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	<title>Alessandro Landi</title>
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	<description>Nature Photography</description>
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		<title>Birdgarden: Diario di una calda estate all&#8217; abbeveratoio&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 20:29:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Birdgarden]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[L’idea di realizzare un abbeveratoio per uccelli, che io chiamo “pozza artificiale”, nasce come naturale evoluzione delle mangiatoie&#8230; un modo per continuare a far avvicinare gli uccelli selvatici al mio appostamento fotografico nel periodo in cui il cibo è ampiamente disponibile in natura e sarebbe poco fruttuoso, oltre che dannoso, continuare a fornirlo artificialmente. Come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/abbeveratoio/Verzellino - Serinus serinus - 1.jpg" alt="Verzellino - Serinus serinus - 1" /></p>
<p>L’idea di realizzare un abbeveratoio per uccelli, che io chiamo “pozza artificiale”, nasce come naturale evoluzione delle mangiatoie&#8230;<span id="more-706"></span> un modo per continuare a far avvicinare gli uccelli selvatici al mio appostamento fotografico nel periodo in cui il cibo è ampiamente disponibile in natura e sarebbe poco fruttuoso, oltre che dannoso, continuare a fornirlo artificialmente.<br />
Come per le mangiatoie ho iniziato con un certo scetticismo, non ricordo esattamente i tempi ma nell’estate del 2007 sistemai un sottovaso pieno d’acqua nella zona in cui in inverno rifornivo le mangiatoie e  poco dopo, probabilmente le solite Cince e Passeri inizieranno ad utilizzarlo, seguite via via da altri soggetti, alcuni già visti alle mangiatoie, altri visti per la prima volta frequentare il birdgarden, e ad ogni anno l’affluenza è aumentata sia per il numero di soggetti che di specie, il che mi ha portato nel 2009 a sostituire il sottovaso con una costruzione in cemento dotata di pompa solare come descritto <a href="http://www.alessandrolandi.com/forum/mia-nuova-pozza-artificiale-abbeveratoio-t75.html" target="_blank">in questa discussione del FORUM</a></p>
<p>Il successo che attualmente sta riscuotendo l’abbeveratoio del mio birdgarden è probabilmente imputabile non tanto alla presenza del solo abbeveratoio, quanto all’insieme di elementi che compongono la piccola oasi (che in realtà non è altro che un angolo di un’orto-frutteto), ovvero:</p>
<p>- la presenza di mangiatoie durante l’inverno che rendono la zona amichevole agli occhi di molti soggetti stanziali (Cince, Passeri ecc.,),</p>
<p>- la presenza di <a href="http://www.alessandrolandi.com/2011/07/28/nidi-artificiali-2011-foto-video-consigli-e-riflessioni-varie/" target="_blank">numerosi nidi artificiali nelle vicinanze</a>, utilizzati sia dalle specie stanziali che dai migratori nidificanti e dai quali escono numerosi baldi giovani che poi saranno i principali frequentatori della pozza,</p>
<p>- alla fitta siepe di more selvatiche che oltre ad essere probabile luogo di nidificazione di molte specie, (e quindi altri baldi giovani che rimarranno nella zona e frequenteranno la pozza) sono anche un ottimo rifugio dai predatori, luogo di ritrovo per specie gregarie e inoltre producono prelibate bacche  che rendendo il luogo ancora più attraente per molti soggetti,</p>
<p>- la presenza di alcune piante nate più o meno spontaneamente come Radicchione, Colza, e Girasoli, che producono semi molto graditi ai granivori</p>
<p>Tutti questi elementi attirano numerose specie sia di uccelli stanziali che di migratori nidificanti, e probabilmente propio la numerosa presenza di questi soggetti attira anche l’attenzione di altri uccelli che sono solo di passaggio (come vedremo in seguito) e che usufruiscono dell’abbeveratoio solo per qualche giorno per poi ripartire per il loro lungo viaggio.</p>
<p>I risultati che ottengo appostandomi alla pozza artificiale sono sicuramente più irregolari e imprevedibili di quelli alle mangiatoie invernali dove durante tutto il giorno c’è la presenza costante di alcune determinate specie e dove raramente ci sono novità.<br />
Alla pozza possono capitare giornate con totale assenza di avvistamenti, (generalmente le giornate nuvolose o ventose&#8230; ma non c’è una regola precisa) o giornate con affluenze record o dove sono riuscito a fotografare numerose nuove specie mai viste prima .</p>
<p>Gli appostamenti effettuati durante questa particolarmente fortunata stagione estiva 2011, dove mediamente sono riuscito ad appostarmi 1-2 volte a settimana, sono durati da poco prima dell’alba a 2-3 ore dopo. Infatti, secondo la mia esperienza, è questo il periodo di maggiore affluenza, dopo il quale oltre ad un forte calo di presenze la luce diventa poco fotogenica  e il capanno si trasforma in una poco piacevole sauna. Questo non esclude che l’abbeveratoio possa essere stato visitato da numerosi altri soggetti e specie, oltre a quelle descritte e fotografate nel seguente resoconto, nei giorni e negli orari di mia assenza.</p>
<p><strong>- 31 Maggio 2011 -</strong></p>
<p>Quest’anno ho restaurato la pozza artificiale (danneggiata dal gelo durante l’inverno) con largo anticipo, soprattutto perché diversamente dai 2 anni precedenti, il nido artificiale a pochi metri di distanza non è stato occupato dal Torcicollo ma da una coppia Cinciallegra, e mentre il Torcicollo è sicuramente un soggetto più diffidente e sensibile al disturbo, le Cince oramai mi conoscono fin troppo bene, quanto posiziono i nidi artificiali vengono sull’albero a controllare che sia tutto Ok e non faccio a tempo a scendere dalla scala che vanno subito a ficcare il becco nel buco, pertanto non mi sono fatto troppi problemi a smanettare con cazzuola e cemento nelle vicinanze (7-8 metri) durante il periodo delle nidificazioni.<br />
E’ il primo appostamento dell’anno e non mi aspetto granché visto che ancora non è particolarmente caldo e non siamo in “emergenza siccità” ma vengo subito smentito.<br />
Il primo avvistamento è un giovanissimo Codirosso Comune (Phoenicurus phoenicurus) , sicuramente nato da uno dei due nidi artificiali occupati quest’anno da questa specie, ed entrambi installati nel raggio di 50-70 metri dall’abbeveratoio.  Secondo i miei calcoli dovrebbe essere uscito dal nido da non più di 15 giorni, ma nonostante questo già usufruisce della pozza con una certa disinvoltura: prima beve qualche sorso “alla fonte”, poi fa un bel bagno sul “bordo della piscina”.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/abbeveratoio/Codirosso Comune - Phoenicurus phoenicurus - 05-31-A.jpg" alt="Codirosso Comune - Phoenicurus phoenicurus - 05-31-A" /></p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/abbeveratoio/Codirosso Comune - Phoenicurus phoenicurus - 05-31-B.jpg" alt="Codirosso Comune - Phoenicurus phoenicurus - 05-31-B" /></p>
<p>Ho l’impressione che abbia ricevuto istruzioni ben precise dai genitori, probabilmente anche loro nati la primavera precedente in uno dei miei nidi artificiali e anche loro assidui frequentatori della pozza quando erano piccoli, tant’è che a marzo di quest’anno, al primo avvistamento del Codirosso Comune appena rientrato dallo svernamento in Africa, avevo avuto la netta impressione che la prima cosa che aveva fatto era quella di controllare se la pozza fosse sempre dove l’aveva lasciata l’anno scorso&#8230; come avevo già  raccontato in <a href="http://www.alessandrolandi.com/forum/volte-ritornano-t820.html" target="_blank">questa discussione del forum</a>.<br />
La mia ipotesi è che abituandosi sin da piccoli (questa e altre specie di uccelli) mantengano l’abitudine di utilizzare l’abbeveratoio anche da adulti e la tramandino ai lori figli, contribuendo al progressivo e sempre in crescita utilizzo dello stesso.</p>
<p>Ma le sorprese del primo appostamento non sono finite qui, poco dopo infatti arriva propio l’assente ingiustificato dei nidi artificiali: il Torcicollo (Jynx torquilla). Dopo una brevissima sosta su un posatoio si piazza nell’angolo meno fotogenico e nascosto (dalla penombra di alcune piante di colza) della pozza e sorseggia con calma l’acqua fresca e pulita dandomi il tempo di realizzare anche un breve filmato.  E’ la prima volta in assoluto che vedo questo soggetto utilizzare l’abbeveratoio&#8230; e quest’anno non sarà neanche l’ultima.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/abbeveratoio/Torcicollo - Jynx torquilla  - 05-31.jpg" alt="Torcicollo - Jynx torquilla  - 05-31" /></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="527" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/0_rn9v5-P4Y" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="527" src="http://www.youtube.com/v/0_rn9v5-P4Y"></embed></object></p>
<p><strong>- 01 giugno 2011-</strong></p>
<p>Giornata relativamente tranquilla come la precedente&#8230; nel senso che l’affluenza non è ancora particolarmente massiccia ma comunque l’appostamento non è andato a vuoto.<br />
La prima a farsi viva è una giovanissima Cincia Bigia ( Parus palustris), anche lei probabilmente uscita dal  nido da non più di 15 giorni. Nonostante la Cincia Bigia sia una delle frequentatrici più assidue delle mangiatoie e che quest’anno abbia anche occupato uno dei miei nidi artificiali, devo dire che non è mai stata particolarmente attratta dall’abbeveratoio, infatti dopo aver curiosato un po’ si disinteressa completamente dell’acqua e si dedica alla caccia degli afidi presenti nell’erba ai bordi della pozza.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/abbeveratoio/Cincia bigia - Parus palustris - 06-01-A.jpg" alt="Cincia bigia - Parus palustris - 06-01-A" /></p>
<p>Più tardi arriverà anche un giovane (o una femmina?) di  Zigolo Nero (Emberiza cirlus ).</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/abbeveratoio/Zigolo nero - Emberiza cirlus  - 06-01-A.jpg" alt="Zigolo nero - Emberiza cirlus  - 06-01-A" /><br />
Gli avvistamenti di questa specie all’abbeveratoio non sono molto frequenti e regolari ma ogni tanto anche lui viene a farmi visita e la cosa mi fa molto piacere visto che apprezzo particolarmente il suo canto, come avevo raccontato tempo fa<a href="http://www.alessandrolandi.com/2008/10/10/storia-di-una-fotografia-lo-zigolo-nero-emberiza-cirlus/" target="_blank"> in questo articolo</a>.</p>
<p><strong>-10 giugno 2011 -</strong><br />
Iniziano a farsi vedere in piccoli branchi i Passeri d’Italia (Passer italiae) e Passeri Mattugia (Passer montanus). Da qui in avanti, anche se non li citerò ogni volta, diventeranno una presenza costante e animeranno la piccola oasi con i loro schiamazzi e battibecchi&#8230; a volte  mettendo in imbarazzo i soggetti più schivi e solitari ma più spesso attirando la curiosità e rendendo maggiormente fiduciosi molti altri soggetti occasionali e di passaggio.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/abbeveratoio/Passero mattugia - Passer montanus -  06-10-A.jpg" alt="Passero mattugia - Passer montanus -  06-10-A" /></p>
<p><strong>-11 Giugno 2011 -</strong><br />
Di prima mattina si fa rivedere il Torcicollo, questa volta sembra più tranquillo e fiducioso&#8230; soffermandosi a lungo anche sui posatoi per asciugarsi e pulirsi le penne.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/abbeveratoio/Torcicollo - Jynx torquilla - 06-11-A.jpg" alt="Torcicollo - Jynx torquilla - 06-11-A" /></p>
<p>Arriva anche una giovanissima Cinciarella (Parus Caeruleus), probabilmente uscita da poco da  uno dei miei nidi artificiali. Le giovani Cinciarelle (ma poi anche gli adulti) diventeranno una presenza quotidiana alla pozza, spesso arrivando in piccoli gruppetti di 3-5 esemplari che a suon di acrobazie e mosse ninja si contenderanno il punto migliore da dove bere o fare il bagno, strappandomi spesso qualche sorriso. Le Cinciarelle sono le stacanoviste per eccellenza dell’abbeveratoio, anche in inverno quando le temperature sono sotto lo zero e l’acqua della pozza è ghiacciata, saltellano a lungo sul ghiaccio in cerca di un filo d’acqua ancora liquida in cui sguazzare</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/abbeveratoio/Cinciarella - Parus Caeruleus - 06-11-A.jpg" alt="Cinciarella - Parus Caeruleus - 06-11-A" /></p>
<p><strong>FINE PAGINA 1</strong></p>
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		<title>L&#8217;Upupa (Upupa epops)</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 19:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Upupa (Upupa epops), con i suoi colori appariscenti, la sua singolare cresta e il suo tipico volo sfarfallante, è sicuramente tra gli uccelli più eleganti e aggraziati visibili nel nostro territorio&#8230; il suo nome deriva dal suo canto,  un monotono &#8220;Hup-hup-hup&#8221;  facilmente udibile in primavera nelle campagne aperte, nei pascoli e nelle radure ai margini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Upupa_Upupa_epops_03.jpg" alt="Upupa_Upupa_epops_03" /></p>
<p>L&#8217;Upupa (<em>Upupa epops</em>), con i suoi colori appariscenti, la sua singolare cresta e il suo tipico volo sfarfallante, è sicuramente tra gli uccelli più eleganti e aggraziati visibili nel nostro territorio&#8230;<span id="more-697"></span></p>
<p>il suo nome deriva dal suo canto,  un monotono &#8220;Hup-hup-hup&#8221;  facilmente udibile in primavera nelle campagne aperte, nei pascoli e nelle radure ai margini dei boschi.</p>
<p>L&#8217;upupa è un uccello migratore, arriva in primavera dall&#8217;Africa subsahariana per nidificare in Europa meridionale ed orientale, dove utilizza cavità di alberi, muri ed anche<a href="http://www.alessandrolandi.com/forum/casetta-nido-grande-specie-upupa-assiolo-storno-t736.html" target="_blank"> <span style="text-decoration: underline;">nidi artificiali di dimensioni idonee</span></a>. Non imbottisce il nido ma depone 5-7 uova di colore bianco-verdastre sul fondo tal quale (nei nidi artificiali è consigliabile mettere qualche centimetro di segatura) che la femmina coverà per 15-16 giorni, dopo soli 5 giorni di vita i pulli sono già in grado di contrastare i predatori spruzzando feci liquide e secernendo una sostanza maleodorante che li rende poco appetibili, dopo 20-27 giorni i pulli usciranno dal nido ma continueranno ad essere sorvegliati dai genitori</p>
<p>Le sue caratteristiche principali sono il piumaggio color rosa salmone,   con la tipica cresta di penne erettili  e le ali/coda nere barrate di bianco,  questa appariscente colorazione in realtà contribuisce a confondere la sagoma<br />
del soggetto nell&#8217;ambiente circostante grazie al fenomeno della somatolisi ( dissolvimento dei contorni). La particolare cresta di piume rosa-arancio bordate di nero normalmente  viene tenuta ricadente sulla nuca, occasionalmente viene spiegata a ventaglio  durante la parata nuziale o nei momenti di agitazione.</p>
<p>Un&#8217;altra caratteristica dell&#8217;Upupa è il suo  becco lungo e leggermente incurvato, che  utilizza per  rovistare nel terreno e nello sterco di animali da pascolo in cerca di grossi insetti e larve, che una volta afferrate lancia in aria per ingoiarle al volo.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Upupa_Upupa_epops_01.jpg" alt="Upupa_Upupa_epops_01" /></p>
<p>Da oramai una trentina di anni la diffusione dell&#8217;Upupa è in netto calo in tutta Europa, sia per le mutazioni del tradizionale paesaggio agricolo, che offriva suoli maggiormente adatti alle sue particolari esigenze alimentari rispetto alle moderne coltivazioni e allevamenti intesivi, sia per la rarefazione dei vecchi e grossi alberi e dei vecchi edifici con cavità idonee alla sua nidificazione</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Upupa_Upupa_epops_02.jpg" alt="Upupa_Upupa_epops_02" /></p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Upupa_Upupa_epops_04.jpg" alt="Upupa_Upupa_epops_04" /></p>
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		<title>Il Biancone (Circaetus gallicus) alias l&#8217;Aquila dei Serpenti</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 19:03:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Biancone o Aquila dei Serpenti (circaetus gallicus) è un grande rapace dall’ apertura alare di quasi due metri&#8230; ha il piumaggio color grigio-bruno la parte superiore, bianca con barre brune (in quantità molto variabile) la parte inferiore e grandi occhi gialli. Con circa 15.000 coppie nidificanti il Biancone è tra le specie più rare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Biancone (Circaetus gallicus) 03.jpg" alt="Biancone (Circaetus gallicus) 03" /></p>
<p>Il Biancone o Aquila dei Serpenti (<em>circaetus gallicus</em>) è un grande rapace dall’ apertura alare di quasi due metri&#8230;<span id="more-687"></span><br />
ha il piumaggio color grigio-bruno la parte superiore, bianca con barre brune (in quantità molto variabile) la parte inferiore e grandi occhi gialli.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Biancone (Circaetus gallicus) 01.jpg" alt="Biancone (Circaetus gallicus) 01" /></p>
<p>Con circa 15.000 coppie nidificanti il Biancone è tra le specie più rare in Europa, in Italia sono stimate circa 400 coppie di cui una settantina in Toscana. I Bianconi migrano dall’Africa subtropicale a marzo passando dallo stretto di Gibilterra,  probabilmente  perevitare l’attraversamento di ampi tratti di mare, sorvola Spagna e Francia per poi<br />
riscendere anche verso il Sud della nostra penisola per raggiungere alcuni dei luoghi dove nidificherà, tra cui la Maremma Tosco-Laziale e qualche zona collinare del Sud, tra l’Abruzzo e la Calabria.<br />
In questo percorso migratorio uno dei maggiori crocevia si trova in Liguria, dove ogni anno viene organizzato sulle alture di Arenzano (località Curlo), il Biancone Day, durante il quale vengono avvistati anche 300-400 esemplari  in un giorno</p>
<p>La sua scarsa diffusione è dovuta anche al basso tasso riproduttivo, nidifica solo dopo i 3-4 anni di età,  costruendo il nido solitamente sulle biforcazioni dei rami di grossi alberi, depone una volta all&#8217;anno un unico uovo che cova per circa 45 giorni, i piccoli rimangono nel nido 70-75 giorni e la loro aspettativa di vita è di circa 18 anni</p>
<p>Ho incontrato questo esemplare nel periodo particolarmente caldo di fine agosto, durante un giro in machina per le strade assolate del monte Labro, lungo le quali è possibile avvistare numerose specie di Passeriformi ma anche Rapaci,  si tratta di una zona ricca di ampie aree rocciose ed aperte &#8230; luogo ideale per cacciare le prede che<br />
costituiscono il 90% della sua dieta: i serpenti, più raramente si nutre anche di lucertole, ramarri, piccoli mammiferi e uccelli.<br />
Il soggetto in questione si è dimostrato abbastanza confidente,  ho potuto avvicinarmi il più possibile al suo posatoio avanzando lentamente in auto. E’ rimasto sulla cima dell’albero a scrutare me e il paesaggio sottostante  a lungo  prima di spiccare il volo, planando lentamente e addirittura avvicinandosi alla mia postazione facendo un paio di giri di ricognizione e permettendomi di ottenere buone riprese&#8230; nonostante la fotografia di rapaci in volo non sia la mia specialità .<br />
<img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Biancone (Circaetus gallicus) 02.jpg" alt="Biancone (Circaetus gallicus) 02" /></p>
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		<title>Nidi artificiali 2011: foto, video, consigli e riflessioni varie</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 21:04:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Birdgarden]]></category>
		<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche la stagione dei nidi artificiali 2011 si è conclusa con molte sorprese e soddisfazioni&#8230; ci sono state varie conferme tra cui l’utilizzo dello stesso nido per il terzo anno consecutivo da parte di una coppia di Cinciarelle, e la nidificazione negli stessi nidi, per il secondo anno consecutivo, da parte di Cinciallegra, Picchio Muratore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Picchio Muratore (Sitta europaea) nido 2011 A.jpg" alt="Picchio Muratore (Sitta europaea) nido 2011 A" /></p>
<p>Anche la stagione dei nidi artificiali 2011 si è conclusa con molte sorprese e soddisfazioni&#8230; <span id="more-642"></span></p>
<p>ci sono state varie conferme tra cui l’utilizzo dello stesso nido per il terzo anno consecutivo da parte di una coppia di Cinciarelle, e la nidificazione negli stessi nidi, per il secondo anno consecutivo, da parte di Cinciallegra, Picchio Muratore e Codirosso Comune, anche se è difficile essere certi che queste coppie siano sempre le stesse.</p>
<p>La principale novità invece è stata la prima nidificazione da parte della Cincia Bigia in uno dei miei nidi,  mentre l’assente ingiustificato (?) è stato il Torcicollo, che era comunque presente nella zona e che negli anni precedenti aveva utilizzato per 2 anni consecutivi dei nidi posizionati sul solito albero (il primo anno un nido standard e il secondo uno antipredazione).</p>
<p>In totale quest’anno sono stati occupati 9 dei mie nidi su 21, per un totale di 11 nidificazioni di 5 specie diverse di uccelli. Tutte queste nidificazioni sono avvenute in un piccolo fazzoletto di terra  di metri 70&#215;30, dove ho l’appostamento fotografico fisso e dove installo le mangiatoie d’inverno, la pozza artificiale d’estate e dove crescono varie piante, alcune selvatiche altre coltivate appositamente, che producono bacche e semi graditi all&#8217;avifauna, tutti questi numeri solo per dire come,  grazie all’impegno costante negli anni nel rendere confortevole un determinato luogo agli occhi degli uccelli selvatici, sia possibile ottenere una notevole biodiversità ornitologica e densità di popolazione anche in una zona relativamente  piccola.</p>
<p>I nidi che ho installato al di fuori di questo terreno, (alcuni distanti solo poche decine di metri, altri molti chilometri), per un motivo o per l’altro non hanno avuto successo&#8230; o a causa del tipo di nido poco utilizzato o a causa della zona poco frequentata da uccelli.</p>
<p>Anche quest’anno il tempo disponibile per seguire le nidificazioni non è stato molto, ma sono comunque riuscito a documentare con fotografie e/o video una buona parte delle 11 nidificazioni.  Come per gli anni passati tutte le foto  sono state scattate nel massimo rispetto dei soggetti ripresi, ovvero osservando dall’esterno che i pulli fossero già nati verificandone la frequenza di andirivieni dei genitori con cibo nel becco, ho lasciato passare 5-6 giorni in modo che i pulli fossero già grandi e che le imbeccate fossero più frequenti, poi ho posizionato per brevi periodi (15-20 minuti) ed al massimo per una sessione giornaliera l’attrezzatura fotografica sul cavalletto a distanza di 6-7 metri dal nido, mimetizzata dietro cespuglio o alberi, mentre io osservavo e scattavo le fotografie dall’appostamento fisso o dal capanno degli attrezzi  grazie un telecomando wireless per la fotocamera dalla portata di 100 metri circa, mentre per i video l’attrezzatura è stata piazzata e mimetizzata sempre a 6-7 metri dietro alberi o cespugli, poi ho fatto partire la registrazione e sono tornato dopo 20-30 minuti  a riprendere l’attrezzatura fotografica  per poi ritagliare  e montare i momenti salienti dei video al Computer.</p>
<p>Le nidificazioni dovrebbero essersi concluse tutte con successo, in quanto non ho ritrovato ne pulli morti ne chiari segni di predazione  da parte di felini o muselidi come è accaduto negli anni precedenti, tuttavia è anche vero che sempre per il poco tempo a disposizione non ho potuto assistere all’involo di tutte le covate e non è escluso che<br />
qualche nido sia stato predato da serpenti che riescono ad entrare nel nido senza lasciare segni di predazione.</p>
<p>Prima di fare un resoconto con alcune foto e un video delle nidificazioni avvenute nei mie nidi , vi consiglio di seguire anche l’andamento delle nidificazioni nei nidi artificiali di tutti gli altri iscritti al forum, consultando  periodicamente le schede  <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.alessandrolandi.com/forum/blog/userlist/" target="_blank">nei loro Archivi personali </a> </span>e gli “aggiornamenti recenti” visualizzati <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.alessandrolandi.com/forum/blog/" target="_blank">nell’indice generale dei Bird-files</a></span></p>
<h2><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Nido n° 01 &#8211; Casetta standard per Cince:</strong></span></span></h2>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Cinciarella ( Parus Caeruleus ) nidi 2011 A.jpg" alt="Cinciarella ( Parus Caeruleus ) nidi 2011 A" /></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="527" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/jmSh-QUIHQY&amp;feature" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="527" src="http://www.youtube.com/v/jmSh-QUIHQY&amp;feature"></embed></object></p>
<p>Il nido è stato occupato per il 3° anno consecutivo da una coppia di Cinciarelle che come di consueto vi hanno nidificato 1 sola volta nel periodo delle prime nidificazioni, questo soggetto infatti realizza una seconda covata solo se la prima non è andata a buon fine.<br />
Sono relativamente sicuro che la covata si sia conclusa con successo come negli anni precedenti.<br />
L’imbottitura costruita da questa coppia di Cinciarelle è quella classica per la sua specie (muschio, peli e piume) alla quale è stato aggiunto un tocco di fantasia con alcuni fili di lana arancione (cliccate sulla minitura per ingrandire l&#8217;immagine)</p>

<a href="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/imbottitura-nido-01.jpg" title="" class="shutterset_singlepic524" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/cache/524__320x240_imbottitura-nido-01.jpg" alt="imbottitura-nido-01" title="imbottitura-nido-01" />
</a>

<p>Di seguito cercherò di spacciarvi questa foto (venuta male perché scattata con  troppo anticipo) per un’immagine altamente artistica, dove il soggetto è volutamente sfuocato per simboleggiare la distanza tra  la magnifica ed inavvicinabile  creatura selvaggia (con tanto di preda nel becco!) e il manufatto umano,  perfettamente nitido nella sua decadente immobilità catartica  (?!)</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Cinciarella ( Parus Caeruleus ) nidi 2011 C.jpg" alt="Cinciarella ( Parus Caeruleus ) nidi 2011 C" /></p>
<h2><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Nido n° 03 &#8211; Nido a tronchetto:</strong></span></span></h2>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Cincia bigia (Parus palustris) nidi 2011 A.jpg" alt="Cincia bigia (Parus palustris) nidi 2011 A" /></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="527" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/H4YU9aNi2QA" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="527" src="http://www.youtube.com/v/H4YU9aNi2QA"></embed></object></p>
<p>Prima occupazione di un mio nido artificiale da parte della Cincia Bigia  che vi ha nidificato 1 volta nel periodo delle prime covate, Per questo nido sono sicuro  al 100% dell’involo dei pulli essendo l’unica coppia di Cincia Bigia presente nella mia zona ed avendo visto in seguito un branchetto di pulli svolazzare nei dintorni.<br />
Questo soggetto si è dimostrato abbastanza esigente nella scelta di nidi artificiali, ma anche durante la nidificazione ha confermato di essere uno dei soggetti più confidenti, non facendo minimamente caso alla mia presenza a pochi metri di distanza mentre portava l’imbottitura nel nido o il cibo alla prole.<br />
L’imbottitura costruita da questa coppia di Cince Bigie consiste in una base in muschio e uno strato superiore molto spesso e uniforme di peli.</p>

<a href="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/imbottitura-nido-03.jpg" title="" class="shutterset_singlepic525" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/cache/525__320x240_imbottitura-nido-03.jpg" alt="imbottitura-nido-03" title="imbottitura-nido-03" />
</a>

<p>Questa giovane Cincia Bigia è stata immortalata 15 gg dopo l&#8217;involo&#8230;  mentre faceva una sana scorpacciata di afidi:</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Cincia bigia (Parus palustris) nidi 2011 B.jpg" alt="Cincia bigia (Parus palustris) nidi 2011 B" /></p>
<h2><span style="text-decoration: underline;"><strong>Nido n° 05 &#8211; Nido per Ballerina Bianca</strong></span></h2>
<p><object style="width: 640px; height: 527px;" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="527" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/0IeO6T_7q7w" /><embed style="width: 640px; height: 527px;" type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="527" src="http://www.youtube.com/v/0IeO6T_7q7w"></embed></object></p>
<p>Occupazione per il secondo anno consecutivo di questo nido da parte del Codirosso Comune, che come per  l’anno precedente vi ha nidificato 2 volte, anche se quest’anno con leggero ritardo (circa15 gg).  Ritengo molto probabile che entrambe le  nidificazione si siano concluse con successo come l’anno precedente.  L’imbottitura costruita da questi<br />
soggetti è composta da quantità abbondanti di fili d’erba e piume.</p>

<a href="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/imbottitura-nido-05.jpg" title="" class="shutterset_singlepic526" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/cache/526__320x240_imbottitura-nido-05.jpg" alt="imbottitura-nido-05" title="imbottitura-nido-05" />
</a>

<h2><span style="text-decoration: underline;"><strong>Nido n° 08 &#8211; Nido antipredazione per Cince</strong></span></h2>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Picchio Muratore (Sitta europaea) nido 2011 B.jpg" alt="Picchio Muratore (Sitta europaea) nido 2011 B" /></p>
<p>Nido occupato per il secondo anno consecutivo dal Picchio Muratore che, come per l’anno precedente vi ha nidificato una sola volta, avendo assistito all’alimentazione dei pulli fino a pochi giorni prima dell’involo  ritengo che tutto si sia concluso per il meglio. Questo soggetto si è rilevato  il più fotogenico e facile da fotografare durante l’allevamento della prole in quanto mentre le altre specie quasi sempre entravano al volo nel nido, rendendo necessari dei riflessi velocissimi per scattare qualche foto, il Picchio Muratore spesso preferiva posarsi sul tetto ed entrare nel nido o imbeccare i pulli sporgendosi a testa in giù o comunque soffermandosi sul foro del nido per tempi abbastanza lunghi (come si può vedere nel video).</p>
<p><object style="width: 640px; height: 527px;" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="527" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/iVnV6fvHvU0" /><embed style="width: 640px; height: 527px;" type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="527" src="http://www.youtube.com/v/iVnV6fvHvU0"></embed></object></p>
<p>Notare l’ imbottitura, tipica di questo soggetto costituita da cortecce di legno e foglie secche, oltre alla stuccatura degli spifferi nel nido effettuata con il fango&#8230; abitudine dalla quale deriva il nome di  Picchio “Muratore”</p>

<a href="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/imbottitura-nido-08.jpg" title="" class="shutterset_singlepic527" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/cache/527__320x240_imbottitura-nido-08.jpg" alt="imbottitura-nido-08" title="imbottitura-nido-08" />
</a>

<p>Oggi dieta a base di zanzare per i giovani Picchi Muratori:</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Picchio Muratore (Sitta europaea) nido 2011 C.jpg" alt="Picchio Muratore (Sitta europaea) nido 2011 C" /></p>
<h2><span style="text-decoration: underline;"><strong>Nido n° 10 &#8211; Nido antipredazione per Cince:</strong></span></h2>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="527" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/E8pgn3SmIvA" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="527" src="http://www.youtube.com/v/E8pgn3SmIvA"></embed></object><br />
</strong></span></p>
<p>Nido occupato per il secondo anno consecutivo da Cinciallegre che vi hanno nidificato per 2 volte, molto probabilmente con successo.<br />
Diversamente delle Cinciarelle le Cinciallegre non utilizzano piume per imbottire i propri nidi, infatti anche in questo caso sopra al muschio è presente solo uno strato massiccio di peli</p>

<a href="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/imbottitura-nido-10.jpg" title="" class="shutterset_singlepic528" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/cache/528__320x240_imbottitura-nido-10.jpg" alt="imbottitura-nido-10" title="imbottitura-nido-10" />
</a>

<h2><span style="text-decoration: underline;"><strong>Nido n° 11 &#8211; Nido Standard per Cince</strong></span></h2>
<p>Curiosamente questo nido è stato occupato per il secondo anno consecutivo nel periodo delle seconde covata, ma mentre l’anno precedente era stata una coppia di Cinciarelle a farvi una covata di rimpiazzo, quest’anno è stato occupato dalle Cinciallegre, forse quelle che nella prima covata hanno utilizzato il nido n°19 con esito incerto, nonostante non sia riuscito a documentare ne con foto ne con video l’andamento di questa covata sono piuttosto ottimista sull’involo dei pulli avendoli visti  nutrire dai genitori fino a poco tempo prima dell’involo, diversamente dal nido di Cinciallegre precedente in questo caso lo strato di peli sopra al muschio è decisamente meno abbondante.</p>

<a href="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/imbottitura-nido-11.jpg" title="" class="shutterset_singlepic529" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/cache/529__320x240_imbottitura-nido-11.jpg" alt="imbottitura-nido-11" title="imbottitura-nido-11" />
</a>

<h2><span style="text-decoration: underline;"><strong>Nido n° 12 &#8211; Nido Semi-antipredazione per Cince:</strong></span></h2>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="527" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/n-yBpnwOuWA" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="527" src="http://www.youtube.com/v/n-yBpnwOuWA"></embed></object><br />
</strong></span></p>
<p>Questo nido è stato occupato 1 volta da una coppia di Cinciarelle nel periodo delle prime nidificazioni, anche se con leggero ritardo rispetto agli altri  (8gg circa) e la nidificazione dovrebbe essersi conclusa con successo.</p>
<p>Diversamente dalle abitudini di questa specie nell’imbottitura del nido non sembrano esserci piume,  nonostante nella zona siano ampiamente disponibili vista la presenza di vari pollai.</p>

<a href="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/imbottitura-nido-12.jpg" title="" class="shutterset_singlepic530" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/cache/530__320x240_imbottitura-nido-12.jpg" alt="imbottitura-nido-12" title="imbottitura-nido-12" />
</a>

<p>Giovane Cinciarella alle prese con le prime acrobazie:</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Cinciarella ( Parus Caeruleus ) nidi 2011 D.jpg" alt="Cinciarella ( Parus Caeruleus ) nidi 2011 D" /></p>
<h2><span style="text-decoration: underline;"><strong>Nido n° 18 &#8211; nido x Codirosso con scivolo antipredazione</strong></span></h2>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="527" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/EnaqihjaOos" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="527" src="http://www.youtube.com/v/EnaqihjaOos"></embed></object><br />
</strong></span></p>
<p>Nido utilizzato dal Codirosso Comune per una sola covata nel periodo della prime nidificazioni, tra l’altro con leggero anticipo rispetto agli altri, sono sicuro dell’involo dei pulli  per testimonianza di alcuni vicini (i proprietari dei famosi pollai citati poc&#8217;anzi) . Stranamente la coppia non ha utilizzato lo stesso nido per la seconda covata,  che invece ritengo sia avvenuta in una cavità nel muro di una casa vicina (100 metri circa), e che sia stata predata da Corvidi.<br />
L’imbottitura fatta da questa coppia di Codirossi è quella tipica della sua specie, composta da fili d’erba e piume, anche se quest’ultime sono presenti in quantità nettamente inferiore al nido n° 05</p>

<a href="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/imbottitura-nido-18.jpg" title="" class="shutterset_singlepic531" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/cache/531__320x240_imbottitura-nido-18.jpg" alt="imbottitura-nido-18" title="imbottitura-nido-18" />
</a>

<p>Il Giovane Codirosso Comune ha gia imparato come si beve alla pozza artificiale dopo soli 20 gg circa dall&#8217;involo:</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Codirosso comune ( Phoenicurus phoenicurus ) nidi 2011 A.jpg" alt="Codirosso comune ( Phoenicurus phoenicurus ) nidi 2011 A" /></p>
<h2><span style="text-decoration: underline;"><strong>Nido n° 19 &#8211; nido antipredazione per Cince</strong></span></h2>
<p>Nido in realtà posizionato per il Torcicollo ma occupato per il secondo anno consecutivo nel periodo delle prime nidificazioni da Cinciallegre, mentre ancora prima (negli anni 2008 e 2009) era stato utilizzato dal Torcicollo dopo aver sfrattato sempre coppie di Cinciallegra.</p>
<p>Sembrerebbe che questa coppia abbia nidificato in leggero anticipo (come i Codirossi del nido 19) rispetto agli altri, spiazzandomi e non permettendomi di seguire e riprendere, ne con foto ne con video, l’andamento della covata, pertanto sono abbastanza incerto sul suo esito, comunque l’imbottitura si presenta come quella del nido n° 11<br />
ovvero con scarsa presenza di peli sopra al muschio,  il modus operandi simile confermerebbe che forse si tratta della stessa coppia</p>

<a href="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/imbottitura-nido-19.jpg" title="" class="shutterset_singlepic532" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/cache/532__320x240_imbottitura-nido-19.jpg" alt="imbottitura-nido-19" title="imbottitura-nido-19" />
</a>

<p>Nonostante la giovane età questa Cinciallegra ha già lo sguardo da feroce predatrice di bacherozzi:</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Cinciallegra ( Parus major ) nidi 2011 A.jpg" alt="Cinciallegra ( Parus major ) nidi 2011 A" /></p>
<p>Il probabile successo di tutte le nidificazioni avvenute nei nidi artificiali di quest’anno è dovuto verosimilmente al corretto posizionamento dei nidi,  con l’esperienza acquisita negli anni precedenti ho evitato di commettere alcuni grossolani errori che in passato avevano causato la predazione del nido da parte di felini o muselidi, o la morte dei pulli a causa di eventi atmosferici (forte vento che aveva fatto oscillare un nido mal posizionato).</p>
<p>Per maggiori informazioni su come installare correttamente i vostri nidi artificiali vi rimando alle “PRINCIPALI PRECAUZIONI DA PRENDERE” presenti alla fine <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.alessandrolandi.com/2009/06/30/nidi-artificiali-guida-e-resoconto-finale-2009/" target="_blank">dell’articolo sui nidi artificiali 2009</a></span>, dove tra l’altro sono  spiegate anche le precauzioni prese per eseguire le fotografie ai nidi senza disturbare i soggetti ripresi che altrimenti potrebbero abbandonare la covata.</p>
<p>Molti altri consigli su come costruire nidi artificiali e altri accessori utili a favorire la frequentazione del vostro giardino da parte di uccelli selvatici li trovate nell<span style="text-decoration: underline;">’<a href="http://www.alessandrolandi.com/forum/indice-delle-guide-consigli-utili-sul-birdgardening-t646.html" target="_blank">Indice delle guide e consigli utili sul Birdgardening</a></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Asfodelo montano (Asphodelus albus)</title>
		<link>http://www.alessandrolandi.com/2011/05/24/lasfodelo-montano-asphodelus-albus/</link>
		<comments>http://www.alessandrolandi.com/2011/05/24/lasfodelo-montano-asphodelus-albus/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 May 2011 12:01:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;asfodelo montano è una pianta tipica del paesaggio mediterraneo&#8230; può raggiungere 120 cm di altezza e cresce nei prati incolti e boschi ad altitudini tra i 300 e i 1700 metri sul livello del mare. I suoi grandi e numerosi fiori bianchi, visibili da marzo a giugno, sono inseriti in una grande infiorescenza a forma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/macro-e-flora/Asfodelo montano (Asphodelus albus) 02.jpg" alt="Asfodelo montano (Asphodelus albus) 02" /></p>
<p>L&#8217;asfodelo montano è una pianta tipica del paesaggio mediterraneo&#8230;<span id="more-635"></span><br />
può raggiungere 120 cm di altezza e cresce nei prati incolti e boschi ad altitudini tra i 300 e i 1700 metri sul livello del mare.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/macro-e-flora/Asfodelo montano (Asphodelus albus) 04.jpg" alt="Asfodelo montano (Asphodelus albus) 04" /></p>
<p>I suoi grandi e numerosi fiori bianchi, visibili da marzo a giugno, sono inseriti in una grande infiorescenza a forma di spiga che inizia a sbocciare progressivamente partendo dalla base e proseguendo verso l&#8217;alto,</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/macro-e-flora/Asfodelo montano (Asphodelus albus) 03.jpg" alt="Asfodelo montano (Asphodelus albus) 03" /></p>
<p>così che nella stessa spiga, si possono osservare contemporaneamente i vari stadi che vanno dai boccioli nella  parte alta, ai fiori appena sbocciati, per finire con ai frutti nella parte bassa che prendono la forma di capsule tondeggianti e<br />
che una volta mature liberano numerosi semi neri</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Asfodelo montano (Asphodelus albus) A.jpg" alt="Asfodelo montano (Asphodelus albus) A" /></p>
<p>Nell&#8217;antichità l&#8217;asfodelo era molto diffuso e trovava applicazioni sia farmaceutiche che alimentari, oltre che nella produzione di cesti intrecciati e di altri manufatti artigianali.</p>
<p>I fiori dell&#8217;asfodelo vengono da sempre ricordati nella mitologia come il simbolo dei defunti ed erano utilizzati per adornare le tombe. Gli antichi Greci rappresentavano il regno dei morti ricoperto di asfodeli mentre Omero scriveva nell&#8217;Odissea: &#8220;La dove gli eroi sono caduti i prati si sono ricoperti  di asfodeli che avevano  il compito di accompagnare le loro anime nell&#8217;Ade&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La Fototrappola, la Faina e la Tana misteriosa&#8230;</title>
		<link>http://www.alessandrolandi.com/2011/03/27/la-fototrappola-la-faina-e-la-tana-misteriosa/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 18:52:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[La ricostruzione dei fatti avvenuti in questi ultimi mesi intorno alla “Tana misteriosa” sono frutto  dei dati contenuti nelle fotografie scattate in quel periodo, oltre che di qualche ricordo residuo rimasto nella mia memoria&#8230;&#8230;  all’epoca non ritenevo necessario tenere un resoconto dettagliato di quelli che erano solo i primi esperimenti con le fototrappole artigianali, pertanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/fauna/Faina_Martes_foina_02.jpg" alt="Faina_Martes_foina_02" /></p>
<p>La ricostruzione dei fatti avvenuti in questi ultimi mesi intorno alla “Tana misteriosa” sono frutto  dei dati contenuti nelle fotografie scattate in quel periodo, oltre che di qualche ricordo residuo rimasto nella mia memoria&#8230;<span id="more-621"></span>&#8230;  all’epoca non ritenevo necessario tenere un resoconto dettagliato di quelli che erano solo i primi esperimenti con le fototrappole artigianali, pertanto si tratta di una ricostruzione incompleta visto che dei numerosi appostamenti andati a vuoto, e quindi senza le fotografie e senza  i dati in esse contenuti, non è rimasto traccia.</p>
<p>- Luglio 2010</p>
<p>Incuriosito da questa branca della fotografia, avevo acquistato alcuni congegni per antifurti, e nelle settimane successive li avevo adattati per collegarli alla fotocamera reflex per realizzare delle fototrappole con cui fotografare soggetti notturni e particolarmente elusivi, difficilmente fotografabili in altri modi.<br />
I due sistemi di fototrappolaggio realizzati e descritti in <a href="http://www.alessandrolandi.com/forum/fototrappole-artigianali-t530.html" target="_blank">questa discussione del forum</a> si dimostrarono abbastanza efficaci. Nelle prime prove notturne riuscii a fotografare un Riccio ed un Gatto&#8230; soggetti non particolarmente elusivi ma furono sufficienti per dimostrare che i meccanismi potevano funzionare, d’altro canto mi resi conto che costruire una fototrappola era il problema minore&#8230; la parte difficile di questo tipo di fotografia era quello di individuare un luogo frequentato dagli animali notturni, individuare il punto esatto in cui sarebbero passati, piazzare la fotocamera immaginando quale poteva essere una buona inquadratura ancor prima che il soggetto principale della foto fosse presente, impostare la fotocamera e il flash manualmente in modo da avere una buona messa a fuoco, e una buona illuminazione del soggetto (che ancora non c’è) e dell’ambiente circostante. Dopo i primi entusiasmi, tutto rimase dimenticato  in un cassetto per alcune settimane&#8230; fino a metà ottobre.</p>
<p>- Giovedì, 14 ottobre 2010</p>
<p>Vagando per il bosco alla ricerca di funghi da fotografare, notai casualmente un paio di cavità molto profonde nel terreno&#8230; forse delle tane. Una  era più piccola e sembrava scavata di fresco vista la gran quantità di terra smossa ai bordi, l’altra era più grande e poteva entrarci agilmente un mammifero di piccole-medie dimensioni ( Volpe, Faina, ecc) ma diversamente dalla prima non mostrava segni di utilizzo recente, decisi che finalmente era ora di rispolverare le fototrappole e di testarle seriamente sul campo. Prima dell’imbrunire piazzai il cavalletto con Canon 400d, 18-55, flash 580ex e sensore di calore  di fronte alla tana più piccola, impostando il tutto in modo che l’inquilino della tana venisse immortalato non appena fosse uscito dal nascondiglio</p>
<p>- Venerdì,15 ottobre 2010</p>
<p>Era la prima volta che la fotocamera passava la notte alle intemperie fuori del sicuro terreno recintato di mia proprietà.  La nottata passò tra momenti di eccitazione, pensando alle fotografie che avrei potuto trovare all’indomani, e momenti di preoccupazione per l’incolumità dell’attrezzatura stessa. La mattina, quando andai a recuperare la fototrappola, ad un iniziale stato di soddisfazione, per aver ritrovato tutta l’attrezzatura incolume , seguì uno stato di delusione profonda&#8230;.  purtroppo la compact flash era completamente  vuota</p>
<p>Non mi lasciai  scoraggiare e preparai tutto per la notte successiva. Questa volta, prima dell’imbrunire, mi recai a sistemare la solita attrezzatura davanti alla tana più grande, sperando sempre che la fototrappola scattasse le fotografie al momento in cui il sensore di calore rilevasse il soggetto uscire dal presunto rifugio.</p>
<p>- Sabato, 16 ottobre 2010</p>
<p>Questa volta, passate le preoccupazioni e i facili entusiasmi iniziali, passai la notte più tranquillamente e di buon’ora mi recai nel bosco a controllare la fototrappola. Con una certa sorpresa scoprii che questa volta la CF era tutt’altro che vuota anzi&#8230; aveva registrato un gran numero di fotogrammi&#8230;. ma le cose non erano andate esattamente come avevo programmato io.</p>
<p>Il primo di una sequenza di 25 immagini mostrava una Faina ( <em>Martes foina) </em>ripresa di spalle che dall’esterno si avvicinava alla tana (non ne usciva come avevo previsto io) , dopo lo scatto del flash la Faina si nascondeva in una zona in ombra poco<br />
lontana dalla tana ma i riflessi dei suoi occhi nell’oscurità comparivano anche in alcuni fotogrammi successivi, una decina di secondi dopo la fotocamera riprendeva di striscio un’altra Faina che passava tra la fotocamera e la tana per poi nascondersi anche lei nell’oscurità.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Faina_Martes_foina_A.jpg" alt="Faina_Martes_foina_A" /><br />
Nonostante le Faine fossero state fotografate di spalle e di striscio ero euforico. Entrambe erano fuggite allo scattare del flash ma non sembravano particolarmente impaurite, una si era nascosta dietro l’erba poco lontano, l’altra era passata davanti alla fototrappola pochi secondi dopo, anche se poteva tranquillamente tornare indietro o passare da più lontano rispetto al punto illuminato dal flash, comunque decisi di far passare almeno una settimana prima di riposizionare la fototrappola nel solito punto.</p>
<p>I giorni successivi, riguardando con calma la serie di fotogrammi elaborai una mia teoria sull’accaduto: La tana era il rifugio diurno dalle 2 Faine,  la fototrappola aveva fatto cilecca quando erano uscite dal rifugio per fare il loro giro notturno, ma aveva funzionato al loro rientro. Rimasi convito di questa teoria per un po’ di tempo, ma poi divenne chiaro che le cose non stavano così.</p>
<p>Dopo circa una settimana ripresi gli appostamenti provando delle inquadrature molto più ampie e che riprendessero bene i soggetti anche quando fossero rientrati  alla tana. Quasi subito ribeccai una Faina, questa volta però era ripresa mentre passava abbastanza lontano dalla tana&#8230; in una zona che nella foto appariva estremamente sfuocata, in seguito a questo ed a altri scatti non riusciti mi resi conto che il sensore di calore non era molto adatto al mio scopo, infatti aveva un raggio di azione troppo ampio e imprevedibile, faceva scattare la fototrappola anche se il soggetto appariva in una zona fuori fuoco o addirittura fuori dall’inquadratura della fotocamera, il risultato era che il soggetto alla<br />
prima flashata si dileguava e la trappola non riusciva a scattare foto decenti. Nonostante varie modifiche fatte al sensore, ad oggi, non sono ancora riuscito ad ottenere che scatti le foto solo quando il soggetto passa per il punto preciso dove è prevista la messa a fuoco.<br />
In seguito decisi di provare con il sensore di vibrazioni, questo congegno era sicuramente una soluzione più rudimentale, dovevo posizionare sul terreno il sensore attaccato ad una rete, con il rischio che  gli animali selvatici lo fiutassero e evitassero di toccarlo, tuttavia garantiva che la fotocamera scattasse la foto solo quando il soggetto toccava il punto preciso in cui avevo preventivamente impostato la messa a fuoco.</p>
<p>- Domenica, 14 Novembre 2010</p>
<p>La sera precedente avevo sistemato un pezzo di rete metallica  con legato il sensore di vibrazioni di fronte alla solita tana, avevo cercato di mimetizzare il tutto ricoprendola con delle foglie secche. Il piano era che le Faine, uscendo dalla tana, avrebbero calpestato o urtato il pezzo di rete facendo scattare la fototrappola&#8230; ma tanto per cambiare le cose non andarono come previsto. Quella  notte la fototrappola aveva si ripreso una Faina, ma anche questa volta non mentre usciva  dalla tana ma mentre si avvicinava. La mia teoria iniziale cominciava a vacillare e contestualmente cominciavo a domandarmi come mai le Faine gironzolassero così spesso intorno a  quella che non era la loro tana</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Faina_Martes_foina_B.jpg" alt="Faina_Martes_foina_B" /></p>
<p>Questa volta le foto scattate erano poche ma sicuramente migliori delle precedenti, il soggetto era inquadrato abbastanza bene e messo a fuoco con precisione, tuttavia si presentarono altri problemi&#8230; il flash montato sulla fotocamera causava un riflesso negli occhi del soggetto che nella fotografia risultavano completamente bianchi&#8230;. tipo zombie, pertanto avrei dovuto trovare il modo di staccare il flash dalla fotocamera e decentrarlo per evitare tale effetto. Inoltre nelle sessioni successive venne fuori che il canon 580EX non era adattissimo a questo tipo di fotografia, infatti se abilitavo la funzione sleep il flash dopo qualche ora si addormentava e non si risvegliava in tempo per il primo scatto della fotocamera che inevitabilmente risultava buio, se invece disabilitavo la funzione sleep il flash rimaneva sempre pronto allo scatto ma le batterie si scaricava completamente nel giro di 7-8 ore e gli scatti successivi risultavano completamente neri.<br />
Mi procurai a poco prezzo un vecchio flash usato e dei telecomandi wireless per posizionarlo lontano dalla fotocamera. Il flash era un vecchissimo modello a torcia che mi tirarono dietro su ebay per una trentina di euro,  era roba di 20-30 anni fa ma si dimostrò perfetto per il mio scopo. I suoi vantaggi erano che all’epoca la funzione sleep per il risparmio energetico non esisteva&#8230; tuttavia con il fatto che fosse sprovvisto del monitor lcd e di lucine varie accese, oltre al fatto di funzionare con 6 pile AA invece di 4, permetteva al flash di rimanere funzionante e pronto allo scatto per un periodo molto più lungo di quanto avessi bisogno, gli svantaggi erano che non era prudente collegarlo direttamente alla fotocamera in quanto il suo voltaggio poteva fulminare le moderne fotocamere digitali,  inoltre era privo di automatismi e doveva essere impostato manualmente, svantaggi ininfluenti per  i miei scopi visto che avrei dovuto utilizzarlo manualmente e staccato dalla fotocamera in ogni caso</p>
<p>- Domenica, 12 Dicembre 2010</p>
<p>La sera precedente avevo piazzato la solita 400d+18-55 con sensore di vibrazioni e avevo montato il flash su un altro cavalletto e posizionato in un punto rialzato a qualche metro di distanza dalla fotocamera. Quella notte la Fotocamera riprese una Faina che ancora una volta si avvicinava alla tana.<br />
Questa volta ero abbastanza soddisfatto del risultato, avevo risolto il problema del riflesso sugli occhi ma tuttavia avevo esagerato un po’ nell’allontanare il flash dalla fotocamera, la luce risultava troppo laterale e creava molte ombre,  in futuro avrei dovuto allontanare un po’ meno il flash o meglio ancora usare 2 flash per illuminare meglio la scena</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/fauna/Faina_Martes_foina_01.jpg" alt="Faina_Martes_foina_01" /></p>
<p>- Domenica, 16 Gennaio 2011</p>
<p>La mattina presto andai a recuperare l’attrezzatura che avevo sistemato la sera prima nei pressi della solita tana. Ad un primo e rapido sguardo sembrava che la fototrappola avesse scattato un fotogramma senza alcun soggetto ripreso se non la tana e l’ambiente circostante, mentre le foto successive riprendevano una Faina che si avvicinava con fare guardingo alla tana. Poi osservai meglio il primo fotogramma  e mi resi conto che non era stato scattato a vuoto ma anzi&#8230;. era lo scatto decisivo che finalmente svelava i misteri che avevano circondato la Tana fino a quel momento.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Topo_A.jpg" alt="Topo_A" /><br />
L’immagine ritraeva un piccolissimo Topolino con una castagna in bocca (quasi più grande di lui) che a zampe levate si dirigeva verso la tana. Dall’immagine sembrava che il topolino non fosse molto tranquillo e avesse una certa fretta di ritornare nel propio nascondiglio, tant’è che non accorgendosi della rete metallica (facilmente aggirabile  per lui) l’aveva urtata e aveva fatto scattare la fotocamera.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Topo_B.jpg" alt="Topo_B" /></p>
<p>Il motivo di tanta fretta apparve nei fotogrammi scattati poco dopo: la Faina stava seguendo le sue tracce e come ogni notte lo stava braccando.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/fauna/Faina_Martes_foina_02.jpg" alt="Faina_Martes_foina_02" /></p>
<p>Quella notte la fototrappola catturò 2 frammenti di tempo durati giusto il lampo di un flash, ma che da soli riuscivano a raccontare una storia che andava avanti da mesi&#8230; un duello per la sopravvivenza tra due creature appartenenti al selvaggio mondo notturno, un mondo parallelo al nostro&#8230; dove all’essere umano non è concesso partecipare o osservare direttamente con i propri occhi , ma che può solo intuire attraverso strani e macchinosi congegni.</p>
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		<title>Il Verdone (Carduelis chloris chloris)</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 21:41:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>

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		<description><![CDATA[Un nuovo soggetto è improvvisamente apparso alle mangiatoie del mio birdgarden, si tratta di un unico esemplare di Verdone (Carduelis chloris chloris)&#8230; Il Verdone è un uccello diffuso in tutta Italia e facilmente osservabile in parchi, giardini,  campagne e boschi, molti esemplari sono sedentari  ma altri arrivano in autunno dal nord Europa per svernare nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Verdone_Carduelis_chloris_chloris _02.jpg" alt="Verdone_Carduelis_chloris_chloris _02" /></p>
<p>Un nuovo soggetto è improvvisamente apparso alle mangiatoie del mio birdgarden, si tratta di un unico esemplare di Verdone (<em>Carduelis chloris chloris</em>)&#8230;<span id="more-611"></span></p>
<p>Il Verdone è un uccello diffuso in tutta Italia e facilmente osservabile in parchi, giardini,  campagne e boschi, molti esemplari sono sedentari  ma altri arrivano in autunno dal nord Europa per svernare nel nostro paese e ripartire a primavera.<br />
Come suggerisce il suo nome  il Verdone ha un piumaggio prevalentemente verde oliva, con barrature gialle sulla base esterna delle remiganti primarie e delle timoniere,  i colori del maschio sono più vivaci rispetto alle femmine, ma  comunque si opacizzano durante l’autunno-inverno,  il suo robusto becco, color rosa chiaro, gli permette di nutrirsi di<br />
grossi semi, ma è possibile sorprenderlo anche con il becco imbrattato di rosso dopo una scorpacciata di frutti di rosa canina o altre bacche, occasionalmente si nutre di insetti e vermi, soprattutto nel periodo della riproduzione.<br />
<img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Verdone_Carduelis_chloris_chloris _03.jpg" alt="Verdone_Carduelis_chloris_chloris _03" /></p>
<p>Il Verdone non utilizza nidi artificiali, in primavera il maschio si esibisce nella sua tipica parata nunziale, cantando e volando in modo simile ad una farfalla mettendo in evidenza le macchie gialle sulle ali e sulla coda, nidifica da aprile a maggio costruendo su alberi bassi o cespugli un nido a coppa con steli, muschio, piume ecc. Solitamente realizza 2<br />
covate da 4-6 uova cadauna,  di colore bianco-azzurrastre con macchie brune, che la femmina  cova per 12-14 giorni  mentre il maschio si occupa di procurare il cibo, i piccoli escono dal nido dopo 17-18 giorni dalla schiusa delle uova</p>
<p>Nonostante il Verdone sia notoriamente un abituale utilizzatore di mangiatoie, sia in Italia che all’estero,  in questi anni non lo avevo mai visto nel mio birdgarden&#8230; anzi non lo avevo mai avvistato entro un raggio di 10 km</p>
<p>Il 31 gennaio mentre ero appostato nel capanno è arrivato anche lui, con aria curiosa e meravigliata ha fatto un rapido giro tra le varie mangiatoie e posatoi osservando quali fossero i vari mangimi a disposizione, dopo una breve esitazione è saltato sul girasole ed è rimasto appollaiato sopra a sgranocchiare i semi a lungo e per niente intimorito dai clik della fotocamera.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="505" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/15rxM2URgF4" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="505" src="http://www.youtube.com/v/15rxM2URgF4"></embed></object></p>
<p>Durante la mattinata in cui sono stato appostato ha fatto vari viaggi nel birdgarden e anche il giorno seguente si è rifatto vivo, sempre preferendo il fiore di girasole agli altri mangimi. Non avendo molti fiori di girasole disponibili li utilizzo solo quando sono appostato per fare fotografie, vedremo se comunque si affezionerà al birdgarden e utilizzerà anche le altre mangiatoie o se si tratta solo di un’apparizione temporanea come accade per il suo “cugino” Frosone che fa visita al mio birdgarden solo 2-3 volte l’anno.</p>
<p>Prossimamente sarà possibile trovare, con una ricerca nel nuovissimo archivio del forum, altre esperienze e abitudini di questo soggetto nei birdgarden degli altri iscritti al forum.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Verdone_Carduelis_chloris_chloris _04.jpg" alt="Verdone_Carduelis_chloris_chloris _04" /></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Il Passero Italiano o Passera d&#8217;Italia (Passer italiae)</title>
		<link>http://www.alessandrolandi.com/2010/12/24/il-passero-italiano-o-passera-ditalia-passer-italiae/</link>
		<comments>http://www.alessandrolandi.com/2010/12/24/il-passero-italiano-o-passera-ditalia-passer-italiae/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 Dec 2010 14:01:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Passero Italiano (Passer italiae)  è un uccello sedentario diffuso in tutta Italia ed è uno dei principali frequentatori dei birdgarden &#8230; Vive a stretto contatto con l’essere umano, si trova soprattutto nelle campagne coltivate e nei centri abitati ma il suo cinguettio può essere sentito anche nei centri storici, nelle piazze affollate o nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Passero Italiano ( Passer italiae ) - 07.jpg" alt="Passero Italiano ( Passer italiae ) - 07" /></p>
<p>Il Passero Italiano (<em>Passer italiae</em>)  è un uccello sedentario diffuso in tutta Italia ed è uno dei principali frequentatori dei birdgarden &#8230; <span id="more-582"></span>Vive a stretto contatto con l’essere umano, si trova soprattutto nelle campagne coltivate e nei centri abitati ma il suo cinguettio può essere sentito anche nei centri storici, nelle piazze affollate o nei giardini pubblici delle grandi città, questo lo rende anche uno dei più probabili frequentatori delle mangiatoie posizionate sui balconi delle abitazioni cittadine.<br />
Il maschio ha il capo e il dorso bruno striato di nero mentre ventre, petto e guance sono  bianche con una macchia pettorale nera che viene ostentata con fierezza nel corso delle dispute e le cui dimensioni determinano chi sia il maschio dominante del gruppo, in inverno i margini chiari delle penne offuscano sia la macchia nera del petto sia il colore rossiccio della testa, il colore del robusto becco cambia dal nero in estate al giallo pallido in inverno.</p>
<p><strong><em>Passero Italiano maschio in autunno &#8211; inverno:</em></strong></p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Passero Italiano ( Passer italiae ) - 04.jpg" alt="Passero Italiano Passer italiae" /></p>
<p><strong><em>Passero Italiano maschio in primavera &#8211; estate:</em></strong></p>
<p><strong><em><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Passero Italiano ( Passer italiae ) - 03.jpg" alt="Passero Italiano Passer italiae" /><br />
</em></strong></p>
<p>La femmina ha il piumaggio dai colori più tenui, il dorso è bruno striato di nero, mentre testa, guance e petto sono castano-grigio senza le macchie nere presenti nel maschio, anche la colorazione del becco della femmina cambia durante le stagioni</p>
<p><strong><em>Passero Italiano femmina in autunno &#8211; inverno:</em></strong></p>
<p><strong><em><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/miste/Passero Italiano ( Passer italiae ) A.jpg" alt="Passero Italiano ( Passer italiae ) A" /><br />
</em></strong></p>
<p><strong><em>Passero Italiano femmina in primavera &#8211; estate:</em></strong></p>
<p><strong><em><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Passero Italiano ( Passer italiae ) - 05.jpg" alt="Passero Italiano Passer italiae" /><br />
</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong><br />
Le sue abitudini alimentari sono soprattutto granivore e preferisce nutrirsi a terra, secondo la mia esperienza utilizza quasi esclusivamente mangiatoie posate al suolo o comunque su supporti stabili , difficilmente utilizza mangiatoie appese,  gradisce molto i piccoli semi contenuti nel mix per Canarini (facilmente trovabile in commercio) ma anche briciole di pane e biscotti, durante l’estate utilizza abbeveratoi e pozze artificiali,  in primavera contribuisce notevolmente alla lotta biologica in orti e giardini, ispezionando in gruppo  sia alberi da frutto che ortaggi in cerca di insetti nocivi con cui nutrire la propria prole.</p>
<p>Per quanto riguarda le nidificazioni in nidi artificiali, non avendo avuto nessuna esperienza con questo soggetto, ho chiesto a Flavio Pompele alias “Parus” del forum che mi ha confermato che nonostante il Passero Italiano utilizzi normalmente  manufatti umani per fare il nido (sotto le tegole, nei buchi dei muri, sui pali della luce ecc.) non utilizza regolarmente dei nidi artificiali di determinate misure come possono essere le casette chiuse per le Cince, comunque lui  ha avuto 5 nidificazioni<span style="text-decoration: underline;"> <a href="http://www.alessandrolandi.com/forum/informazioni-nidi-arificiali-rondine-t203-60.html#p1398" target="_blank">nei suoi nidi artificiali per Balestrucci</a></span> , nidi dei quali spesso il Passero italiano tenta di occupare anche quelli  nella versione “ naturale ”, causandone spesso la distruzione per via della sua stazza più pesante e ai suoi movimenti più bruschi rispetto ai Balestrucci, comunque  i fattori determinati per la scelta del luogo di nidificazione, sempre secondo Flavio, sembrano essere l’altezza del sito (si pensi alle tegole dei tetti e i pali della luce che superano spesso i dieci metri di altezza), fori di accesso di 3,5 -4 cm e  la possibilità di nidificare in gruppi numerosi vista la natura molto socievole e gregaria del Passero.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Passero Italiano ( Passer italiae ) - 06.jpg" alt="Passero Italiano ( Passer italiae ) - 06" /></p>
<p>Sebbene  il Passero Italiano sia abbastanza diffuso il suo numero ha registrato un netto calo negli ultimi anni, anche nel forum si leggono spesso interventi del tipo <em>” Qualche anno fa dalle mie parti si vedevano molti Passeri&#8230; ma ora non ci sono più” </em>, le cause sono i cambiamenti delle colture e l’uso massiccio sostanze chimiche, oltre alle diminuzione dei siti adatti alla nidificazione causata  dalla moderna edilizia che elimina ogni cavità idonea dai muri e tetti delle case.</p>
<p>Nel video che segue un gruppetto di Passeri d’Italia si nutre in una mangiatoia a terra del mio birdgarden fornita con il mix di semi per Canarini, al banchetto partecipa anche un intruso&#8230; il Passero Mattugia ( Passer montanus ) facilmente distinguibile per le dimensioni piu piccole e per il pallino nero sulla guancia.</p>
<p>Colgo l’occasione per augurare un buon Natale e un sereno 2011 a tutti i lettori del sito e del forum</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="505" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/_EvWrRfomNs" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="505" src="http://www.youtube.com/v/_EvWrRfomNs"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Nuove foto in macro e flora: I Funghi</title>
		<link>http://www.alessandrolandi.com/2010/10/17/nuove-foto-in-macro-e-flora-i-funghi/</link>
		<comments>http://www.alessandrolandi.com/2010/10/17/nuove-foto-in-macro-e-flora-i-funghi/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 Oct 2010 17:50:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il corpo vegetativo dei funghi è costituito da un intreccio di finissimi filamenti che serpeggiano nel terreno aggrovigliandosi tra loro e costituendo il micelio&#8230; il quale in determinate condizioni climatiche sviluppa il corpo fruttifero che fuoriesce dal terreno e che una volta maturo diffonde le spore nell&#8217;ambiente (l&#8217;equivalente dei semi per le piante superiori) Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/macro-e-flora/Boleto_piede_rosso_Boletus_erythropus_01.jpg" alt="Boleto_piede_rosso_Boletus_erythropus_01" /></p>
<p>Il corpo vegetativo dei funghi è costituito da un intreccio di finissimi filamenti che serpeggiano nel terreno aggrovigliandosi tra loro e costituendo il micelio&#8230;<span id="more-558"></span> il quale in determinate condizioni climatiche sviluppa il corpo fruttifero che fuoriesce dal terreno e che una volta maturo diffonde le spore nell&#8217;ambiente (l&#8217;equivalente dei semi per le piante superiori)</p>
<p>Il termine funghi (o fungi)  deriva dal Romano funus e agere, ovvero procacciatori di morte, detto questo lo scopo di questo articolo non è quello di specificare quali siano i funghi commestibili o mortalmente velenosi, ma quello di mostrare dei soggetti particolarmente belli e fotogenici che decorano boschi e prati in questa stagione.<br />
Tutti i funghi, indipendentemente dalle dimensioni e dalla loro commestibilità per l&#8217;uomo, hanno un ruolo di determinante importanza negli equilibri naturali, degradano le sostanze organiche vegetali e animali arricchendo e fertilizzando il terreno,</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/macro-e-flora/Fungo_01.jpg" alt="Fungo_01" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>(Canon 7d + 100mm macro is, f11, 1/40, iso400, ev-2 + illuminatore led)</em></p>
<p>alcuni vivono in simbiosi con le piante permettendone la germinazione dei semi (vedi x esempio <a href="http://www.alessandrolandi.com/2010/04/28/orchidee-spontanee-dactylorhiza-romana-e-il-castagneto/" target="_blank">La Dactylorhiza romana</a>)</p>
<p><strong>La Mazza di tamburo ( <em>Lepiota procera</em> )</strong></p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/macro-e-flora/Mazza_di_tamburo_Lepiota procera_01.jpg" alt="Mazza_di_tamburo_Lepiota procera_01" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>(Canon 7d + 300mm f4 is, f5.6 , 1/1600, iso 400, ev-1)</em></p>
<p>La Mazza di tamburo è un fungo facilmente riconoscibile per la sua notevole stazza, nello stadio giovanile ha il cappello di forma ovoidale che la fa assomigliare appunto ad una mazza di tamburo, poi si espande e sia appiana fino a raggiungere un diametro di anche 40 cm. Compare in tutta Italia in estate/autunno in luoghi aperti come prati, pascoli, campi e radure</p>
<p><strong>Il Porcinello Rosso (<em>Boletus rufus</em>)</strong></p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/macro-e-flora/Porcinello_Rosso_Boletus_rufus_01.jpg" alt="Porcinello_Rosso_Boletus_rufus_01" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>(Canon 7d + 10-22 @19mm, f11, 1/40 iso 400, ev-1/3 + polarizzatore e illuminatore a led)</em></p>
<p>Il Porcinello Rosso ha il cappello regolare ed emisferico, di color mattone che può raggiungere i 20cm di diametro,  il gambo è slanciato e ornato da squame brune. Questo fungo compare in estate/autunno nei boschi di pino, pioppo, castagno e betulla</p>
<p><strong>La Ditola gialla (<em>Clavaria flava</em>)</strong></p>
<p><strong><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/macro-e-flora/Ditola_gialla_Clavaria_flava_01.jpg" alt="Ditola_gialla_Clavaria_flava_01" /></strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>(Canon 7d + 10-22 @12mm, f11, 1/40 iso 400)</em></p>
<p>La Ditola gialla è un fungo dalla forma ramificata simile ad un corallo, si trova in gran parte d&#8217;Italia nei boschi sia di conifere che di latifoglie, appare in tarda estate e autunno quasi sempre in grandi colonie.</p>
<p><strong>Il Boleto a piede rosso (<em>Boletus erythropus</em>)</strong></p>
<p><strong><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/macro-e-flora/Boleto_piede_rosso_Boletus_erythropus_02.jpg" alt="Boleto_piede_rosso_Boletus_erythropus_02" /></strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>(Canon 7d + 10-22 @12mm, f16, 1/80 iso 400, ev-1/3 + polarizzatore)</em></p>
<p>Il Boleto a piede rosso (Boletus erythropus) si distingue dagli altri Boletus per il gambo ornato da squame o puntini rossi su fondo giallo mentre il cappello è bruno, ma i suoi colori cambiano rapidamente al contatto con l&#8217;aria diventando prima azzurro cupo poi grigio. Si trova in gran parte d&#8217;Italia in estate-autunno, sia nei boschi di conifere che di latifoglie</p>
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		<title>La Ballerina bianca (Motacilla alba)</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 09:17:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>

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		<description><![CDATA[La ballerina bianca (Motacilla alba) è un passeriforme diffuso in gran parte d&#8217;Europa e Asia, in Italia è presente in tutte le regioni ed è stanziale&#8230; Vive principalmente in prossimità di zone umide come fiumi e torrenti ma grazie alla sua capacità di adattamento è possibile trovarla anche in ambienti urbani come giardini, prati, campi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Ballerina_bianca_Motacilla_alba_03.jpg" alt="Ballerina bianca (Motacilla alba)" /></p>
<p>La ballerina bianca (<em>Motacilla alba</em>)  è un passeriforme  diffuso in gran parte d&#8217;Europa e Asia, in Italia è presente in tutte le  regioni ed è stanziale&#8230;<span id="more-543"></span><br />
Vive principalmente in prossimità di zone umide come fiumi e torrenti ma grazie alla sua capacità di adattamento è possibile trovarla anche in ambienti urbani come giardini, prati, campi coltivati ecc., mentre è meno frequente nei boschi e nelle montagne oltre i 2000 metri.</p>
<p>Ha una forma slanciata ed elegante, è lunga circa  20 cm e può raggiungere un&#8217;apertura alare di circa 30 cm, sfoggia un&#8217;inconfondibile livrea striata di bianco, nero e grigio, il becco è sottile e appuntito e quando si posa a terra muove continuamente la lunga coda, tanto da essere chiamata anche &#8220;Batticoda&#8221;</p>
<p>Si nutre principalmente di insetti che cerca lungo le rive , nel fango, tra l&#8217;erba e nei terreni lavorati, spesso si avvicina anche alle case in cerca di cibo.</p>
<p>Il periodo degli accoppiamenti va da aprile ad agosto, costruisce il nido realizzando una coppa di erbe tra anfratti naturali o artificiali, dove depone da 4 a 7 uova bianche-grigiastre con macchie nere che la femmina cova per 12-14 giorni,  mentre i piccoli vengono accuditi da entrambi i genitori per circa15 giorni.</p>
<p>Al di fuori della stagione riproduttiva le Ballerine Bianche sono molto socievoli con gli altri esemplari della propia specie, durante la notte si radunano in veri e propri dormitori collettivi composti da decine o centinaia di individui</p>
<p>Nel video che segue la Ballerina Bianca si pulisce il piumaggio all&#8217;abbeveratoio del mio birdgarden:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="505" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/EobfJ4-TaHI" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="505" src="http://www.youtube.com/v/EobfJ4-TaHI"></embed></object></p>
<p>Altre foto&#8230;</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Ballerina_bianca_Motacilla_alba_01.jpg" alt="Ballerina bianca (Motacilla alba)" /></p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.alessandrolandi.com/wp-content/gallery/uccelli/Ballerina_bianca_Motacilla_alba_02.jpg" alt="Ballerina bianca (Motacilla alba)" /></p>
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