<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Alessandro Landi</title>
	<atom:link href="http://www.alessandrolandi.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.alessandrolandi.com</link>
	<description>Nature Photography</description>
	<lastBuildDate>Thu, 29 Jul 2010 18:09:28 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Monte Domini, le Lucciole e le Stelle</title>
		<link>http://www.alessandrolandi.com/2010/07/29/monte-domini-le-lucciole-e-le-stelle/</link>
		<comments>http://www.alessandrolandi.com/2010/07/29/monte-domini-le-lucciole-e-le-stelle/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 18:07:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrolandi.com/?p=522</guid>
		<description><![CDATA[
Le rovine ritratte in questo articolo appartengono alla piccola Chiesa di Monte Domini, situata sulla vetta della catena dei monti che dividono il Valdarno dalla Valdigreve, in una posizione particolarmente panoramica e dispersa tra alcune incolte e pressoche disabitate colline del Chianti.
La chiesa fu distrutta durante la seconda guerra mondiale mentre il vicino basamento di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/paesaggi/Ombra misteriosa 05.jpg" alt="Ombra misteriosa 05.jpg" /></p>
<p>Le rovine ritratte in questo articolo appartengono alla piccola Chiesa di Monte Domini, situata sulla vetta della catena dei monti che dividono il Valdarno dalla Valdigreve, in una posizione particolarmente panoramica e dispersa tra alcune incolte e pressoche disabitate colline del Chianti.<span id="more-522"></span></p>
<p>La chiesa fu distrutta durante la seconda guerra mondiale mentre il vicino basamento di pietra con la grande Croce non subì particolari danni.  Dal terrazzo dove è situata  la Croce in ferro il panorama è magnifico, con il teleobiettivo (o un binocolo) la mattina si possono osservare le torri di San Gimignano, il Duomo di Firenze, Firenze e tutti i comuni che  costeggiano l’Arno (Figline, S. Giovanni, Montevarchi), il Pratomagno, l’Abetone e tutti i paesi sottostanti&#8230; e molto altro ancora,  di notte tutto questo appare come minuscoli formicai luminosi che sprofondano tra le pieghe della terra, sovrastati da un’immensa Volta Celeste.</p>
<p>Come ogni estate arriva il giorno in cui decido di provare a cimentarmi nelle fotografie notturne. Devo dire che le volte precedenti ci avevo provato con scarsa convinzione e con ancora più scarsi risultati, questa volta invece sono particolarmente determinato e i richiami che mi spingono a dedicarmi a questo tipo di fotografia sembrano incontrollabili.</p>
<p>Mi metto subito a cercare le varie tecniche con cui riprendere i cieli stellati. Tra le altre rimango particolarmente impressionato da quelle che permettono di fotografare le stelle con esposizioni molto lunghe (un&#8217;ora e anche più) o con molte immagini di 30 secondi scattate in sequenza e unite con un apposito programma. Queste tecniche permettono di fotografare la rotazione delle stelle, le quali vengono impresse come delle lunghe scie luminose che ruotano  intorno all&#8217;unica stella che rimane immobile nel cielo: la Stella Polare.</p>
<p>Le principali condizioni per ottenere buoni risultati con queste tecniche sono:<br />
1) un cielo limpido e senza Luna<br />
2) un luogo con il minor inquinamento luminoso possibile<br />
3) una certa pazienza<br />
4) conoscenza delle varie tecniche fotografiche</p>
<p>Per il primo punto faccio qualche ricerca sul posizionamento della Luna e delle Stelle in quel periodo e scopro che per coincidenza propio in quei giorni la Luna è assente, scopro anche (e questo la dice lunga sulle mie conoscenze astronomiche ) che per inquadrare  la Stella Polare devo puntare la fotocamera verso Nord&#8230; o in alternativa posso provare  a fotografare la  Via Lattea puntando a Sud.</p>
<p>Per la location mi viene subito in mente Monte Domini, un luogo lontano vari chilometri dai luminosi centri abitati e da strade ad alto traffico. Per la pazienza non ci sono problemi, è un periodo particolarmente caldo con umidità che nelle previsioni meteo della vicina Firenze arriva anche al 95%, non aspettavo altro che avere un buon motivo per<br />
andarmene dal paese e passare una serata ad un’altitudine maggiore&#8230; con un’aria sicuramente più respirabile. Le conoscenze tecniche invece sono il mio punto debole, solo a fatica riesco a frenare l’irresistibile impulso a partire la sera stessa&#8230; dopo un lungo dibattito con me stesso mi convinco che senza approfondire e studiare ulteriormente le<br />
tecniche di ripresa rischio di tornare a casa con pessime foto, che frenerebbero il mio entusiasmo per questo genere di fotografia</p>
<p>La sera successiva però non riesco a  trattenermi, salgo in macchina con tutta l’attrezzatura e percorro i vari chilometri di strada, in parte asfaltata e in parte bianca, che mi separano dal luogo prescelto. Arrivo sul posto verso le 21:30, c’è ancora un po’ di luce che mi consente di preparare l’inquadratura migliore visto che di li a poco sarebbe diventato completamente buio e che quella notte neppure la luce lunare sarebbe arrivata in mio soccorso.<br />
Con una piccola bussola trovo il Nord, ma individuare con precisione la Stella Polare è più difficile di quanto pensassi considerando che non l’avevo mai fatto prima, dopo alcuni minuti riesco a trovare 1 delle 2 Costellazioni del Carro&#8230; ma la cosa non mi è molto utile visto che  non saprei determinare con esattezza se si tratta della minore o della maggiore&#8230; nel frattempo scopro che quella sera non sarei stato solo sulla montagna, vedo alcune piccole Lucciole che cominciano ad uscire dai cespugli e a svolazzare e lampeggiare intorno alle rovine degli antichi edifici.</p>
<p>Mi  fermo un attimo ad osservarle.  Rimango colpito dalla loro lenta e tranquilla andatura che, diversamente da  molti altri insetti, non produce nessun tipo di ronzio.  Provo  ad afferrarne delicatamente una che mi passa vicino, ma con un’inaspettata accelerazione e agilità schiva il mio tentativo e prosegue il suo volo con il solito  ritmo tranquillo e rilassante. I piccoli ma numerosi lampi di luce, ma soprattutto l’imprevedibilità con cui questi appaiono nel paesaggio ormai quasi buio, riescono a rapire completamente la mia attenzione, interrompendo la mia attività e svuotandomi la mente da qualunque altro pensiero, solo dopo un po’ riesco a riprenderne il controllo e a continuare ciò per cui sono<br />
lì quella sera. Sono ormai le 22:45, in fretta e furia imposto la fotocamera e  il telecomando in modo che scattino ripetutamente una serie di fotografie da 30 secondi l’una, dal quel momento non avrei dovuto fare altro che aspettare che passasse almeno un’ora  per poi tornare a bloccare la sequenza di scatti e ripartire verso casa.</p>
<p>Non sapendo cosa fare durante quest’ora decido di salire sul terrazzo del basamento dov’è situata la grande Croce in ferro, per gustarmi a pieno la Volta Celeste e il paesaggio sottostante. L’edificio non è molto sicuro.. alcuni gradini sono già franati e quasi tutta la ringhiera della scalinata e del terrazzo è traballante.  Con un po’ di coraggio raggiungo la Croce in ferro ma ne vale ampiamente la pena.  A differenza del ritmico e imprevedibile lampeggiare delle piccole Lucciole, l’apparente immobilità dell’enorme Volta Celeste e delle luci sottostanti aumenta la mia concentrazione&#8230; e i pensieri si accavallano. Osservo le stelle verso cui ho puntato la fotocamera e comincio ad avere qualche dubbio sul fatto di aver centrato la Stella Polare. Poi guardo dall’alto verso il basso Firenze: “chissà che aria pesante e che caldo avranno laggiù” penso tra me e me&#8230;. mi sento quasi un Dio nell’osservare quei piccoli formicai luminosi dal mio punto di vista, poi alzo lo sguardo e mi sento minuscolo e insignificante rispetto all’immensità dello spazio infinito sopra di me. Tra un pensiero e l’altro vedo anche qualche stella cadente e forse un ufo&#8230; o comunque un oggetto che ha una traiettoria insolitamente curva e veloce e che appare e scompare nel nulla nel giro di pochi istanti. Il tempo passa velocemente, decido di guardare l’orologio solo perché comincia a fare freschino e non ho niente con cui coprirmi. E’ già passata un’ora ed è già molto tardi visto che devo fare ancora vari chilometri di strada e la mattina successiva devo alzarmi presto. Dò un ultimo sguardo al paesaggio e poi scendo dalla croce per recuperare la fotocamera e ripartire verso casa.</p>
<p>Il giorno successivo elaboro le immagini e scopro che fortunatamente ho centrato la Stella Polare e che l’immagine finale è venuta abbastanza bene,  inoltre vedo che  anche i  lampi delle Lucciole sono rimasti impressi nei fotogrammi, animando la parte bassa dell’inquadratura che altrimenti sarebbe rimasta buia e anonima&#8230;.. e la cosa mi piace assai.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/paesaggi/Monte Domini 04.jpg" alt="Monte Domini 04.jpg" /></p>
<p>Ormai ci ho preso gusto,  decido che anche quella sera l’avrei passata al fresco sulla montagna, a  riprovare questo genere di fotografia.</p>
<p>Quella sera arrivo sul posto in anticipo e riesco a non farmi ipnotizzare per troppo a lungo dal ritmico lampeggiare delle piccole Lucciole, questo mi permette di avere più tempo a disposizione per studiare un’inquadratura più ampia ed equilibrata.</p>
<p>Anche un’ombra misteriosa, che a volte appare nei mie paesaggi, si manifesta sul terrazzo della Croce e mi aiuta nella composizione dell’immagine indicandomi qual è la Stella Polare. Faccio partire la serie di scatti e salgo in fretta sul terrazzo della Croce ma nel frattempo l’ombra misteriosa è scomparsa. Per passare il tempo inizio  a scrutare il cielo stando con la schiena poggiata alla base della croce e i pensieri cominciano ad accavallarsi come la sera precedente&#8230; ho quasi nostalgia di vuoto ipnotico provocato dalle Lucciole.</p>
<p>L’ora passa comunque in fretta e mi rimane anche un po’ di tempo per fare qualche scatto alla via Lattea, anche se a Sud appare un maggiore inquinamento luminoso e qualche nube di foschia che sporcano la scena.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/paesaggi/Via Lattea 01.jpg" alt="Via Lattea 01.jpg" /></p>
<p>La sera successiva il meteo cambia repentinamente, il cielo si copre di nuvole e così rimane per qualche altro giorno, al massimo posso tornare a  fotografare Monte Domini durante  il giorno, sperando che il sole, per qualche attimo, si faccia largo tra le dense nubi nere.</p>
<p>Il luogo rimane molto bello ma non è lo stesso della notte precedente, mancano i lampi delle Lucciole, lo scintillio delle Stelle, i richiami dei rapaci notturni, i grugniti e i fruscii di creature indecifrabili che si muovono tra la vegetazione, sembra quasi che la montagna stia riposando durante il giorno.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/paesaggi/Monte Domini 02.jpg" alt="Monte Domini 02.jpg" /></p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/paesaggi/Monte Domini 03.jpg" alt="Monte Domini 03.jpg" /></p>
<p>Dopo qualche giorno le nubi spariscono e posso ritornarci di notte. Arrivato sul posto però scopro, con un  pizzico di delusione, che anche questa volta la montagna  non è la stessa. La Luna è alta e la sua luce quasi accecante  indebolisce la brillantezza delle stelle, inoltre la temperatura è più fredda e le  Lucciole non  vogliono saperne di uscire dai loro rifugi.  Allora mi resi conto che non è facile incontrare la vera essenza vitale di un luogo&#8230; e  che gli incontrollabili  richiami dei giorni passati, forse, non erano casuali.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrolandi.com/2010/07/29/monte-domini-le-lucciole-e-le-stelle/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nuove foto in Fauna: Tritone punteggiato, Saettone, ecc&#8230;</title>
		<link>http://www.alessandrolandi.com/2010/06/20/nuove-foto-in-fauna-tritone-punteggiato-saettone-ecc/</link>
		<comments>http://www.alessandrolandi.com/2010/06/20/nuove-foto-in-fauna-tritone-punteggiato-saettone-ecc/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 13:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrolandi.com/?p=501</guid>
		<description><![CDATA[
Aggiunte nuove foto nella galleria Fauna&#8230; scattate durante l&#8217;interessantissimo workshop di fotografia ravvicinata tenuto da Emanuele Biggi e Francesco Tomasinelli nel parco naturale dell&#8217;Aveto.
Tritone punteggiato (Lissotriton vulgaris), 1° foto maschio, 2° Femmina:

Il Tritone punteggiato è un anfibio di medie dimensioni che può raggiungere i 10 cm di lunghezza, ha dorso di colore bruno e il  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/fauna/Tritone punteggiato (Lissotriton vulgaris) 01.jpg" alt="Tritone punteggiato (Lissotriton vulgaris) 01.jpg" /></p>
<p>Aggiunte nuove foto nella galleria Fauna&#8230; <span id="more-501"></span>scattate durante l&#8217;interessantissimo workshop di fotografia ravvicinata tenuto da <a href="http://www.anura.it/" target="_blank">Emanuele Biggi</a> e <a href="http://www.isopoda.net/" target="_blank">Francesco Tomasinelli</a> nel parco naturale dell&#8217;Aveto.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Tritone punteggiato (<em>Lissotriton vulgaris</em>)</strong></span>, 1° foto maschio, 2° Femmina:</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/fauna/Tritone punteggiato (Lissotriton vulgaris) 02.jpg" alt="Tritone punteggiato (Lissotriton vulgaris) 02.jpg" /></p>
<p>Il Tritone punteggiato è un anfibio di medie dimensioni che può raggiungere i 10 cm di lunghezza, ha dorso di colore bruno e il  ventre giallo-arancione con punteggiature scure. Si nutre di insetti, anellidi e molluschi ed è possibile avvistarlo in pozze d&#8217;acqua e laghi permanenti dove vengono anche deposte le uova,  al termine del periodo riproduttivo migrano dai laghi per condurre una vita terrestre tra le lettiere dei boschi  circostanti, fino alla successiva stagione riproduttiva.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Saettone (<em>Zamenis longissimus</em>):</strong></span></p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/fauna/Saettone (Zamenis longissimus) 02.jpg" alt="Saettone (Zamenis longissimus) 02.jpg" /></p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/fauna/Saettone (Zamenis longissimus) 03.jpg" alt="Saettone (Zamenis longissimus) 03.jpg" /></p>
<p>Il Saettone è un serpente innocuo dal colore giallo-verdastro e al corpo snello e allungato che può raggiungere i 2 metri di lunghezza. E possibile avvistarlo negli ambienti boschivi e nei vecchi ruderi dove si rifugia  tra gli anfratti dei vecchi muri in pietra. Nelle antiche civiltà era ben voluto grazie alla sua fama di divoratore di ratti e topi, o addirittura considerato un serpente sacro e raffigurato anche sul Caduceo&#8230; l’emblema delle arti mediche.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Gambero di fiume (<em>Austropotamobius pallipes</em>):</strong></span></p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/fauna/Gambero di fiume (Austropotamobius pallipes) 01.jpg" alt="Gambero di fiume (Austropotamobius pallipes) 01.jpg" /></p>
<p>Il Gambero di fiume è un piccolo crostaceo d&#8217;acqua dolce che vive esclusivamente in stagni e torrenti dall&#8217;acqua particolarmente pura e ossigenata, di solito sopra gli 800 metri s.l.m.. Si nutre di  alghe, larve di insetti, molluschi ecc. e raggiunge i 12 cm di lunghezza. E&#8217; una specie in forte declino a causa  dell’ “invasione&#8221; di altre specie esotiche di Gamberi e del progressivo inquinamento delle acque dovuto all’industrializzazione e all’uso di prodotti chimici nell’agricoltura.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Rospo comune ( <em>Bufo bufo</em>):</strong></span></p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/fauna/Rospo comune ( Bufo bufo ) 02.jpg" alt="Rospo comune ( Bufo bufo ) 02.jpg" /></p>
<p>Il Rospo comune è l&#8217;anfibio più grande d&#8217;Europa, vive gran parte dell’anno nei boschi, ed è possibile avvistarlo nelle ore crepuscolari/notturne quando esce dal propio rifugio diurno in cerca di insetti, lumache, lombrichi ecc di cui cibarsi.  Dopo il letargo invernale il rospo percorre anche vari chilometri per raggiungere laghi e stagni dove riprodursi e dove<br />
le femmine depongono i loro lunghi cordoni di uova gelatinose. Dopo le metamorfosi i giovani rospetti lasciano laghi e stagni in massa per tornare nei boschi. Durante tali migrazioni talvolta deve attraversare strade ad alto traffico&#8230; subendo spesso enormi perdite.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Ramarro occidentale (<em>Lacerta bilineata):</em></strong></span></p>
<p><em><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/fauna/Ramarro occidentale (Lacerta bilineata) 04.jpg" alt="Ramarro occidentale (Lacerta bilineata) 04.jpg" /><br />
</em></p>
<p>Il Ramarro occidentale (Lacerta bilineata) è un sauro che si distingue dalla lucertola  per il suo colore verde brillante e per le sue dimensioni che possono raggiungere i 45 cm e oltre di lunghezza. Frequenta prevalentemente zone rocciose e assolate ma anche prati e boschi radi con cespugli dove rifugiarsi. Si nutre di insetti, piccoli roditori e altri rettili o serpenti.  Alcune leggende narrano di come il Ramarro era solito avvisare, sibilando nell&#8217;orecchio di boscaioli e pastori che si addormentavano nel bosco, dell&#8217;arrivo della Vipera&#8230; sua acerrima nemica</p>
<p>Molte altre foto scattate durante lo stesso workshop saranno postate in seguito nelle gallerie &#8220;Macro e Flora&#8221; e nel Forum</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrolandi.com/2010/06/20/nuove-foto-in-fauna-tritone-punteggiato-saettone-ecc/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Pernice rossa (Alectoris rufa)</title>
		<link>http://www.alessandrolandi.com/2010/05/28/la-pernice-rossa-alectoris-rufa/</link>
		<comments>http://www.alessandrolandi.com/2010/05/28/la-pernice-rossa-alectoris-rufa/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 May 2010 19:19:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrolandi.com/?p=495</guid>
		<description><![CDATA[
La pernice Rossa (Alectoris rufa) è un uccello stanziale appartenente alla famiglia dei Phasianidae&#8230;
In Italia è presente lungo l&#8217;appennino centro-settentrionale e nell&#8217;isola d&#8217;Elba,   frequenta campagne aperte, radure e aree rocciose.
E&#8217; lunga circa 35 cm e ha un piumaggio particolarmente mimetico, il doso è bruno-grigio,  le sopracciglia e la gola bianca  bordata di nero, il  becco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Pernice rossa (Alectoris rufa) - 03.jpg" alt="Pernice rossa (Alectoris rufa) - 03.jpg" /></p>
<p>La pernice Rossa (Alectoris rufa) è un uccello stanziale appartenente alla famiglia dei Phasianidae&#8230;<span id="more-495"></span></p>
<p>In Italia è presente lungo l&#8217;appennino centro-settentrionale e nell&#8217;isola d&#8217;Elba,   frequenta campagne aperte, radure e aree rocciose.</p>
<p>E&#8217; lunga circa 35 cm e ha un piumaggio particolarmente mimetico, il doso è bruno-grigio,  le sopracciglia e la gola bianca  bordata di nero, il  becco e le zampe rosse ed  i fianchi con barre brune e bianche, non c&#8217;è un evidente dimorfismo sessuale. Raramente spicca il volo, sicura del suo mimetismo  preferisce spostarsi correndo al suolo, anche a gran velocità.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Pernice rossa (Alectoris rufa) - 02.jpg" alt="Pernice rossa (Alectoris rufa) - 02.jpg" /></p>
<p>Si nutre di semi e insetti e si riproduce formando coppie monogame, nidifica ad aprile-maggio al suolo in una leggera cavità imbottita di foglie tra la vegetazione, depone 10-18 uova che verranno covate per 20-25 giorni</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Pernice rossa (Alectoris rufa) A.jpg" alt="Pernice rossa (Alectoris rufa) A.jpg" /></p>
<p>Pernice Rossa (Alectoris rufa) Juv:</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Pernice rossa ( Alectoris rufa ) - 01.jpg" alt="Pernice rossa ( Alectoris rufa ) - 01.jpg" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrolandi.com/2010/05/28/la-pernice-rossa-alectoris-rufa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Orchidee spontanee: La Dactylorhiza romana e il castagneto</title>
		<link>http://www.alessandrolandi.com/2010/04/28/orchidee-spontanee-dactylorhiza-romana-e-il-castagneto/</link>
		<comments>http://www.alessandrolandi.com/2010/04/28/orchidee-spontanee-dactylorhiza-romana-e-il-castagneto/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 21:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrolandi.com/?p=461</guid>
		<description><![CDATA[
La Dactylorhiza romana è un’orchidea spontanea alta fino a 30 cm, diffusa nel centro-sud Italia, nei castagneti e nei boschi radi tra i 300 e i 1000 metri slm. Fiorisce da aprile a maggio&#8230; e i suoi colori possono variare  dal porpora intenso al giallo pallido, tale differenza sembra sia dovuta alla necessita di non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/macro-e-flora/Dactylorhiza romana - 01.jpg" alt="Dactylorhiza romana - 01.jpg" /></p>
<p>La <em>Dactylorhiza romana</em> è un’orchidea spontanea alta fino a 30 cm, diffusa nel centro-sud Italia, nei castagneti e nei boschi radi tra i 300 e i 1000 metri slm. Fiorisce da aprile a maggio&#8230; <span id="more-461"></span>e i suoi colori possono variare  dal porpora intenso al giallo pallido, tale differenza sembra sia dovuta alla necessita di non farsi identificare troppo velocemente dai bombi inesperti che nonostante la mancanza di nettare provvedono alla loro impollinazione ingannati dall’aspetto visivo dei fiori, inoltre i semi prodotti possono germinare solo se attaccati da alcuni funghi specifici con i quali vive in simbiosi.</p>
<p>L’altro giorno ho finalmente avuto un po’ di tempo libero da dedicare alla  fotografia , avevo notato che i primi fiori primaverili cominciavano a spuntare fuori nel sottobosco vicino al mio birdgarden, un castagneto curato dal proprietario meglio di certi  pseudo giardini di  fama internazionale,  e nel quale avevo già fotografato, negli anni passati, molte altre specie di orchidee spontanee che anche quest’anno sembravano non mancare. Evidentemente era il periodo delle  Dactylorhiza romana, c’era l’imbarazzo della scelta&#8230; a decine di spuntavano fuori dal suolo quasi completamente ricoperto da muschio ancora umido per la pioggia caduta il giorno prima, dovevo solo scegliere gli esemplari più belli e meglio ambientati, posizionare e impostare con calma il cavalletto e la fotocamera per<br />
scattare le foto in tutta tranquillità. Il meteo era molto variabile, si alternavano momenti nuvolosi a periodi di sole, cosa abbastanza positiva visto che mi permetteva di fotografare i soggetti  in varie condizioni di luce.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/macro-e-flora/Dactylorhiza romana - 02.jpg" alt="Dactylorhiza romana - 02.jpg" /></p>
<p>Cominciai a individuare i soggetti più fotogenici immaginando tutte le possibili inquadrature, dopo di che mi distesi a terra per avere una prospettiva migliore. Notai che il contatto con il suolo era inaspettatamente piacevole&#8230; inoltre vedevo da distanza ravvicinata una marea di micro insettini che scorrazzavano e svolazzavano freneticamente impegnati nelle loro faccende quotidiane, stranamente non li avevo affatto notati stando in piedi.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/macro-e-flora/Dactylorhiza romana - 03.jpg" alt="Dactylorhiza romana - 03.jpg" /></p>
<p>Continuai a guardarmi intorno e vidi un Codirosso che scodinzolando mi osserva da un ramo poco lontano, forse quello era il suo territorio e stava controllando quali fossero le mie intenzioni, vari Storni e Merli invece svolazzavano a destra e a manca senza prendermi minimamente   in considerazione&#8230; avevano il becco pieno di cibarie e andavano vistosamente di fretta.<br />
Probabilmente  lo stare sdraiato mi rendeva anche poco identificabile, infatti poco lontano da me arrivò un Rigogolo che iniziò a cantare le sue melodie, accompagnato da un piacevole fruscio di sottofondo prodotto dal ruscello vicino e dal vento che faceva oscillare dolcemente le orchidee. Pensai che le sole fotografie non avrebbero reso del tutto<br />
giustizia alla bellezza delle orchidee e del paradiso in cui si trovavano, decisi allora di registrarne anche i  movimenti e i suoni che in quel momento le circondavano&#8230;</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="505" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/PfgaAfPgAM8" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="505" src="http://www.youtube.com/v/PfgaAfPgAM8"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrolandi.com/2010/04/28/orchidee-spontanee-dactylorhiza-romana-e-il-castagneto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quasi primavera&#8230;</title>
		<link>http://www.alessandrolandi.com/2010/03/16/quasi-primavera/</link>
		<comments>http://www.alessandrolandi.com/2010/03/16/quasi-primavera/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 19:20:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrolandi.com/?p=448</guid>
		<description><![CDATA[
 
Aggiunte alla galleria Uccelli alcune nuove fotografie, l’atmosfera non è molto primaverile nonostante siano state scattate il 14 marzo&#8230;

Fringuello  ( Fringilla coelebs) Maschio
Canon 400d &#8211; 300 mm -  f8 &#8211; 1/1000 -  iso 200

Frosone ( Coccothraustes coccothraustes ) Maschio
Canon 400d &#8211; 300 mm -  f8 &#8211; 1/1000 -  iso 200

Frosone ( Coccothraustes coccothraustes ) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Cinciallegra ( Parus major ) - 04.jpg" alt="Cinciallegra ( Parus major ) - 04.jpg" /></p>
<p><em> </em></p>
<p>Aggiunte alla galleria Uccelli alcune nuove fotografie, l’atmosfera non è molto primaverile nonostante siano state scattate il 14 marzo&#8230;<span id="more-448"></span></p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Fringuello ( Fringilla coelebs ) - 03.jpg" alt="Fringuello ( Fringilla coelebs ) - 03.jpg" /></p>
<p>Fringuello  (<em> Fringilla coelebs</em>) Maschio</p>
<p>Canon 400d &#8211; 300 mm -  f8 &#8211; 1/1000 -  iso 200</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Frosone ( Coccothraustes coccothraustes ) - 07.jpg" alt="Frosone ( Coccothraustes coccothraustes ) - 07.jpg" /></p>
<p>Frosone ( <em>Coccothraustes coccothraustes</em> ) Maschio</p>
<p>Canon 400d &#8211; 300 mm -  f8 &#8211; 1/1000 -  iso 200</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Frosone ( Coccothraustes coccothraustes ) - 08.jpg" alt="Frosone  ( Coccothraustes coccothraustes ) - 08.jpg" /></p>
<p>Frosone ( <em>Coccothraustes coccothraustes</em> ) Femmina</p>
<p>Canon 400d &#8211; 420mm &#8211; f8 &#8211; 1/1250 &#8211; iso 200</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrolandi.com/2010/03/16/quasi-primavera/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Neve sul Chianti</title>
		<link>http://www.alessandrolandi.com/2010/01/09/neve-sul-chianti/</link>
		<comments>http://www.alessandrolandi.com/2010/01/09/neve-sul-chianti/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 19:16:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrolandi.com/?p=437</guid>
		<description><![CDATA[
Aggiunte nella galleria paesaggi questa e altre fotografie scattate in Toscana durante l&#8217;inverno.
Colgo l&#8217;occasione per augurare un sereno 2010 a tutti!  
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/paesaggi/Neve sul Chianti.jpg" alt="Neve sul Chianti.jpg" /></p>
<p>Aggiunte nella galleria paesaggi questa e altre fotografie scattate in Toscana durante l&#8217;inverno.<br />
Colgo l&#8217;occasione per augurare un sereno 2010 a tutti! <img src='http://www.alessandrolandi.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrolandi.com/2010/01/09/neve-sul-chianti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Passera scopaiola (Prunella modularis)</title>
		<link>http://www.alessandrolandi.com/2009/12/18/la-passera-scopaiola-prunella-modularis/</link>
		<comments>http://www.alessandrolandi.com/2009/12/18/la-passera-scopaiola-prunella-modularis/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 20:10:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrolandi.com/?p=430</guid>
		<description><![CDATA[
Anche quest’ inverno la Passera Scopaiola ( Prunella modularis) è tornata nel mio birdgarden&#8230;
La Passera Scopaiola è un piccolo passeriforme lungo 15 cm, ha il becco sottile,  la testa ed il petto grigio ardesia, dorso e fianchi sono color bruno striati di nero.
In Italia è stanziale e durante l’inverno arrivano anche esemplari dal nord Europa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Passera scopaiola ( Prunella modularis ) - 06.jpg" alt="Passera scopaiola ( Prunella modularis ) - 06.jpg" /></p>
<p>Anche quest’ inverno la Passera Scopaiola ( <em>Prunella modularis</em>) è tornata nel mio birdgarden&#8230;<span id="more-430"></span><br />
La Passera Scopaiola è un piccolo passeriforme lungo 15 cm, ha il becco sottile,  la testa ed il petto grigio ardesia, dorso e fianchi sono color bruno striati di nero.</p>
<p>In Italia è stanziale e durante l’inverno arrivano anche esemplari dal nord Europa , ma nonostante sia abbastanza comune non è facile avvistarla, sia per i suoi colori poco appariscenti che per le sue abitudini particolarmente elusive, frequenta boschi e parchi ,con una particolare predilezione per le aree ricche di sottobosco, arbusti e macchie.<br />
In estate migra verso altitudini maggiori, mentre in autunno-inverno torna nella mia zona ed è una cliente fissa delle mie mangiatoie (solo quelle a terra), nonostante sia insettivora gradisce molto i piccoli semi come panico, avena, ecc.</p>
<p>Anche quando esce dalle macchie per raggiungere le mangiatoie si dimostra sempre molto schiva, non schiamazza come i passeri e le Cince, non arriva sulle mangiatoie volando, ma quasi sempre di pedina e silenziosamente, arraffa velocemente e con fare furtivo qualche semino e ritorna subito tra i cespugli facendo perdere le propie tracce fino all’incursione successiva</p>
<p>Oltre alle fotografie in questo articolo e nella sezione Uccelli del sito è possibile osservare il  soggetto in <a href="http://www.alessandrolandi.com/forum/viewtopic.php?f=2&amp;t=143#" target="_blank">questo video-clip</a> postato sul forum, nel quale fa una breve apparizione tra il minuto 1:46 e il minuto 2:00,  nella zona sinistra del video</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Passera scopaiola ( Prunella modularis ) - 05.jpg" alt="Passera scopaiola ( Prunella modularis ) - 05.jpg" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrolandi.com/2009/12/18/la-passera-scopaiola-prunella-modularis/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lo Sparviere eurasiatico (Accipiter nisus)&#8230;</title>
		<link>http://www.alessandrolandi.com/2009/11/17/lo-sparviere-eurasiatico-accipiter-nisus/</link>
		<comments>http://www.alessandrolandi.com/2009/11/17/lo-sparviere-eurasiatico-accipiter-nisus/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 19:18:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrolandi.com/?p=403</guid>
		<description><![CDATA[
“&#8230;si tiene nascosto nel folto degli alberi, uscendone solo per scagliarsi sulla vittima, che non ha avuto il tempo di accorgersi della sua presenza&#8230;” (tratto da Wikipedia)
L’altro giorno, nel mio Birdgarden, oltre ai soliti ospiti è arrivato anche lui, lo Sparviere eurasiatico&#8230; e non sembrava interessato nè ai semi nè alla pozza artificiale&#8230;
Quella mattina, vicino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Sparviere eurasiatico (Accipiter nisus) 01.jpg" alt="Sparviere eurasiatico (Accipiter nisus) 01.jpg" /></p>
<p><strong><em>“&#8230;si tiene nascosto nel folto degli alberi, uscendone solo per scagliarsi sulla vittima, che non ha avuto il tempo di accorgersi della sua presenza&#8230;”</em></strong> (tratto da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sparviere" target="_blank">Wikipedia</a>)</p>
<p>L’altro giorno, nel mio Birdgarden, oltre ai soliti ospiti è arrivato anche lui, lo Sparviere eurasiatico&#8230; e non sembrava interessato nè ai semi nè alla pozza artificiale&#8230;<span id="more-403"></span></p>
<p>Quella mattina, vicino alle mangiatoie, gironzolavano una dozzina di Passeri Mattugia, alcune Cince, la Passera Scopaiola e il Pettirosso, tutto regolare fino a quando sentii un grido di allarme. Non era il solito e frequentissimo grido di allarme, infatti è normale che quando arrivano alle mangiatoie i gruppetti di Passeri, almeno uno rimanga di vedetta nei vicini cespugli, ed è normale che ogni tanto, o perchè insospettito dai clik della fotocamera o perchè vede qualcosa di sospetto muoversi o avvicinarsi alle mangiatoie, lanci un grido di allarme, al quale tutti (o quasi) i pennuti nelle vicinanze spiccano il volo e si rifugiano nei vicini cespugli. Questi allarmi sono diventati una routine, ed avvengono ogni 3-4 minuti, tant’è che spesso qualcuno li ignori e rimanga alle mangiatoie dopo essersi acquattato e aver dato un’occhiata ai dintorni.</p>
<p>Questa volta però l’allarme era diverso, un grido 10 volte superiore al solito&#8230;.  tutti i pennuti si fiondarono nei cespugli  schiamazzando anche loro  in modo inusuale. Lo strano cinguettare dei passeriformi continuò anche dopo che tutti si erano messi al sicuro, ma non era il solito cinguettio giocoso dei passeri che beccuzzano a terra e si azzuffano tra loro, questa volta sembravano propio  inca***ti neri!.</p>
<p>Dopo qualche istante vedo qualcosa atterrare a lato della cisterna vicino al mio Birdgarden, era un uccello che non avevo mai visto prima dal vivo&#8230; ma lo riconobbi subito, lo avevo già visto in fotografie su internet e conoscevo le sue abitudini, era il temuto Sparviere eurasiatico, un piccolo rapace diurno che si nutre prevalentemente di uccelli e di piccoli mammiferi.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Sparviere eurasiatico (Accipiter nisus) A.jpg" alt="Sparviere eurasiatico (Accipiter nisus) A.jpg" /><br />
Lo Sparviere, dopo aver osservato i dintorni per qualche istante con un balzo si spostò sulla parte alta dei cespugli, meno fitta della parte bassa in cui erano nascosti i piccoli passeriformi, che nel frattempo continuavano a schiamazzare contro il predatore nel vano tentativo di farlo allontanare.</p>
<p>Lo Sparviere rimase immobile per alcuni secondi a scrutare tra i cespugli (vedi 1° foto),  io, mentre scattavo foto, valutavo la possibilità di uscire dal capanno per allontanare l’intruso&#8230; ma pensai che alla mia uscita sicuramente anche i piccoli passeriformi si sarebbero impauriti e si sarebbero allontanati dalla macchia diventando facili prede per lo Sparviere, decisi di rimanere fermo nel mio nascondiglio e altrettanto fecero i piccoli uccelli.</p>
<p>Dopo qualche secondo lo Sparviere uscì dalla macchia e con un&#8217;altro salto si posò  su di un paletto, allo scoperto e parallelo ai cespugli, e a neanche un paio di metri da me. Il rapace era talmente vicino che  non riuscii ad inquadrarlo per intero, avrei potuto ruotare la fotocamera in verticale e inquadrarlo maggiormente ma d’istinto mirai all’occhio e scattai una  raffica di foto così come ero, il rapace era talmente preso nell’osservare i movimenti nei cespugli che non si accorse minimamente di me e rimase concentrato sui suoi obiettivi nonostante i numerosi click.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Sparviere eurasiatico (Accipiter nisus) 02.jpg" alt="Sparviere eurasiatico (Accipiter nisus) 02.jpg" /></p>
<p>Passò qualche altro secondo, i piccoli pennuti continuavano a vociare a gran forza ma nessuno uscì dalla fitta macchia.</p>
<p>Lo Sparviere spiccò nuovamente il volo andando a posarsi su un albero più lontano, diede un&#8217;ultimo sguardo ai cespugli e poi si allontano definitivamente&#8230; per fortuna con le zampe vuote.</p>
<p>Gli ospiti della mia oasi rimasero ancora a lungo a borbottare nei cespugli, poi la Cincia Bigia ricominciò a fare la staffetta tra i cespugli e le mangiatoie, seguita poi da tutti gli altri.</p>
<p>Tornai  a casa e andai a vedere cosa c’era scritto a  proposito dello Sparviere in un libro sul Birdwatching:</p>
<p><strong><em>“&#8230;talvolta nei giardini può capitare di essere spettatori di una delle sue incursioni, quando sorprende passeri e altri piccoli volatili presso le mangiatoie”</em></strong></p>
<p>questo conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, l’importanza di avere un una fitta siepe o cespugli nel nostro Birdgarden.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrolandi.com/2009/11/17/lo-sparviere-eurasiatico-accipiter-nisus/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Novità nel Forum!!!</title>
		<link>http://www.alessandrolandi.com/2009/10/16/novita-nel-forum/</link>
		<comments>http://www.alessandrolandi.com/2009/10/16/novita-nel-forum/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 20:18:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrolandi.com/?p=395</guid>
		<description><![CDATA[
Ho aggiunto alcune nuove funzioni al forum, tra cui la creazione automatica delle  anteprime visibili negli indici dei forum “Birdgarden” e &#8220;Fotografie Naturalistiche”, che li rendono più semplici e piacevoli da navigare!
Partecipate numerosi con le vostre esperienze, richieste di consigli  e fotografie !!!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Forum.jpg" alt="Forum.jpg" /></p>
<p>Ho aggiunto alcune nuove funzioni al forum, tra cui la creazione automatica delle  anteprime visibili negli indici dei forum “Birdgarden” e &#8220;Fotografie Naturalistiche”, che li rendono più semplici e piacevoli da navigare!</p>
<p>Partecipate numerosi con le vostre esperienze, richieste di consigli  e fotografie !!!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrolandi.com/2009/10/16/novita-nel-forum/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Torcicollo (Jynx torquilla)</title>
		<link>http://www.alessandrolandi.com/2009/09/23/il-torcicollo-jynx-torquilla/</link>
		<comments>http://www.alessandrolandi.com/2009/09/23/il-torcicollo-jynx-torquilla/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 18:44:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrolandi.com/?p=379</guid>
		<description><![CDATA[
Il Torcicollo (Jynx torquilla) è un uccello migratore primaverile&#8230; Appartiene alla famiglia dei picchi, anche se con questi non ha molto in comune, infatti non scava il legno  né per costruirsi il nido, per il quale utilizza i fori già scavati da altri Picchi o anche i nidi artificiali (vedi forum), nè per cercare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Torcicollo (Jynx torquilla) 03.jpg" alt="Torcicollo (Jynx torquilla) 03.jpg" /></p>
<p>Il Torcicollo (Jynx torquilla) è un uccello migratore primaverile&#8230;<span id="more-379"></span> Appartiene alla famiglia dei picchi, anche se con questi non ha molto in comune, infatti non scava il legno  né per costruirsi il nido, per il quale utilizza i fori già scavati da altri Picchi o anche i nidi artificiali (<a href="http://www.alessandrolandi.com/forum/viewforum.php?f=2" target="_blank">vedi forum</a>), nè per cercare il cibo, ma si nutre a terra prevalentemente di formiche, infilando la sua lunga e appiccicosa lingua nei formicai.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Torcicollo (Jynx torquilla) lingua.jpg" alt="Torcicollo (Jynx torquilla) lingua.jpg" /></p>
<p>Una particolarità del Torcicollo è il  sistema difensivo che usa contro i predatori e dal quale deriva anche il suo nome, ovvero torce il collo e sibila imitando i serpenti, anche il suo piumaggio ricorda delle scaglie&#8230; oltre ad essere molto mimetico grazie ai colori simili a quelli della corteccia degli alberi.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Torcicollo (Jynx torquilla) tronco.jpg" alt="Torcicollo (Jynx torquilla) tronco.jpg" /></p>
<p>Lo scorso fine settimana ero appostato nella mia solita oasi sperando di rivedere e fotografare il Beccafico, un soggetto che avevo visto per la prima e unica volta qualche settimana fa, e che avevo casualmente filmato (ma mai fotografato) mentre riprendevo un giovane Codirosso all’abbeveratoio .</p>
<p>Il Beccafico non si è fatto vivo ma la fortuna ha voluto che il Torcicollo venisse a svolgere la sua caccia alle formiche propio a pochi metri da me.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Torcicollo (Jynx torquilla) 04.jpg" alt="Torcicollo (Jynx torquilla) 04.jpg" /></p>
<p>Ho avuto modo di fotografarlo e filmarlo per un lungo periodo, durante il quale nulla sembrava distogliere la sua attenzione dalla sua attività,</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="505" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/v8lK_fEREwA" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="505" src="http://www.youtube.com/v/v8lK_fEREwA"></embed></object></p>
<p>e anche quando le varie raffiche di &#8220;clik&#8221; facevano insospettire e scappare pure i Passeri che razzolavano lì vicino lui niente&#8230;  solo quando ha cominciato a squillare il cellulare ha assunto una posa vagamente difensiva</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Torcicollo (Jynx torquilla) difesa.jpg" alt="Torcicollo (Jynx torquilla) difesa.jpg" /></p>
<p>per poi riprendere la caccia ancora più concentrato di prima, naturalmente non ho risposto alla telefonata&#8230; avevo cose più importanti da fare in quel momento, e anche il Torcicollo aveva cose più importanti da fare che far finta di essere impaurito dai miei &#8220;clik&#8221; come fanno di solito le Cince e i Passeri, per lui è il periodo della migrazione&#8230; accumulare più energie possibile prima della partenza è di vitale importanza per sopravvivere al lunghissimo e faticoso viaggio verso l’Africa subsahariana.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Torcicollo (Jynx torquilla) 05.jpg" alt="Torcicollo (Jynx torquilla) 05.jpg" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrolandi.com/2009/09/23/il-torcicollo-jynx-torquilla/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
