinosi congegni.</p>
<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_google1" style="width:90px;">
					<g:plusone size="medium" href="http://www.alessandrolandi.com/2011/03/27/la-fototrappola-la-faina-e-la-tana-misteriosa/" ></g:plusone>
				</div><div class="really_simple_share_facebook" style="width:100px;">
					<a name="fb_share" type="button_count" href="http://www.facebook.com/sharer.php" share_url="www.alessandrolandi.com/2011/03/27/la-fototrappola-la-faina-e-la-tana-misteriosa/">Share</a> 
				</div><div class="really_simple_share_twitter" style="width:110px;">
					<a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="horizontal" 
						data-text="La Fototrappola, la Faina e la Tana misteriosa&#8230;" data-url="http://www.alessandrolandi.com/2011/03/27/la-fototrappola-la-faina-e-la-tana-misteriosa/" 
						data-via="" ></a> 
				</div></div>
		<div style="clear:both;"></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrolandi.com/2011/03/27/la-fototrappola-la-faina-e-la-tana-misteriosa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Monte Domini, le Lucciole e le Stelle</title>
		<link>http://www.alessandrolandi.com/2010/07/29/monte-domini-le-lucciole-e-le-stelle/</link>
		<comments>http://www.alessandrolandi.com/2010/07/29/monte-domini-le-lucciole-e-le-stelle/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 18:07:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrolandi.com/?p=522</guid>
		<description><![CDATA[Le rovine ritratte in questo articolo appartengono alla piccola Chiesa di Monte Domini, situata sulla vetta della catena dei monti che dividono il Valdarno dalla Valdigreve, in una posizione particolarmente panoramica e dispersa tra alcune incolte e pressoche disabitate colline del Chianti. La chiesa fu distrutta durante la seconda guerra mondiale mentre il vicino basamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/paesaggi/Ombra misteriosa 05.jpg" alt="Ombra misteriosa 05.jpg" /></p>
<p>Le rovine ritratte in questo articolo appartengono alla piccola Chiesa di Monte Domini, situata sulla vetta della catena dei monti che dividono il Valdarno dalla Valdigreve, in una posizione particolarmente panoramica e dispersa tra alcune incolte e pressoche disabitate colline del Chianti.<span id="more-522"></span></p>
<p>La chiesa fu distrutta durante la seconda guerra mondiale mentre il vicino basamento di pietra con la grande Croce non subì particolari danni.  Dal terrazzo dove è situata  la Croce in ferro il panorama è magnifico, con il teleobiettivo (o un binocolo) la mattina si possono osservare le torri di San Gimignano, il Duomo di Firenze, Firenze e tutti i comuni che  costeggiano l’Arno (Figline, S. Giovanni, Montevarchi), il Pratomagno, l’Abetone e tutti i paesi sottostanti&#8230; e molto altro ancora,  di notte tutto questo appare come minuscoli formicai luminosi che sprofondano tra le pieghe della terra, sovrastati da un’immensa Volta Celeste.</p>
<p>Come ogni estate arriva il giorno in cui decido di provare a cimentarmi nelle fotografie notturne. Devo dire che le volte precedenti ci avevo provato con scarsa convinzione e con ancora più scarsi risultati, questa volta invece sono particolarmente determinato e i richiami che mi spingono a dedicarmi a questo tipo di fotografia sembrano incontrollabili.</p>
<p>Mi metto subito a cercare le varie tecniche con cui riprendere i cieli stellati. Tra le altre rimango particolarmente impressionato da quelle che permettono di fotografare le stelle con esposizioni molto lunghe (un&#8217;ora e anche più) o con molte immagini di 30 secondi scattate in sequenza e unite con un apposito programma. Queste tecniche permettono di fotografare la rotazione delle stelle, le quali vengono impresse come delle lunghe scie luminose che ruotano  intorno all&#8217;unica stella che rimane immobile nel cielo: la Stella Polare.</p>
<p>Le principali condizioni per ottenere buoni risultati con queste tecniche sono:<br />
1) un cielo limpido e senza Luna<br />
2) un luogo con il minor inquinamento luminoso possibile<br />
3) una certa pazienza<br />
4) conoscenza delle varie tecniche fotografiche</p>
<p>Per il primo punto faccio qualche ricerca sul posizionamento della Luna e delle Stelle in quel periodo e scopro che per coincidenza propio in quei giorni la Luna è assente, scopro anche (e questo la dice lunga sulle mie conoscenze astronomiche ) che per inquadrare  la Stella Polare devo puntare la fotocamera verso Nord&#8230; o in alternativa posso provare  a fotografare la  Via Lattea puntando a Sud.</p>
<p>Per la location mi viene subito in mente Monte Domini, un luogo lontano vari chilometri dai luminosi centri abitati e da strade ad alto traffico. Per la pazienza non ci sono problemi, è un periodo particolarmente caldo con umidità che nelle previsioni meteo della vicina Firenze arriva anche al 95%, non aspettavo altro che avere un buon motivo per<br />
andarmene dal paese e passare una serata ad un’altitudine maggiore&#8230; con un’aria sicuramente più respirabile. Le conoscenze tecniche invece sono il mio punto debole, solo a fatica riesco a frenare l’irresistibile impulso a partire la sera stessa&#8230; dopo un lungo dibattito con me stesso mi convinco che senza approfondire e studiare ulteriormente le<br />
tecniche di ripresa rischio di tornare a casa con pessime foto, che frenerebbero il mio entusiasmo per questo genere di fotografia</p>
<p>La sera successiva però non riesco a  trattenermi, salgo in macchina con tutta l’attrezzatura e percorro i vari chilometri di strada, in parte asfaltata e in parte bianca, che mi separano dal luogo prescelto. Arrivo sul posto verso le 21:30, c’è ancora un po’ di luce che mi consente di preparare l’inquadratura migliore visto che di li a poco sarebbe diventato completamente buio e che quella notte neppure la luce lunare sarebbe arrivata in mio soccorso.<br />
Con una piccola bussola trovo il Nord, ma individuare con precisione la Stella Polare è più difficile di quanto pensassi considerando che non l’avevo mai fatto prima, dopo alcuni minuti riesco a trovare 1 delle 2 Costellazioni del Carro&#8230; ma la cosa non mi è molto utile visto che  non saprei determinare con esattezza se si tratta della minore o della maggiore&#8230; nel frattempo scopro che quella sera non sarei stato solo sulla montagna, vedo alcune piccole Lucciole che cominciano ad uscire dai cespugli e a svolazzare e lampeggiare intorno alle rovine degli antichi edifici.</p>
<p>Mi  fermo un attimo ad osservarle.  Rimango colpito dalla loro lenta e tranquilla andatura che, diversamente da  molti altri insetti, non produce nessun tipo di ronzio.  Provo  ad afferrarne delicatamente una che mi passa vicino, ma con un’inaspettata accelerazione e agilità schiva il mio tentativo e prosegue il suo volo con il solito  ritmo tranquillo e rilassante. I piccoli ma numerosi lampi di luce, ma soprattutto l’imprevedibilità con cui questi appaiono nel paesaggio ormai quasi buio, riescono a rapire completamente la mia attenzione, interrompendo la mia attività e svuotandomi la mente da qualunque altro pensiero, solo dopo un po’ riesco a riprenderne il controllo e a continuare ciò per cui sono<br />
lì quella sera. Sono ormai le 22:45, in fretta e furia imposto la fotocamera e  il telecomando in modo che scattino ripetutamente una serie di fotografie da 30 secondi l’una, dal quel momento non avrei dovuto fare altro che aspettare che passasse almeno un’ora  per poi tornare a bloccare la sequenza di scatti e ripartire verso casa.</p>
<p>Non sapendo cosa fare durante quest’ora decido di salire sul terrazzo del basamento dov’è situata la grande Croce in ferro, per gustarmi a pieno la Volta Celeste e il paesaggio sottostante. L’edificio non è molto sicuro.. alcuni gradini sono già franati e quasi tutta la ringhiera della scalinata e del terrazzo è traballante.  Con un po’ di coraggio raggiungo la Croce in ferro ma ne vale ampiamente la pena.  A differenza del ritmico e imprevedibile lampeggiare delle piccole Lucciole, l’apparente immobilità dell’enorme Volta Celeste e delle luci sottostanti aumenta la mia concentrazione&#8230; e i pensieri si accavallano. Osservo le stelle verso cui ho puntato la fotocamera e comincio ad avere qualche dubbio sul fatto di aver centrato la Stella Polare. Poi guardo dall’alto verso il basso Firenze: “chissà che aria pesante e che caldo avranno laggiù” penso tra me e me&#8230;. mi sento quasi un Dio nell’osservare quei piccoli formicai luminosi dal mio punto di vista, poi alzo lo sguardo e mi sento minuscolo e insignificante rispetto all’immensità dello spazio infinito sopra di me. Tra un pensiero e l’altro vedo anche qualche stella cadente e forse un ufo&#8230; o comunque un oggetto che ha una traiettoria insolitamente curva e veloce e che appare e scompare nel nulla nel giro di pochi istanti. Il tempo passa velocemente, decido di guardare l’orologio solo perché comincia a fare freschino e non ho niente con cui coprirmi. E’ già passata un’ora ed è già molto tardi visto che devo fare ancora vari chilometri di strada e la mattina successiva devo alzarmi presto. Dò un ultimo sguardo al paesaggio e poi scendo dalla croce per recuperare la fotocamera e ripartire verso casa.</p>
<p>Il giorno successivo elaboro le immagini e scopro che fortunatamente ho centrato la Stella Polare e che l’immagine finale è venuta abbastanza bene,  inoltre vedo che  anche i  lampi delle Lucciole sono rimasti impressi nei fotogrammi, animando la parte bassa dell’inquadratura che altrimenti sarebbe rimasta buia e anonima&#8230;.. e la cosa mi piace assai.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/paesaggi/Monte Domini 04.jpg" alt="Monte Domini 04.jpg" /></p>
<p>Ormai ci ho preso gusto,  decido che anche quella sera l’avrei passata al fresco sulla montagna, a  riprovare questo genere di fotografia.</p>
<p>Quella sera arrivo sul posto in anticipo e riesco a non farmi ipnotizzare per troppo a lungo dal ritmico lampeggiare delle piccole Lucciole, questo mi permette di avere più tempo a disposizione per studiare un’inquadratura più ampia ed equilibrata.</p>
<p>Anche un’ombra misteriosa, che a volte appare nei mie paesaggi, si manifesta sul terrazzo della Croce e mi aiuta nella composizione dell’immagine indicandomi qual è la Stella Polare. Faccio partire la serie di scatti e salgo in fretta sul terrazzo della Croce ma nel frattempo l’ombra misteriosa è scomparsa. Per passare il tempo inizio  a scrutare il cielo stando con la schiena poggiata alla base della croce e i pensieri cominciano ad accavallarsi come la sera precedente&#8230; ho quasi nostalgia di vuoto ipnotico provocato dalle Lucciole.</p>
<p>L’ora passa comunque in fretta e mi rimane anche un po’ di tempo per fare qualche scatto alla via Lattea, anche se a Sud appare un maggiore inquinamento luminoso e qualche nube di foschia che sporcano la scena.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/paesaggi/Via Lattea 01.jpg" alt="Via Lattea 01.jpg" /></p>
<p>La sera successiva il meteo cambia repentinamente, il cielo si copre di nuvole e così rimane per qualche altro giorno, al massimo posso tornare a  fotografare Monte Domini durante  il giorno, sperando che il sole, per qualche attimo, si faccia largo tra le dense nubi nere.</p>
<p>Il luogo rimane molto bello ma non è lo stesso della notte precedente, mancano i lampi delle Lucciole, lo scintillio delle Stelle, i richiami dei rapaci notturni, i grugniti e i fruscii di creature indecifrabili che si muovono tra la vegetazione, sembra quasi che la montagna stia riposando durante il giorno.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/paesaggi/Monte Domini 02.jpg" alt="Monte Domini 02.jpg" /></p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/paesaggi/Monte Domini 03.jpg" alt="Monte Domini 03.jpg" /></p>
<p>Dopo qualche giorno le nubi spariscono e posso ritornarci di notte. Arrivato sul posto però scopro, con un  pizzico di delusione, che anche questa volta la montagna  non è la stessa. La Luna è alta e la sua luce quasi accecante  indebolisce la brillantezza delle stelle, inoltre la temperatura è più fredda e le  Lucciole non  vogliono saperne di uscire dai loro rifugi.  Allora mi resi conto che non è facile incontrare la vera essenza vitale di un luogo&#8230; e  che gli incontrollabili  richiami dei giorni passati, forse, non erano casuali.</p>
<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_google1" style="width:90px;">
					<g:plusone size="medium" href="http://www.alessandrolandi.com/2010/07/29/monte-domini-le-lucciole-e-le-stelle/" ></g:plusone>
				</div><div class="really_simple_share_facebook" style="width:100px;">
					<a name="fb_share" type="button_count" href="http://www.facebook.com/sharer.php" share_url="www.alessandrolandi.com/2010/07/29/monte-domini-le-lucciole-e-le-stelle/">Share</a> 
				</div><div class="really_simple_share_twitter" style="width:110px;">
					<a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="horizontal" 
						data-text="Monte Domini, le Lucciole e le Stelle" data-url="http://www.alessandrolandi.com/2010/07/29/monte-domini-le-lucciole-e-le-stelle/" 
						data-via="" ></a> 
				</div></div>
		<div style="clear:both;"></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrolandi.com/2010/07/29/monte-domini-le-lucciole-e-le-stelle/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Orchidee spontanee: La Dactylorhiza romana e il castagneto</title>
		<link>http://www.alessandrolandi.com/2010/04/28/orchidee-spontanee-dactylorhiza-romana-e-il-castagneto/</link>
		<comments>http://www.alessandrolandi.com/2010/04/28/orchidee-spontanee-dactylorhiza-romana-e-il-castagneto/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 21:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrolandi.com/?p=461</guid>
		<description><![CDATA[La Dactylorhiza romana è un’orchidea spontanea alta fino a 30 cm, diffusa nel centro-sud Italia, nei castagneti e nei boschi radi tra i 300 e i 1000 metri slm. Fiorisce da aprile a maggio&#8230; e i suoi colori possono variare  dal porpora intenso al giallo pallido, tale differenza sembra sia dovuta alla necessita di non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/macro-e-flora/Dactylorhiza romana - 01.jpg" alt="Dactylorhiza romana - 01.jpg" /></p>
<p>La <em>Dactylorhiza romana</em> è un’orchidea spontanea alta fino a 30 cm, diffusa nel centro-sud Italia, nei castagneti e nei boschi radi tra i 300 e i 1000 metri slm. Fiorisce da aprile a maggio&#8230; <span id="more-461"></span>e i suoi colori possono variare  dal porpora intenso al giallo pallido, tale differenza sembra sia dovuta alla necessita di non farsi identificare troppo velocemente dai bombi inesperti che nonostante la mancanza di nettare provvedono alla loro impollinazione ingannati dall’aspetto visivo dei fiori, inoltre i semi prodotti possono germinare solo se attaccati da alcuni funghi specifici con i quali vive in simbiosi.</p>
<p>L’altro giorno ho finalmente avuto un po’ di tempo libero da dedicare alla  fotografia , avevo notato che i primi fiori primaverili cominciavano a spuntare fuori nel sottobosco vicino al mio birdgarden, un castagneto curato dal proprietario meglio di certi  pseudo giardini di  fama internazionale,  e nel quale avevo già fotografato, negli anni passati, molte altre specie di orchidee spontanee che anche quest’anno sembravano non mancare. Evidentemente era il periodo delle  Dactylorhiza romana, c’era l’imbarazzo della scelta&#8230; a decine di spuntavano fuori dal suolo quasi completamente ricoperto da muschio ancora umido per la pioggia caduta il giorno prima, dovevo solo scegliere gli esemplari più belli e meglio ambientati, posizionare e impostare con calma il cavalletto e la fotocamera per<br />
scattare le foto in tutta tranquillità. Il meteo era molto variabile, si alternavano momenti nuvolosi a periodi di sole, cosa abbastanza positiva visto che mi permetteva di fotografare i soggetti  in varie condizioni di luce.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/macro-e-flora/Dactylorhiza romana - 02.jpg" alt="Dactylorhiza romana - 02.jpg" /></p>
<p>Cominciai a individuare i soggetti più fotogenici immaginando tutte le possibili inquadrature, dopo di che mi distesi a terra per avere una prospettiva migliore. Notai che il contatto con il suolo era inaspettatamente piacevole&#8230; inoltre vedevo da distanza ravvicinata una marea di micro insettini che scorrazzavano e svolazzavano freneticamente impegnati nelle loro faccende quotidiane, stranamente non li avevo affatto notati stando in piedi.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/macro-e-flora/Dactylorhiza romana - 03.jpg" alt="Dactylorhiza romana - 03.jpg" /></p>
<p>Continuai a guardarmi intorno e vidi un Codirosso che scodinzolando mi osserva da un ramo poco lontano, forse quello era il suo territorio e stava controllando quali fossero le mie intenzioni, vari Storni e Merli invece svolazzavano a destra e a manca senza prendermi minimamente   in considerazione&#8230; avevano il becco pieno di cibarie e andavano vistosamente di fretta.<br />
Probabilmente  lo stare sdraiato mi rendeva anche poco identificabile, infatti poco lontano da me arrivò un Rigogolo che iniziò a cantare le sue melodie, accompagnato da un piacevole fruscio di sottofondo prodotto dal ruscello vicino e dal vento che faceva oscillare dolcemente le orchidee. Pensai che le sole fotografie non avrebbero reso del tutto<br />
giustizia alla bellezza delle orchidee e del paradiso in cui si trovavano, decisi allora di registrarne anche i  movimenti e i suoni che in quel momento le circondavano&#8230;</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="505" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/PfgaAfPgAM8" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="505" src="http://www.youtube.com/v/PfgaAfPgAM8"></embed></object></p>
<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_google1" style="width:90px;">
					<g:plusone size="medium" href="http://www.alessandrolandi.com/2010/04/28/orchidee-spontanee-dactylorhiza-romana-e-il-castagneto/" ></g:plusone>
				</div><div class="really_simple_share_facebook" style="width:100px;">
					<a name="fb_share" type="button_count" href="http://www.facebook.com/sharer.php" share_url="www.alessandrolandi.com/2010/04/28/orchidee-spontanee-dactylorhiza-romana-e-il-castagneto/">Share</a> 
				</div><div class="really_simple_share_twitter" style="width:110px;">
					<a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="horizontal" 
						data-text="Orchidee spontanee: La Dactylorhiza romana e il castagneto" data-url="http://www.alessandrolandi.com/2010/04/28/orchidee-spontanee-dactylorhiza-romana-e-il-castagneto/" 
						data-via="" ></a> 
				</div></div>
		<div style="clear:both;"></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrolandi.com/2010/04/28/orchidee-spontanee-dactylorhiza-romana-e-il-castagneto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lo Sparviere eurasiatico (Accipiter nisus)&#8230;</title>
		<link>http://www.alessandrolandi.com/2009/11/17/lo-sparviere-eurasiatico-accipiter-nisus/</link>
		<comments>http://www.alessandrolandi.com/2009/11/17/lo-sparviere-eurasiatico-accipiter-nisus/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 19:18:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrolandi.com/?p=403</guid>
		<description><![CDATA[“&#8230;si tiene nascosto nel folto degli alberi, uscendone solo per scagliarsi sulla vittima, che non ha avuto il tempo di accorgersi della sua presenza&#8230;” (tratto da Wikipedia) L’altro giorno, nel mio Birdgarden, oltre ai soliti ospiti è arrivato anche lui, lo Sparviere eurasiatico&#8230; e non sembrava interessato nè ai semi nè alla pozza artificiale&#8230; Quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Sparviere eurasiatico (Accipiter nisus) 01.jpg" alt="Sparviere eurasiatico (Accipiter nisus) 01.jpg" /></p>
<p><strong><em>“&#8230;si tiene nascosto nel folto degli alberi, uscendone solo per scagliarsi sulla vittima, che non ha avuto il tempo di accorgersi della sua presenza&#8230;”</em></strong> (tratto da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sparviere" target="_blank">Wikipedia</a>)</p>
<p>L’altro giorno, nel mio Birdgarden, oltre ai soliti ospiti è arrivato anche lui, lo Sparviere eurasiatico&#8230; e non sembrava interessato nè ai semi nè alla pozza artificiale&#8230;<span id="more-403"></span></p>
<p>Quella mattina, vicino alle mangiatoie, gironzolavano una dozzina di Passeri Mattugia, alcune Cince, la Passera Scopaiola e il Pettirosso, tutto regolare fino a quando sentii un grido di allarme. Non era il solito e frequentissimo grido di allarme, infatti è normale che quando arrivano alle mangiatoie i gruppetti di Passeri, almeno uno rimanga di vedetta nei vicini cespugli, ed è normale che ogni tanto, o perchè insospettito dai clik della fotocamera o perchè vede qualcosa di sospetto muoversi o avvicinarsi alle mangiatoie, lanci un grido di allarme, al quale tutti (o quasi) i pennuti nelle vicinanze spiccano il volo e si rifugiano nei vicini cespugli. Questi allarmi sono diventati una routine, ed avvengono ogni 3-4 minuti, tant’è che spesso qualcuno li ignori e rimanga alle mangiatoie dopo essersi acquattato e aver dato un’occhiata ai dintorni.</p>
<p>Questa volta però l’allarme era diverso, un grido 10 volte superiore al solito&#8230;.  tutti i pennuti si fiondarono nei cespugli  schiamazzando anche loro  in modo inusuale. Lo strano cinguettare dei passeriformi continuò anche dopo che tutti si erano messi al sicuro, ma non era il solito cinguettio giocoso dei passeri che beccuzzano a terra e si azzuffano tra loro, questa volta sembravano propio  inca***ti neri!.</p>
<p>Dopo qualche istante vedo qualcosa atterrare a lato della cisterna vicino al mio Birdgarden, era un uccello che non avevo mai visto prima dal vivo&#8230; ma lo riconobbi subito, lo avevo già visto in fotografie su internet e conoscevo le sue abitudini, era il temuto Sparviere eurasiatico, un piccolo rapace diurno che si nutre prevalentemente di uccelli e di piccoli mammiferi.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Sparviere eurasiatico (Accipiter nisus) A.jpg" alt="Sparviere eurasiatico (Accipiter nisus) A.jpg" /><br />
Lo Sparviere, dopo aver osservato i dintorni per qualche istante con un balzo si spostò sulla parte alta dei cespugli, meno fitta della parte bassa in cui erano nascosti i piccoli passeriformi, che nel frattempo continuavano a schiamazzare contro il predatore nel vano tentativo di farlo allontanare.</p>
<p>Lo Sparviere rimase immobile per alcuni secondi a scrutare tra i cespugli (vedi 1° foto),  io, mentre scattavo foto, valutavo la possibilità di uscire dal capanno per allontanare l’intruso&#8230; ma pensai che alla mia uscita sicuramente anche i piccoli passeriformi si sarebbero impauriti e si sarebbero allontanati dalla macchia diventando facili prede per lo Sparviere, decisi di rimanere fermo nel mio nascondiglio e altrettanto fecero i piccoli uccelli.</p>
<p>Dopo qualche secondo lo Sparviere uscì dalla macchia e con un&#8217;altro salto si posò  su di un paletto, allo scoperto e parallelo ai cespugli, e a neanche un paio di metri da me. Il rapace era talmente vicino che  non riuscii ad inquadrarlo per intero, avrei potuto ruotare la fotocamera in verticale e inquadrarlo maggiormente ma d’istinto mirai all’occhio e scattai una  raffica di foto così come ero, il rapace era talmente preso nell’osservare i movimenti nei cespugli che non si accorse minimamente di me e rimase concentrato sui suoi obiettivi nonostante i numerosi click.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Sparviere eurasiatico (Accipiter nisus) 02.jpg" alt="Sparviere eurasiatico (Accipiter nisus) 02.jpg" /></p>
<p>Passò qualche altro secondo, i piccoli pennuti continuavano a vociare a gran forza ma nessuno uscì dalla fitta macchia.</p>
<p>Lo Sparviere spiccò nuovamente il volo andando a posarsi su un albero più lontano, diede un&#8217;ultimo sguardo ai cespugli e poi si allontano definitivamente&#8230; per fortuna con le zampe vuote.</p>
<p>Gli ospiti della mia oasi rimasero ancora a lungo a borbottare nei cespugli, poi la Cincia Bigia ricominciò a fare la staffetta tra i cespugli e le mangiatoie, seguita poi da tutti gli altri.</p>
<p>Tornai  a casa e andai a vedere cosa c’era scritto a  proposito dello Sparviere in un libro sul Birdwatching:</p>
<p><strong><em>“&#8230;talvolta nei giardini può capitare di essere spettatori di una delle sue incursioni, quando sorprende passeri e altri piccoli volatili presso le mangiatoie”</em></strong></p>
<p>questo conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, l’importanza di avere un una fitta siepe o cespugli nel nostro Birdgarden.</p>
<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_google1" style="width:90px;">
					<g:plusone size="medium" href="http://www.alessandrolandi.com/2009/11/17/lo-sparviere-eurasiatico-accipiter-nisus/" ></g:plusone>
				</div><div class="really_simple_share_facebook" style="width:100px;">
					<a name="fb_share" type="button_count" href="http://www.facebook.com/sharer.php" share_url="www.alessandrolandi.com/2009/11/17/lo-sparviere-eurasiatico-accipiter-nisus/">Share</a> 
				</div><div class="really_simple_share_twitter" style="width:110px;">
					<a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="horizontal" 
						data-text="Lo Sparviere eurasiatico (Accipiter nisus)&#8230;" data-url="http://www.alessandrolandi.com/2009/11/17/lo-sparviere-eurasiatico-accipiter-nisus/" 
						data-via="" ></a> 
				</div></div>
		<div style="clear:both;"></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrolandi.com/2009/11/17/lo-sparviere-eurasiatico-accipiter-nisus/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Viaggio a Macro-land</title>
		<link>http://www.alessandrolandi.com/2009/09/02/viaggio-a-macro-land/</link>
		<comments>http://www.alessandrolandi.com/2009/09/02/viaggio-a-macro-land/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 20:16:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrolandi.com/?p=338</guid>
		<description><![CDATA[Quello che sto per descrivere è un mondo vastissimo e surreale&#8230; una vera e propia dimensione parallela di cui l&#8217;uomo  spesso ignora l’esistenza, o perchè è troppo impegnato nelle sue faccende quotidiane per notarlo o perchè lo considera un mondo ripugnante e preferisce negarne l’esistenza. Per il Macro-fotografo invece è un vero e propio paese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/macro-e-flora/Ragno 01.jpg" alt="Ragno 01.jpg" /></p>
<p>Quello che sto per descrivere è un mondo vastissimo e surreale&#8230;<span id="more-338"></span> una vera e propia dimensione parallela di cui l&#8217;uomo  spesso ignora l’esistenza, o perchè è troppo impegnato nelle sue faccende quotidiane per notarlo o perchè lo considera un mondo ripugnante e preferisce negarne l’esistenza. Per il Macro-fotografo invece è un vero e propio paese delle meraviglie, ricco di creature bellissime  e mostruose, ricco di colori saturi e brillanti,</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Cardo-farfalla.jpg" alt="Cardo-farfalla.jpg" /></p>
<p>ricco di forme e disegni affascinanti,</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Fili erba 01.jpg" alt="Fili erba 01.jpg" /></p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/macro-e-flora/Ragnatela 01.jpg" alt="Ragnatela 01.jpg" /></p>
<p>e ricco di paesaggi estranei al nostro mondo, tanto da far considerare “irreali” e “photoshoppate” le fotografie che il Macro-fotografo riporta dai suoi fantastici viaggi a Macro-land.</p>
<p>I miei viaggi a Macroland di solito iniziano la tarda sera, prima di andare a letto procedo con il classico rituale di preparazione dell’attrezzatura fotografica, controllo che le batterie siano cariche, riempio la bottiglietta d’acqua da mezzo litro, lego il treppiedi allo zaino, monto il Canon 300 F4 L is sulla fotocamera ed imposto la radiosveglia alle 4:30 AM</p>
<p>La mattina esco di casa alle 5:00 e mi incammino per un lungo sentiero in salita tra i boschi, che conduce in uno dei miei posti preferiti: quella che io chiamo “La valle delle Volpi”. Effettivamente potrei svegliarmi anche mezz’ora dopo e raggiunge il luogo comodamente in macchina, ma il camminare attraverso il bosco, con la luce lunare,  mi trasmette una particolare sensazione di benessere, oltre a farmi ascoltare e incontrare soggetti difficilmente visibili durante il resto della giornata.</p>
<p>Inizialmente la luce lunare restituisce un paesaggio monocromatico e insondabile, grazie all’udito  si distinguono bene gli inquietanti richiami  dei rapaci notturni ed i bramiti degli ungulati, con la vista invece  si distinguono a malapena le zone vagamente illuminate del sentiero dalle indecifrabili ombre ai lati, dietro le quali potrebbe nascondersi qualunque cosa, alcune ombre rimangono immobili  al mio passaggio , altre invece scivolano via silenziosamente e si nascondono dietro altre ombre.</p>
<p>Via via che i minuti passano il paesaggio diventa sempre più intuibile, e quando sono a circa metà strada noto 3 piccole ombre che si rincorrono in mezzo al sentiero, mi fermo e cerco di capire di cosa si tratta, le dimensioni potrebbero essere quelle di un gatto ma sono più allungate, forse sono delle Faine, provo ad inquadrare la scena con la macchina fotografica ma il mirino è completamente nero, è ancora impossibile inquadrare i soggetti e tentare di fotografarli, nel frattempo anche le ombre  si sono fermate, una di loro avanza di qualche passo verso di me,  si alza sulle zampe posteriori e allunga il muso come per annusare l’aria&#8230; poi anche loro scivolano via e si confondono nella fitta vegetazione.</p>
<p>Riprendo il cammino e dopo qualche altro minuto incominciano ad emergere i primi aloni di colori.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/paesaggi/Atmosfere 02.jpg" alt="Atmosfere 02.jpg" /></p>
<p>Intanto la strada si è fatta relativamente pianeggiante e sono ormai vicino alla destinazione finale, ed è da qui, fino a scollinare ed arrivare in fondo della valle, che faccio la maggior parte degli incontri con mammiferi interessanti ed elusivi come Volpi, Lepri, Cinghiali, Daini &#8230;. e la luce è già sufficiente per rubare qualche scatto.</p>
<div class="ngg-galleryoverview" id="ngg-gallery-10-338">


	
	<!-- Thumbnails -->
		
	<div id="ngg-image-364" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste2/01 Volpi (Vulpes vulpes).jpg" title="Volpi (Vulpes vulpes)" class="shutterset_set_10" >
								<img title="01 Volpi (Vulpes vulpes).jpg" alt="01 Volpi (Vulpes vulpes).jpg" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste2/thumbs/thumbs_01 Volpi (Vulpes vulpes).jpg" width="100" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-361" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste2/02 Lepre europea ( Lepus europaeus ) .jpg" title="Lepre europea ( Lepus europaeus )" class="shutterset_set_10" >
								<img title="02 Lepre europea ( Lepus europaeus ) .jpg" alt="02 Lepre europea ( Lepus europaeus ) .jpg" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste2/thumbs/thumbs_02 Lepre europea ( Lepus europaeus ) .jpg" width="100" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-362" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste2/03 Cinghiali ( Sus scrofa ) - 01.jpg" title="Cinghiali ( Sus scrofa )" class="shutterset_set_10" >
								<img title="03 Cinghiali ( Sus scrofa ) - 01.jpg" alt="03 Cinghiali ( Sus scrofa ) - 01.jpg" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste2/thumbs/thumbs_03 Cinghiali ( Sus scrofa ) - 01.jpg" width="100" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-365" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste2/04 Daini (Dama dama).jpg" title="Daini (Dama dama)" class="shutterset_set_10" >
								<img title="04 Daini (Dama dama).jpg" alt="04 Daini (Dama dama).jpg" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste2/thumbs/thumbs_04 Daini (Dama dama).jpg" width="100" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 	 	
	<!-- Pagination -->
 	<div class="ngg-clear"></div> 	
</div>

<p>Ma non sono loro l&#8217;obbiettivo del mio viaggio, e comunque appena mi vedono o percepiscono la mia presenza spariscono velocemente&#8230;. e la valle rimane apparentemente deserta&#8230;   ma basta mettere l’occhio nel mirino della fotocamera per capire che non è così!, ed avere una prospettiva completamene diversa della realtà.  Cercando bene tra i fili d’erba  infatti scorgo la prima farfallina,</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/macro-e-flora/Melanargia galathea 01.jpg" alt="Melanargia galathea 01.jpg" /></p>
<p>sta riposando tranquilla e beata, appesa a quello che in proporzione appare come un gigantesco albero di una misteriosa foresta aliena, sembra ignorare che poco lontano si nascondono insidie mortali.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/macro-e-flora/Ombra del killer 02.jpg" alt="Ombra del killer 02.jpg" /></p>
<p>Faccio qualche scatto e continuo l’esplorazione, ed ecco che intravedo una vanitosa <em>Tylopsis lilifolia</em> impegnata ad pettinarsi le lunghissime antenne</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/macro-e-flora/Tylopsis liliifolia 01.jpg" alt="Tylopsis liliifolia 01.jpg" /></p>
<p>intanto una <em>Sympetrum Fonscolombii</em>,  già attivissima, si ferma per qualche secondo lì vicino, per poi riprendere il suo frenetico viaggio, apparentemente senza una meta precisa.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/macro-e-flora/Sympetrum Fonscolombii 01.jpg" alt="Sympetrum Fonscolombii 01.jpg" /></p>
<p>Decido di scendere più a valle, nella zona maggiormente umida e in ombra, ed infatti noto due farfalline ancora ricoperte di rugiada e infreddolite, che aspettano di essere asciugate e riscaldate dai primi raggi solari</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Farfalla con rugiada.jpg" alt="Farfalla con rugiada.jpg" /></p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/macro-e-flora/Melitaea trivia 03.jpg" alt="Melitaea trivia 03.jpg" /></p>
<p>Il tempo passa in fretta a Macro-land, il sole ha ormai raggiunto e rivitalizzato ogni angolo della valle, ed  i suoi abitanti sono diventati frenetici e iperattivi, è rimasto poco tempo prima che la luce perda la sua fotogenicità. Faccio gli ultimi scatti ai pochi soggetti che riesco ancora a “catturare”,</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/macro-e-flora/Grillo 01.jpg" alt="Grillo 01.jpg" /></p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/macro-e-flora/Melanargia galathea 02.jpg" alt="Melanargia galathea 02.jpg" /></p>
<p>poi mi incammino verso la strada del ritorno e controllo sul monitor della fotocamera le foto scattate: “anche questo viaggio a Macroland è stato molto fruttuoso!” penso tra me e me,   poi alzo lo sguardo ed ho un attimo di smarrimento: “questa non è la strada che ho percorso all’andata!” penso preoccupato, “il paesaggio è completamente diverso!”  poi noto alcuni cespugli di more selvatiche i cui frutti sono grossi e maturi&#8230;  “ anche questi non c’erano all’andata&#8230; altrimenti li avrei notati sicuramente!” , mi fermo, ne assaggio qualcuno, bevo un sorso d’acqua dalla bottiglietta e riprendo  il cammino&#8230; sperando che quella strada sconosciuta, prima o poi, mi riconduca al mio mondo.</p>
<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_google1" style="width:90px;">
					<g:plusone size="medium" href="http://www.alessandrolandi.com/2009/09/02/viaggio-a-macro-land/" ></g:plusone>
				</div><div class="really_simple_share_facebook" style="width:100px;">
					<a name="fb_share" type="button_count" href="http://www.facebook.com/sharer.php" share_url="www.alessandrolandi.com/2009/09/02/viaggio-a-macro-land/">Share</a> 
				</div><div class="really_simple_share_twitter" style="width:110px;">
					<a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="horizontal" 
						data-text="Viaggio a Macro-land" data-url="http://www.alessandrolandi.com/2009/09/02/viaggio-a-macro-land/" 
						data-via="" ></a> 
				</div></div>
		<div style="clear:both;"></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrolandi.com/2009/09/02/viaggio-a-macro-land/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ladybugs kingdom</title>
		<link>http://www.alessandrolandi.com/2009/04/27/ladybugs-kingdom/</link>
		<comments>http://www.alessandrolandi.com/2009/04/27/ladybugs-kingdom/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 18:31:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrolandi.com/?p=214</guid>
		<description><![CDATA[Anche quest’anno ho avuto la fortuna di assistere al fenomeno del risveglio delle coccinelle dal letargo come mi era già capitato nel 2007 ed avevo raccontato in un articolo precedente&#8230; &#8230;è stato un incontro del tutto inaspettato, pensavo fosse già tardi ed avevo in programma di fotografare altro ma visto che c’ero, anche se il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/macro-e-flora/Ladybugs Kingdom ( Coccinellidae ) 01.jpg" alt="Ladybugs Kingdom ( Coccinellidae ) 01.jpg" /></p>
<p>Anche quest’anno ho avuto la fortuna di assistere al fenomeno del risveglio delle coccinelle dal letargo come mi era già capitato nel 2007 ed avevo raccontato in un <a href="http://www.alessandrolandi.com/2008/08/20/il-monte-labbro-o-monte-labro/" target="_blank">articolo precedente</a>&#8230;<span id="more-214"></span></p>
<p>&#8230;è stato un incontro del tutto inaspettato, pensavo fosse già tardi ed avevo in programma di fotografare altro ma visto che c’ero, anche se il fenomeno non era massiccio come in passato, ho approfittato e ho cercato di sfruttare la situazione per ottenere immagini diverse rispetto alla volta precedente durante la quale avevo utilizzato  il teleobiettivo canon 70-300 is, con e senza lente closeup 500d, e quindi avevo già molte  “macro classiche” di questo fenomeno, quest’anno invece ho deciso di scattare esclusivamente delle “macro ambientate” usando il canon 10-22.</p>
<p>I gruppetti di coccinelle erano ovunque e le rovine dell’antica torre erano un’ambientazione molto fotogenica, quindi ho cominciato a scattare foto cercando le angolazioni e le prospettive migliori.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/macro-e-flora/Ladybugs Kingdom ( Coccinellidae ) 02.jpg" alt="Ladybugs Kingdom ( Coccinellidae ) 02.jpg" /></p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Ladybugs Kingdom ( Coccinellidae ) 04.jpg" alt="Ladybugs Kingdom ( Coccinellidae ) 04.jpg" /></p>
<p>Sono rimasto a studiare e fotografare la scena per circa 1 ora e via via che il tempo passava e il sole acquistava forza, sempre più coccinelle uscivano fuori dalle loro tane per scaldarsi sulle rocce, alcune di esse erano addirittura salite sul mio zaino nero che avevo appoggiato per terra poco lontano dal punto in cui fotografavo.</p>
<p>Dopo aver riempito la compact flash ed essermi accertato di aver ottenuto le migliori inquadrature possibili ho spostato delicatamente le coccinelle dallo zaino e me ne sono andato in punta di piedi&#8230; cercando di non disturbare ulteriormente la loro lenta e pacifica invasione.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/macro-e-flora/Ladybugs Kingdom ( Coccinellidae ) 03.jpg" alt="Ladybugs Kingdom ( Coccinellidae ) 03.jpg" /></p>
<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_google1" style="width:90px;">
					<g:plusone size="medium" href="http://www.alessandrolandi.com/2009/04/27/ladybugs-kingdom/" ></g:plusone>
				</div><div class="really_simple_share_facebook" style="width:100px;">
					<a name="fb_share" type="button_count" href="http://www.facebook.com/sharer.php" share_url="www.alessandrolandi.com/2009/04/27/ladybugs-kingdom/">Share</a> 
				</div><div class="really_simple_share_twitter" style="width:110px;">
					<a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="horizontal" 
						data-text="Ladybugs kingdom" data-url="http://www.alessandrolandi.com/2009/04/27/ladybugs-kingdom/" 
						data-via="" ></a> 
				</div></div>
		<div style="clear:both;"></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrolandi.com/2009/04/27/ladybugs-kingdom/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La danza dello Storno ubriaco ( Sturnus vulgaris )</title>
		<link>http://www.alessandrolandi.com/2009/04/08/la-danza-dello-storno-ubriaco-sturnus-vulgaris/</link>
		<comments>http://www.alessandrolandi.com/2009/04/08/la-danza-dello-storno-ubriaco-sturnus-vulgaris/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 18:09:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrolandi.com/?p=177</guid>
		<description><![CDATA[La primavera è arrivata e anche nel mondo dell’avifauna si  nota un certo fermento, le Cince e i Passeri cinguettano e si rincorrono senza sosta , i Balestrucci appena arrivati cominciano ad ispezionare e riparare i vecchi nidi, i Merli svolazzano a destra e sinistra con il becco pieno di fili d’erba&#8230;. e immancabilmente anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="640" height="505" data="http://www.youtube.com/v/WJc4JyPEvNI&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/WJc4JyPEvNI&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>La primavera è arrivata e anche nel mondo dell’avifauna si  nota un certo fermento, le Cince e i Passeri cinguettano e si rincorrono senza sosta , i Balestrucci appena arrivati cominciano ad ispezionare e riparare i vecchi nidi, i Merli svolazzano a destra e sinistra con il becco pieno di fili d’erba&#8230;. e immancabilmente anche lo “Storno ubriaco” torna ad eseguire strane e misteriose danze sul mio terrazzo&#8230;<span id="more-177"></span></p>
<p>Tutto cominciò nel lontano 2003 quando trovai in terra nel giardino un piccolo pulcino di Merlo, lo raccolsi e lo allevai rendendolo talmente domestico che, quando fu in grado di volare, lo lasciai libero e lui se ne stava tutto il giorno fuori a svolazzare intorno casa, ma all’ora di pranzo entrava in cucina e pranzava con noi,  mentre  la sera andava a dormire nel seminterrato per poi uscire di nuovo la mattina quando gli aprivamo la porta.</p>
<p>Il piccolo Merlo passò tutto l’inverno insieme a noi e quando arrivò primavera pensai che avrebbe trovato una fidanzata ed avrebbe avuto bisogno di un nido, così ne costruii uno in legno. All’epoca non sapevo niente di nidi artificiali e ovviamente il merlo non utilizzò mai il mio nido in legno ma nidificò nella siepe di un mio vicino (i merli nidificano solo nei nidi a coppa che costruiscono loro intrecciando fili d’erba e altro su siepi ed alberi).</p>
<p>Tuttavia, anche se il Merlo non utilizzò il mio nido, decisi di lasciarlo comunque sul terrazzo anche l’anno successivo e, nella primavera 2005, notai un uccello simile al Merlo cantare e fare strani movimenti vicino al  nido.</p>
<p>All’epoca oltre a non sapere niente di nidi artificiali non sapevo neppure distinguere un Merlo da uno Storno, però ero sicuro che quell’uccello che non era il mio Merlo, il suo canto era troppo dissonante e inoltre faceva dei divertenti balletti che non avevo mai visto fare al mio Merlo, cosi’ pensai che fosse un Merlo un pò “svitato” e lo battezzai “il Merlo ubriaco”</p>
<p>Il Merlo ubriaco rimase vari giorni ad eseguire le sue strane danze sul davanzale del nido artificiale, ma poi non ne fece di niente e sparì. La primavera successiva lo strano soggetto tornò, e per la felicità mia e della mia vicina di casa (incuriosita quanto me),  ricominciò ad eseguire i suoi balletti e i suoi canti per alcuni giorni, ma poi anche quell’anno la nidificazione non andò avanti&#8230; e così continuò tutte le primavere seguenti fino ad oggi.</p>
<p>Nel frattempo capii che non si trattava di un &#8220;Merlo svitato&#8221; ma di uno Storno ( Sturnus vulgaris ), e mi sono fatto anche una teoria su di lui; penso che sia realmente un pò svitato <img src='http://www.alessandrolandi.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />   visto che tutti gli anni prova a nidificare in quel nido costruito senza alcun criterio  (tra l’altro posizionato sul terrazzo di cucina, quindi un posto abbastanza trafficato), e tutti gli anni le femmine si rifiutano (giustamente) di nidificare in quell’improponibile catapecchia&#8230;.. però quello che mi piace del mitico Storno è che non si arrende mai, tutte le primavere ci riprova&#8230; e puntualmente mi regala varie giornate di simpatia e buonumore.</p>
<p>Un&#8217; altro simpatico video di questo soggetto è in una <a href="http://www.alessandrolandi.com/forum/viewtopic.php?f=4&amp;t=17" target="_blank">discussione nel Forum </a></p>
<p>mentre alcune fotografie di Merlo e Storno sono nella galleria UCCELLI.</p>
<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_google1" style="width:90px;">
					<g:plusone size="medium" href="http://www.alessandrolandi.com/2009/04/08/la-danza-dello-storno-ubriaco-sturnus-vulgaris/" ></g:plusone>
				</div><div class="really_simple_share_facebook" style="width:100px;">
					<a name="fb_share" type="button_count" href="http://www.facebook.com/sharer.php" share_url="www.alessandrolandi.com/2009/04/08/la-danza-dello-storno-ubriaco-sturnus-vulgaris/">Share</a> 
				</div><div class="really_simple_share_twitter" style="width:110px;">
					<a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="horizontal" 
						data-text="La danza dello Storno ubriaco ( Sturnus vulgaris )" data-url="http://www.alessandrolandi.com/2009/04/08/la-danza-dello-storno-ubriaco-sturnus-vulgaris/" 
						data-via="" ></a> 
				</div></div>
		<div style="clear:both;"></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrolandi.com/2009/04/08/la-danza-dello-storno-ubriaco-sturnus-vulgaris/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Storia di una fotografia: Segnali luminosi (Arcidosso)</title>
		<link>http://www.alessandrolandi.com/2009/03/07/storia-di-una-fotografia-segnali-luminosi-arcidosso/</link>
		<comments>http://www.alessandrolandi.com/2009/03/07/storia-di-una-fotografia-segnali-luminosi-arcidosso/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 13:01:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrolandi.com/?p=151</guid>
		<description><![CDATA[Era un fine settimana qualunque e stavo guidando per le strade dell’Amiata alla ricerca di qualche nuovo paesaggio o di qualche  scorcio da fotografare. Tirava un’aria sinistra&#8230; sembrava che dovesse diluviare da un momento all’altro, ma come dice  John Shaw in un  suo famoso libro: “per il fotografo paesaggista il bel tempo è spesso il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-none" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/paesaggi/Segnali luminosi (Arcidosso).jpg" alt="Segnali luminosi (Arcidosso).jpg" /></p>
<p>Era un fine settimana qualunque e stavo guidando per le strade dell’Amiata alla ricerca di qualche nuovo paesaggio o di qualche  scorcio da fotografare. Tirava un’aria sinistra&#8230; <span id="more-151"></span>sembrava che dovesse diluviare da un momento all’altro, ma come dice  John Shaw in un  suo famoso libro: “per il fotografo paesaggista il bel tempo è spesso il peggior tempo possibile”</p>
<p>La giornata stava per concludersi e avevo perso ogni  speranza di portare a casa qualche scatto, quando inaspettatamente  il sole cominciò a farsi strada tra le spesse nuvole e riuscì ad illuminare la vicina fortezza medievale di Arcidosso, circondata da un plumbeo cielo apocalittico.</p>
<p>Mi sembrò una buona occasione quindi continuai a guidare per avvicinarmi al castello e trovare il punto di vista migliore da cui fotografare la scena. Finalmente trovai un punto adatto, il sole era già basso sull’orizzonte  e mi fermai sull’orlo della strada. Di là la vista era sublime, i raggi del sole si riflettevano sui muri del castello mentre intorno ad esso vi era la più completa oscurità, sembrava che il sole, nei pochi minuti che gli rimanevano, volesse mostrarmi qualcosa&#8230;. nonostante la sua bellezza quella scena era  triste e misteriosa, per un attimo tutto tacque , i rumori e  le auto che percorrevano la strada  improvvisamente scomparvero e rimanemmo solo io e la fortezza inanimata ad occupare il palcoscenico.</p>
<p>Preparai la fotocamera e provai a spostarmi di qualche passo verso la fortezza  ma venni colpito da una fortissima luce&#8230; rimasi abbagliato da un riflesso di un vetro o di uno specchio che luccicava ad intermittenza propio sotto la torre, sembrava che qualcuno nel castello fosse consapevole che di li a poco sarebbe stato inghiottito dall’oscurità e cercasse di lanciare una disperata richiesta di aiuto.</p>
<p>Evidentemente il messaggio non era rivolto a me, io mi trovavo lì e assistevo alla scena per puro caso, non potevo fare altro che fotografarla e aspettare che il destino compisse il suo corso&#8230; e così fu, scattai qualche foto e prima di salire in macchina mi fermai a dare un’ultimo sguardo al luogo perché sapevo senza alcun dubbio che non l’avrei rivisto mai più allo stesso modo.</p>
<p>Di li a poco il sole scomparve dietro l’orizzonte e tutto tornò alla normalità, le auto ricomparvero sulla strada, gli uccelli ricominciarono a cinguettare e tutto divenne grigio, anche i messaggi luminosi cessarono improvvisamente e  non ebbi modo di sapere né il loro significato né se fossero giunti a destinazione oppure no.</p>
<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_google1" style="width:90px;">
					<g:plusone size="medium" href="http://www.alessandrolandi.com/2009/03/07/storia-di-una-fotografia-segnali-luminosi-arcidosso/" ></g:plusone>
				</div><div class="really_simple_share_facebook" style="width:100px;">
					<a name="fb_share" type="button_count" href="http://www.facebook.com/sharer.php" share_url="www.alessandrolandi.com/2009/03/07/storia-di-una-fotografia-segnali-luminosi-arcidosso/">Share</a> 
				</div><div class="really_simple_share_twitter" style="width:110px;">
					<a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="horizontal" 
						data-text="Storia di una fotografia: Segnali luminosi (Arcidosso)" data-url="http://www.alessandrolandi.com/2009/03/07/storia-di-una-fotografia-segnali-luminosi-arcidosso/" 
						data-via="" ></a> 
				</div></div>
		<div style="clear:both;"></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrolandi.com/2009/03/07/storia-di-una-fotografia-segnali-luminosi-arcidosso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Storia di una fotografia: lo Zigolo Nero ( Emberiza cirlus )</title>
		<link>http://www.alessandrolandi.com/2008/10/10/storia-di-una-fotografia-lo-zigolo-nero-emberiza-cirlus/</link>
		<comments>http://www.alessandrolandi.com/2008/10/10/storia-di-una-fotografia-lo-zigolo-nero-emberiza-cirlus/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 12:14:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrolandi.com/2008/10/10/storia-di-una-fotografia-lo-zigolo-nero-emberiza-cirlus/</guid>
		<description><![CDATA[Da quando è cominciata la mia passione per la fotografia naturalistica  ho iniziato a vagare solitario per prati e boschi, alla ricerca  di soggetti da fotografare&#8230;. Durante le mie silenziose escursioni ho cominciato ad apprezzare  anche i suoni della natura: il fruscio del vento sull’erba, i ronzii degli insetti, i cinguettii degli uccelli e in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Zigolo%20nero%20%28%20Emberiza%20cirlus%20%29%20-%2003.jpg" alt="Zigolo nero ( Emberiza cirlus ) - 03.jpg" title="Zigolo nero ( Emberiza cirlus ) - 03.jpg" /></p>
<p>Da quando è cominciata la mia passione per la fotografia naturalistica  ho iniziato a vagare solitario per prati e boschi, alla ricerca  di soggetti da fotografare&#8230;. <span id="more-62"></span></p>
<p>Durante le mie silenziose escursioni ho cominciato ad apprezzare  anche i suoni della natura: il fruscio del vento sull’erba, i ronzii degli insetti, i cinguettii degli uccelli e in particolare sono sempre rimasto affascinato da un tipo particolare di cinguettio che dopo alcune ricerche ho scoperto essere dello &#8220;Zigolo Nero&#8221;( Emberiza cirlus ), un piccolo e colorato pennuto che non avevo mai visto ma solo sentito, il suo canto non è particolarmente elaborato.. è un trillo malinconico e ripetitivo, ma ascoltato immersi nella natura acquista un particolare fascino ipnotico&#8230;. capace di provocarmi un’ indescrivibile sensazione di pace e benessere, sono quasi arrivato al punto che l&#8217;obiettivo primario delle mie escursioni era più il poter ascoltare il canto dello Zigolo Nero dal vivo che scattare foto.</p>
<p>L’anno scorso avevo da poco costruito una sorta di “oasi ” per il birdgardening  in un terreno di mia proprietà, dove avevo installato delle mangiatoie, una pozza d’acqua artificiale e il capanno dove mi nascondevo per scattare le fotografie,  una mattina mentre ero nel capanno ad aspettare l&#8217;arrivo degli ormai abituali frequentatori, (le Cince, il Picchio Muratore, i Passeri ecc.)  rimuginavo su cosa avrei potuto escogitare per attirare anche lo Zigolo Nero&#8230; mi domandavo quali esche avrei potuto usare, e se mai sarei riuscito a vederlo dal vivo considerando che è un soggetto particolarmente schivo e diffidente, assorto da tutti questi pensieri appoggiai casualmente l&#8217;occhio sul mirino della fotocamera ed ebbi un&#8217; incredibile sorpresa, lo Zigolo Nero era propio lì di fronte a me&#8230; e mi stava guardando come dire &#8220;ciao!, stavi cercando me?&#8221;</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Zigolo%20nero%20%28%20Emberiza%20cirlus%20%29%20-%2001.jpg" alt="Zigolo nero ( Emberiza cirlus ) - 01.jpg" title="Zigolo nero ( Emberiza cirlus ) - 01.jpg" /></p>
<p>Nel dubbio se stessi sognando o meno scattai questa foto e da quel giorno lo Zigolo Nero tornò occasionalmente a farmi visita, questa primavera deve aver anche nidificato nelle vicinanze dell&#8217; oasi, infatti ultimamente vedo spesso un gruppetto di  2 &#8211; 3 giovani Zigoli gironzolare attorno alla pozza d’acqua artificiale, sotto l’attento controllo dei loro genitori.</p>
<p align="center"> <img src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Zigolo%20nero%20%28%20Emberiza%20cirlus%20%29%20-%2004.jpg" alt="Zigolo nero ( Emberiza cirlus ) - 04.jpg" title="Zigolo nero ( Emberiza cirlus ) - 04.jpg" /></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><img src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Zigolo%20nero%20%28%20Emberiza%20cirlus%20%29%20-%2005.jpg" alt="Zigolo nero ( Emberiza cirlus ) - 05.jpg" title="Zigolo nero ( Emberiza cirlus ) - 05.jpg" /></p>
<p>Altre immagini di questo soggetto sono nella galleria  UCCELLI</p>
<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_google1" style="width:90px;">
					<g:plusone size="medium" href="http://www.alessandrolandi.com/2008/10/10/storia-di-una-fotografia-lo-zigolo-nero-emberiza-cirlus/" ></g:plusone>
				</div><div class="really_simple_share_facebook" style="width:100px;">
					<a name="fb_share" type="button_count" href="http://www.facebook.com/sharer.php" share_url="www.alessandrolandi.com/2008/10/10/storia-di-una-fotografia-lo-zigolo-nero-emberiza-cirlus/">Share</a> 
				</div><div class="really_simple_share_twitter" style="width:110px;">
					<a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="horizontal" 
						data-text="Storia di una fotografia: lo Zigolo Nero ( Emberiza cirlus )" data-url="http://www.alessandrolandi.com/2008/10/10/storia-di-una-fotografia-lo-zigolo-nero-emberiza-cirlus/" 
						data-via="" ></a> 
				</div></div>
		<div style="clear:both;"></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrolandi.com/2008/10/10/storia-di-una-fotografia-lo-zigolo-nero-emberiza-cirlus/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

